Lavoro: boom dei contratti a tempo inderminato in Veneto

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Assessore Donazzan, “Segnale di un sistema imprenditoriale in salute e in ripresa”

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Venezia - “Avere messo le politiche del lavoro come priorità nelle scelte della nostra Regione, ed aver investito in strumenti per poter operare scelte opportune nei confronti delle imprese e dei lavoratori, ha permesso al Veneto di cogliere al meglio i cambiamenti normativi ed economici”. È quanto afferma l’assessore regionale al Lavoro, Elena Donazzan, commentando il monitoraggio di Veneto Lavoro sui contratti di lavoro a tempo indeterminato nell’anno 2015.

Le rilevazioni di Veneto Lavoro, aggiornate al 31 dicembre, indicano che nel 2015 in Veneto i contratti a tempo indeterminato sono quasi raddoppiati rispetto all’anno precedente. Le assunzioni sono state complessivamente oltre 145.000 contro le 80.600 del 2014 (+81%), cui si aggiungono 61.000 trasformazioni (+62%). A fine anno si è così determinato un saldo positivo di quasi 56.000 posti di lavoro a tempo indeterminato in più.

Una netta accelerazione si è verificata in particolare nel mese di dicembre, con 23.766 assunzioni e 16.685 trasformazioni. Nello stesso periodo del 2014 (3.508 assunzioni e 2.393 trasformazioni). Il dato è certamente influenzato dalla scelta delle imprese di anticipare assunzioni e trasformazioni per poter usufruire degli incentivi previsti per il 2015, che la Legge di stabilità 2016 ha ridotto sia per durata (da tre a due anni) che per entità (da 8.060 euro a 3.250 euro l’anno).

“Ho chiesto a Veneto Lavoro – fa sapere Donazzan – di avviare nei prossimi mesi anche un approfondimento sull’impatto economico degli incentivi alle assunzioni, al fine di monitorare l’equilibrio tra politiche attive e politiche passive del lavoro. In effetti – prosegue Donazzan – le scelte che in questi anni da assessore al Lavoro ho operato sono state supportate da un’analisi estremamente puntuale dei fenomeni economici grazie alla professionalità di Veneto Lavoro”.

“La crescita dei contratti a tempo indeterminato – sottolinea l’assessore regionale – è il sintomo di un sistema imprenditoriale veneto sano e in ripresa, come confermano i dati su pil ed export in Veneto, migliori rispetto alla media italiana”.
L’ultima “Bussola” di Veneto Lavoro segnala, infatti, l’aumento dell’1% del prodotto interno lordo in Veneto (contro +0,7% dell’Italia) con una previsione di +1,3% per il 2016, mentre per l’export veneto la previsione di crescita è del +7%.

Il clamoroso aumento dei contratti a tempo indeterminato ha comportato una flessione di quasi tutti gli altri rapporti di lavoro, in particolare apprendistato, lavoro intermittente, in parte sostituito dai “voucher”, e collaborazioni (quelle a progetto non si possono più stipulare da giugno 2015), mentre – evidenzia Veneto Lavoro – rimane sostanzialmente stabile il ricorso al tempo determinato. In controtendenza i tirocini, anche grazie al programma Garanzia Giovani, del quale sono una delle misure previste: in tutto il 2015 ne sono stati attivati oltre 34.000, con un aumento del 13% rispetto al 2014.

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