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Diga sul Vanoi, il Comitato per la Difesa del Torrente e delle Acque Dolci ribadisce il suo no all’invaso

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Dopo il no dei Pescatori di Primiero, i Comuni coinvolti (Vanoi, Cinte e Lamon) attendono gli sviluppi, mentre nei giorni scorsi è arrivato un timido segnale negativo anche dalla Provincia di Trento, con il vice Mario Tonina che ricorda: “Autorizzazioni di nostra competenza, senza di noi non si va da nessuna parte”. Mentre al Consozio di bonifica veneto c’è soddisfazione per l’approvazione del progetto, ma anche per la nomina del veronese Nicola Dell’Acqua, commissario straordinario per l’emergenza idrica


 

di Flavio Taufer e Daniele Gubert*

Primiero/Vanoi (Trento) – “Siccità è un vocabolo che riassume il senso della sete e della sofferenza che condiziona animali, vegetali e persino le rocce. Ora tutti corrono ai ripari e, finché se ne può approfittare… perché non ciucciare tutta l’acqua residua dai monti? Dopo la sconfitta a tutto campo dei progetti avanzati già nel 1997 dal Consorzio Pedemontano Brenta di Cittadella (TV) per realizzare una diga sul torrente Vanoi, ora, in tempi bizzarri dove si passa dal secco al diluvio, con il clima strampalato e gli eventi estremi che ci attendono… si vuole nuovamente giocare d’azzardo!

Trentatré milioni di metri cubi d’acqua (più dell’invaso di Forte Buso, tre volte quello di val Noana, quattro volte il bacino dello Schenèr che già costellano il territorio di Primiero e quello vicino di Fiemme) da tesaurizzare in una stretta valle segnalata ad alto rischio sulla “Carta di sintesi geologica”. È fuor da ogni dubbio l’instabilità del versante del monte Còppolo in destra orografica, proprio in quello che diverrebbe il cuore profondo del bacino… una quantità immane di resti morenici pronti a cadere giù. Non si può fare a finta di non vedere!

Venghino siori Zaia o dell’Acqua a darci uno sguardo, venghino. Ma l’avranno almeno fatto uno studio preliminare di fattibilità, prima di bruciare 912 mila euro del PNRR che vanno spesi in fretta solo per non correre il rischio di perderli?! Che dire poi delle magiche funzioni multiple a cui sarebbe destinato l’invaso Laminazione delle piene, serbatoio idrico per campagne e canali di navigazione da Padova a Venezia, ricarica delle falde, acquedotti e magari rabbocco delle risorgive. Ma sì, mettiamoci anche i pedalò ad uso turistico.

Livello bonus: lo sfruttamento del salto per la produzione di energia elettrica. Tutto un saliscendi del livello del lago ricco di piacevoli conseguenze per il microclima, la popolazione residente/resistente, la flora e la fauna, il territorio della valle! Davvero le acque del Vanoi valgono più dell’oro, anche se dalla municipalizzata Acsm spa commentano che il margine operativo lordo degli investimenti in solare ed eolico è molto più lucroso e a questo punto conviene arraffarli a casa d’altri, in Piemonte, in Puglia. Quindi, per generosità, lasciar fare il business idroelettrico ai vicini assetati, anche se non particolarmente vocati al risparmio idrico.

Ci vollero anni di aspri dibattiti ma anche di costruttivi confronti, giudizio d’esperti e opposizione da parte di cittadini a monte e a valle dell’improbabile sbarramento, clamore destato dagli ambientalisti… finché anche dalla Provincia di Trento giunse il diniego. Ora si vuole partire daccapo, ma la risvegliata comunità alpina, fatta di Comitati e Associazioni di vario genere e ispirazione, state sicuri non si lascerà depredare di quei “miseri” 8 km di torrente a corsa libera della val Cortella, esempio rarissimo dalla Francia alla Slovenia, destinati a restare un’oasi selvaggia.

Intoccabile di fronte a scopi devastanti, necessitante protezione dall’umana incontentabilità. Rimaniamo vigili in attesa di dati oggettivi, progetti, valutazioni… pronti a potenti alleanze semmai lo spettro, al di là di ogni senso del limite e del buonsenso, dovesse tornare a gridar minaccia”.

 


*Flavio Taufer e Daniele Gubert
Comitato per la Difesa del Torrente Vanoi e delle Acque Dolci


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