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Ivano Fracena, rimosso il diedro di roccia instabile dal monte Lefre

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Alle 11.00 la demolizione: un’esplosione e una nuvola di polvere

ivanofracena

Ivano Fracena (TN) –  È finita così, alle 11 in punto, la storia del diedro di roccia instabile sul Monte Lefre, che incombeva da tempo sull’abitato di Ivano Fracena e che da una decina di anni era tenuto sotto controllo. La Protezione civile trentina ha portato a termine un’operazione tanto attesa quanto spettacolare da vedere e che ha richiesto il contributo di molte persone appartenenti a settori diversi. Dalle prime ore del mattino il paese di Ivano Fracena è stato evacuato a titolo precauzionale. Circa 120 persone sono state ospitate presso il tendone allestito sul territorio di Villa Agnedo. Sono state chiuse tutte le vie di accesso alla zona interessate dalle operazioni e anche il traffico sulla statale della Valsugana è stato fermato. Per lo scoppio, in realtà una sequenza di esplosioni molto ravvicinate, sono servizi circa 800 chilogrammi di esplosivo; hanno demolito circa 4500 metri cubi di roccia. Sono stati una settantina gli uomini impegnati, con cui si è congratulato l’assessore provinciale alla Protezione Civile Tiziano Mellarini che è stato costantemente informato dello svolgimento delle operazioni. “Complimenti a tutti – ha detto l’assessore Mellarini – per la professionalità e precisione con cui è stata pianificata e portata a compimento un’operazione di prevenzione così importante e complessa. Ancora una bella prova per i volontari e per i professionisti che si dedicano con passione alla sicurezza della nostra comunità”.

In origine l’intervento era programmato per lo scorso venerdì 14 novembre ed è stato rinviato a causa del maltempo. Da oltre un decennio il versante meridionale del monte Lefre è sottoposto a monitoraggio da parte del Servizio Geologico della Provincia. In particolare, nei confronti di un diedro di roccia delle dimensioni complessive di circa 4500 metri cubi si è ritenuto di intervenire con la rimozione controllata, attraverso l’uso di esplosivo. La roccia è stata perforata e sono state piazzate 12 microcariche che sono state fatte esplodere in sequenza, a distanza di qualche frazione di secondo (agli occhi dei numerosi spettatori si è trattato però di un’unica esplosione). Questo per ottenere pezzi di dimensione contenuta e guidarne la caduta verso il basso. Il diedro era avvolto da una rete di contenimento. La popolazione che dalle prime ore della mattina si è raccolta presso il centro di accoglienza predisposto nel vicino comune di Villa Agnedo ha trovato il servizio mensa per il pranzo, gestito dai NuVolA della Valsugana, una sezione di assistenza sanitaria dove hanno operato Croce Rossa, 118 e Psicologi per i popoli, per dare supporto medico e psicologico alle persone che ne avessero avuto necessità. Forze dell’ordine e Vigili del Fuoco hanno controllato gli accessi alla zona delle operazioni.
L’intervento è stato coordinato dalla Protezione Civile, in particolare dal servizio Prevenzione rischi, con la collaborazione di vari altri soggetti fra cui i Vigili del Fuoco Volontari dell’Unione distrettuale della Valsugana (corpi di Ivano Fracena e Villa Agnedo), Croce Rossa Italiana, 118 Trentino Emergenza, Psicologi per i Popoli, l’Associazione Nu.Vol.A., Forze dell’Ordine (Polizia Locale e Carabinieri), Corpo Forestale provinciale, Agenzia Centrale Unica per l’Emergenza.
Per la sicurezza di Ivano Fracena, ai piedi della montagna nel 1998 era già stato realizzato un “Vallo Tomo”; un’opera alta una decina di metri che ha la funzione di trattenere i sassi di piccole dimensioni rilasciati dalla parete e che continuerà a svolgere la sua funzione di protezione anche in futuro.

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