Trivellazioni nel Mediterraneo, l’Europa eviti un disastro come nel Golfo del Messico

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“No a uno sfruttamento incontrollato del Mare Nostrum”

piattaforma trivellazione petrolifera
Bruxelles – L’eurodeputato Andrea Zanoni presenta un’interrogazione alla Commissione europea sull’aumento di esplorazioni e trivellazioni per gas e petrolio nel Mediterraneo: ” Bruxelles monitori da vicino le attività offshore e faccia rispettare la Direttiva sulla sicurezza dell’ambiente marino”.

“L’Ue segua da vicino le continue attività di esplorazione e trivellazione petrolifera nel Mediterraneo per evitare un eccessivo sfruttamento ed eventuali disastri ambientali come quello della BP nel Golfo del Messico”. Lo chiede con un’interrogazione parlamentare alla Commissione europea Andrea Zanoni, eurodeputato ALDE e membro della commissione ENVI Ambiente, Sanità Pubblica e Sicurezza Alimentare al Parlamento europeo. “Bruxelles esegua un controllo generale di tutte queste attività e fornisca un piano dettagliato della situazione nel prossimo biennio, affinché gli standard della direttiva quadro sulla strategia per l’ambiente marino siano pienamente rispettati”.

“Il mare Mediterraneo è sempre più esposto ad attività legate all’estrazione di petrolio e di gas. Vengono utilizzate tecnologie ad alto consumo energetico, come grosse pompe ad aria compressa sottomarine, che costituiscono una seria minaccia per l’ambiente e numerose specie marine – spiega Zanoni – Purtroppo questo sfruttamento riguarda anche aree protette e ad alto rischio di incidenti alla luce dell’elevata profondità delle acque”.

“Prima di tutto bisogna fare in modo che tutte le norme ambientali europee, come quelle sul rumore sottomarino, siano rispettate e poi non possiamo permettere che proprio nel nostro Mediterraneo si corra un rischio di incidente simile a quello accaduto al largo del Golfo del Messico”, prosegue l’eurodeputato.

“Per questo motivo ho chiesto alla Commissione europea di elaborare un rapporto su tutte le attività petrolifere iniziate dal 2010 e previste fino al 2015 e se la direttiva quadro sulla strategia per l’ambiente marino prevede l’obbligo dell’utilizzo delle migliori tecnologie ambientali per simili attività”, conclude Zanoni, ricordando che il 22 maggio scorso il Parlamento europeo ha approvato la nuova direttiva sulla sicurezza delle trivellazioni in alto mare che prevede regole più severe per le compagnie estrattive, controlli sulle piattaforme più trasparenti e una moratoria per le trivellazioni in ambienti estremi.

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