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Primiero riscopre l’arte di Francesco Tavernaro: mostra visitabile fino al 5 novembre 2023

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La mostra “Francesco Tavernaro una riscoperta” è stata realizzata e allestita dal comitato ‘Merlocoderlo’ nella sala dell’ultimo piano del Palazzo delle Miniere


Primiero (Trento) – La mostra esposta fino al 5 novembre 2023 al Palazzo delle Miniere presenta 24 opere che Francesco Tavernaro dipinse tra gli inizi degli anni venti e la fine degli anni trenta del secolo scorso. Si tratta di dipinti che mostrano paesaggi e scorci di Primiero e nulla hanno da invidiare alle opere di maestri affermati come Guglielmo Ciardi e del suo allievo Emo Mazzetti che in quel periodo lavorarono in valle.

Due sono gli aspetti che colpiscono il visitatore: la prima la maestria di Francesco nel rendere con un paio di pennellate un particolare del paesaggio, sia esso un vaso di fiori o la cima di una montagna; l’altro, e questo è soprattutto apprezzato da chi questa valle la conosce bene, è come il pittore riesca a restituirci nei suoi quadri la luce particolare che si crea a Primiero in certi momenti. A completare la mostra ospitata al Palazzo delle Miniere, nel centro storico di Pieve sono stati realizzate sette strutture tridimensionali che riproducono, ingigantiti, alcuni particolari di altrettanti dipinti da Tavernaro.

Ma chi era Taveranro?

Francesco Tavernaro, figlio di Luigi dei Moneghi e Caterina Longo nacque a Pieve nel 1903. Rimasto orfano a pochi mesi, Francesco e la madre vissero nella casa di Pieve e di loro si prese cura Angelo, il fratello di Luigi. Il talento di Francesco fu notato da Emilio Bettega, un magistrato originario dei Masi di Imer, che lo fece studiare prima a Bolzano e dopo nella Scuola Veneta di Arte Applicata all’Industria dei Carmini di Venezia.

“Negli anni successivi – spiega Paolo Meneguz – lavorò a Venezia nel laboratorio di restauro di Eugenio e Guido De Luigi. Nella città lagunare entrò in contatto con l’ambiente artistico. Molto probabilmente nell’estate del 1927 conobbe e diventò amico di Filippo De Pisis. Infatti il noto pittore ferrarese in quel periodo alloggiava a Villa Ben (oggi Hotel Luiss) e il suo studio era la torretta della Villa a una trentina di metri della casa di Francesco. Negli anni successivi Tavernaro espose le proprie opere in molte mostre a Trento, Bolzano, Merano e Venezia. A metà degli anni trenta, dopo il matrimonio con la maestra Carmen Garuti tornò a vivere in valle. Negli anni successivi nacquero Nini e Luisa ed egli, negli alberghi di San Martino di Castrozza, mise a frutto la sua esperienza di dipintore e decoratore acquisita e Venezia. Negli ultimi anni della sua vita tornò all’antica passione: la pittura. Morì nel 1991. A metà degli anni novanta Il Comitato Turistico Locale e il Consorzio della Biblioteca intercomunale di Primiero gli dedicarono una mostra antologica nel Palazzo delle Miniere”.

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