NordEst

Baby sitter uccisa, svolta nelle indagini

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I sospetti si sarebbero concentrati in particolare su un uomo, che all'epoca dei fatti era minorenne. Gli agenti della Squadra mobile, impegnati nelle indagini sotto la direzione di Massimo Olivotto, stanno ascoltando amici e parenti del sospettato in Questura.

L'uccisione della baby sitter

Anna Laura Pedron venne trovata assassinata nell'appartamento al quarto piano dell'elegante condominio di via Colvera dove lavorava come baby sitter. Era quasi completamente nuda, il cadavere sul divano del salotto. Nella stanza accanto il bimbo di circa due anni al quale la ragazza doveva badare. Era stato proprio il pianto disperato del bimbo a spingere la madre a chiamare i vigili del fuoco: la donna, Marina Giorgi, non riusciva a entrare in casa perché la chiave nella toppa bloccava la serratura dall'interno.

L'autopsia sulla ragazza  

Dai segni sul corpo della Pedron, tra i quali le ecchimosi sul collo, si dedusse che la baby sitter era stata strangolata e poi soffocata con un cuscino. Le indagini, chiuse dopo due anni senza alcun risultato, sono state poi riaperte. E grazie alle nuove tecniche investigative, in primis l'esame del Dna, ora si potrebbe essere vicini a una svolta.

La svolta nelle indagini 

Quei pochi indizi che 20 anni fa non riuscirono a portare a una soluzione del caso, dai cocci insanguinati di una lampada al cuscino e al nastro adesivo con cui è stata soffocata Anna Laura, fino alla mezza impronta ritrovata nella stanza, potrebbero oggi, alla luce delle nuove tecniche investigative utilizzate dalla polizia scientifica, essere invece elementi determinanti per arrivare a individuare l'assassino della giovane.

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