Maurizio Gaio lascia la Comunità di Primiero

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Si dimette da Assessore e Consigliere

La conferenza stampa di Maurizio Gaio a Imèr in Comune nella quale ha ufficializzato le sue dimissioni. Presenti anche il sindaco Gianni Bellotto e il segretario PD locale, Enrico Turra

Primiero (Trento) - “Nulla sarà più come prima” sottolinea sabato pomeriggio l’ormai ex assessore Maurizio Gaio, dopo aver rassegnato le proprie dimissioni da Assessore alla pianificazione territoriale e tutela ambientale della Comunità di Primiero.

Per la sua sostituzione – “se le condizioni lo renderanno possibile, dopo un confronto a 360 gradi in maggioranza” – si dice pronto Enrico Turra, oggi consigliere della stessa Comunità.

Nel suo documento, Gaio spiega che c’è bisogno di un urgente chiarimento nei confronti dei cittadini sulle reali competenze e sui rapporti in essere tra Comunità e Amministrazioni comunali.  Cita le competenze urbanistiche della Comunità di valle e contesta il fatto che per poter pianificare sia necessario comunque il voto favorevole dei Comuni.

Primiero Comune unico

“Non sono d’accordo nell’aumentare il sentimento di anti-politica – spiega – è delittuoso non procedere urgentemente verso il processo di creazione del Comune unico di Primiero. Speravo che il primo slancio verso il Comune unico arrivasse proprio da una collaborazione stretta tra Mezzano e Imèr ma così non è stato. La raccolta di firme e la proposta di un ordine del giorno per stimolare il dibattito nei Consigli comunali, non hanno sortito grandi effetti”. Nei giorni scorsi, proprio il consiglio comunale di Transacqua – ha lanciato intanto, l’ipotesi di una possibile costituzione di un Comune unico del SopraPieve a Primiero.

“Lascio quindi con amarezza – conclude Maurizio Gaio – sperando che le mie dimissioni possano portare almeno a qualche effetto concreto per il futuro del territorio. Mi rendo disponibile a proseguire la mia attività politica in termini comunali. Certo, è tempo di fare chiarezza sui rapporti tra Comuni e Comunità per il bene di tutti. Molti sono i progetti che ho cercato di  concretizzare per la riqualificazione del fondovalle, per la zona di Imèr e non solo”.

Apprezzamento per l’operato di Gaio è arrivato dal sindaco di Imèr, Gianni Bellotto e anche dal Pd locale rappresentato da Enrico Turra che ha spiegato: “Per il momento stiamo a  guardare, ma siamo certamente molto dispiaciuti per l’uscita di Gaio dalla Giunta e dall’Assemblea”.

I successori in Assemblea

Tra i primi non eletti della Lista Via Nova, che potrebbero sostituire Maurizio Gaio nella carica di consigliere, ci sono: Gabriele SimionCecilia Bonat e Fabrizio Tomas (che è già membro eletto dal Comune).

Il documento integrale di Maurizio Gaio

Ecco il documento integrale di Maurizio Gaio,  presentato venerdì sera alla Giunta della Comunità di Primiero, per motivare la decisione.

“Al Presidente della Giunta

e della Assemblea della Comunità di valle di Primiero

Agli elettori della lista Via Nova

Come già annunciato in varie sedi, fin dalla riunione di maggioranza politica del 30 agosto 2012 in seno alla Comunità, comunico di porre termine al mio impegno politico nella istituzione comunitaria.

  1. Nel manifesto elettorale abbiamo scritto – noi della lista Via Nova – che “la Comunità deve essere la prova generale per la fusione di tutti i Comuni” di Primiero in un solo Comune.

A oltre due anni di distanza da quel proposito, nulla s’è mosso, non si è riusciti a far progredire quest’idea tra le istituzioni locali, nemmeno ripiegando sulla proposta di fusione tra i Comuni di Imer e Mezzano, e la recente dichiarazione di intenti del consiglio comunale di Transacqua è tutta da verificare.

Eppure, sono convinto che, in questi tempi “di lacrime e sangue”, l’unione dei nostriComuni in un solo Comune sia inevitabile ed irresponsabile sia non intraprendere questo cammino, rifiutando ben 2 milioni di euro all’anno per 20 anni, tra riduzioni dei costi della politica e benefici che la Regione riserverebbe a tale progetto.

  1. Scrivevamo di voler servizi di qualità e omogenei su tutto il territorio comunitario.

A oltre due anni di distanza, constato che “il progetto fare comunità” (riguardava, in particolare, l’unificazione dei servizi tecnici dell’edilizia privata) è stato respinto dai Sindaci, così come la (prima) proposta di unire in convenzione le segreterie comunali con quella della Comunità;

le collaborazioni in servizi sovra comunali, come da ultimo individuati dalla Provincia autonoma, sono continuamente rinviate; e, via via, ogni regia della Comunità in questi progetti è stata esclusa per disposizioni espresse della Giunta Provinciale.

Quell’auspicio diffuso di superare i campanilismi e di “fare insieme” basato sulla volontà di coltivare una visione unitaria ed autorevole di sviluppo del nostro territorio primierotto è dunque di là da venire.

  1. Scrivevamo ancora che “si deve provvedere in tempi rapidi alla adozione del Piano Territoriale di Comunità” (PTC).

Ora, un importante tratto di strada è stato fatto con l’attività del previsto “Tavolo di confronto e consultazione”, tanto che è stato approvato un documento al riguardo…ma ora mi accorgo che la Comunità ha in mano un bel giocattolo rotto, ovvero una competenza – quella della pianificazione – che è in balìa dei Sindaci!

E’ vero infatti che la legge provinciale sull’urbanistica non prevede la necessità che il previsto “accordo-quadro di programma”, presupposto indispensabile per procedere alla redazione del PTC, abbia l’approvazione anche della Comunità e non solo “da un numero di Comuni che rappresenti almeno il 50 per cento della popolazione e almeno il 50 per cento dei Comuni”!

Ho chiesto insistentemente anche al mio partito di riferimento – il PD – una modifica normativa al riguardo, ma nulla risulta intrapreso!

  1. 100.000 trentini – 2600 primierotti – nel recente referendum hanno detto che le Comunità vanno chiuse, perché sono inutili e costose.

Da più parti – e anch’io l’ho condiviso – s’è chiesto che vi fosse un necessario “passo avanti” in sede normativa, rilanciando il ruolo dell’ente Comunità, ribadendo che l’autogoverno dei territori sono il futuro della nostra autonomia, dando loro competenze, risorse e personale… ma né i Comuni, né la Provincia autonoma, nei fatti, dimostrano di volerci credere…

anzi, a sentire Dellai e Gilmozzi, si prospetta di tornare di fatto al vecchio Comprensorio, con Sindaci nelle Giunte delle Comunità e riduzione del numero dei consiglieri eletti; i budget dei servizi tradizionalmente svolti dal defunto Comprensorio sono ancora vincolati da puntuali disposizioni della Giunta provinciale, in barba al tanto decantato autogoverno;

inoltre sentiamo continuamente un illogico e sterile ritornello : “la riforma deve essere a costo zero”.

Ma come?, mi chiedo… la Comunità deve fare, operare responsabilmente… ma senza risorse! E tutti sanno che nozze con i fichi secchi non se ne fanno!

C’è bisogno insomma di un chiarimento politico e normativo subito! Nell’attuale contesto non si può più lavorare proficuamente o comunque in questo orizzonte di incertezza ogni processo di novità, dato dalla “riforma”, è bloccato.

Cosa si profila davanti ?

Penso che due anni di attesa (uno, perché a un anno dalle elezioni provinciali non si può muovere foglia, un altro, dopo le elezioni provinciali, perché bisogna intendersi su cosa si vuol fare delle Comunità) siano intollerabili, siano in conflitto con il mandato elettorale ricevuto, né voglio contribuire minimamente a dar spazio a quelle voci dell’antipolitica che, a una incapacità dichiarata (la mia), pontificano sul fatto che cacciare dalla “poltrona” della politica può solo la magistratura.

Permettetemi allora almeno di denunciare tutto questo, di protestare, di esprimere coerentemente, e con un pizzico di amarezza, il mio disagio: per ciò mi dimetto da assessore e da consigliere della Comunità di valle…quello che potevo dare l’ho dato.

E poi, forse, è arrivato il momento di lasciare spazio ad altri, secondo un sano principio di rotazione delle cariche.

Auguro a chi resta, ma più giovane, capace e paziente, un proficuo lavoro.

Ringrazio tutti, in particolare i dipendenti che ho potuto apprezzare per la loro competenza e disponibilità”.

Maurizio Gaio 

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2 Responses to Maurizio Gaio lascia la Comunità di Primiero

  1. fernando savorana

    07/01/2013 at 12:34

    anche se non sono primierotto, che per alcuni aspetti è un vantaggio, la serietà della lettera e la logica dei passaggi, anche economici, è un pezzo di notevole valore e pregio di contenuti, anche morali, che sono uno schiaffo alla miseria, e all’intelligenza dei primierotti stessi. il non comprenderne la logica è l’altro schiaffo all’intelligenza, davanti all’evidenza dell’inutilità del comprensorio o delle comunità. l’avere un comune unico, non cambia il nome dei bar abituali, o delle puttane abituali, significa solo risparmiare soldi, e, i trentini, non i primierotti, sono spesso chiamati ad esempio virtuoso ed intelligente? per il resto del Paese. Primierotti esclusi. Mi ricordo un vecchio generale della GdF, Gen Sessa, mente sopraffina che anticipava i tempi, che mi insegnò che se non vuoi concludere nulla nomina una commissione. Evidentemente Dellai, non certo mente sopraffina come il generale, ma politico scafato quanto basta, ha preferito la Comunità, con il possibile ripiego sulla struttura precedente. così tutto si blocca. un modo come un’altro per non spendere 40 milioni di euro. e destinarli ad altri scopi che, per non offendere Dellai, preferiamo solo pensare. Grazie a Maurizio Gaio per l’importante e seria iniziativa,volta, speriamo, a non cadere nel vuoto, e nel dimenticatoio, colmo di stupidi desideri di separazione,voluta, non consensuale, utile a tutelare gli interessi di alcuni sindaci di valle, com’è nell’ordine delle cose come lette e interpretate. Divide et impera, dicevano i romani. Forse Gaio non intendeva arrivare a simili conclusioni, ma sono le mie deduzioni, che non vogliono offendere l’intelligenza di valle, anche se è stata l’ultima ad evolversi, come mi spiegò un imprenditore trentino, alla faccia dell’intelligenza del capo cordata, anche esaù vendette il proprio diritto per un piatto di lenticchie.Ma non era primierotto e non aveva 40 milioni da risparmiare. grazie ancora al Signor Gaio

  2. Eolo

    07/01/2013 at 12:42

    Tutto il mio apprezzamento per le considerazioni condivisibilissime di Gaio

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