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I giovani imprenditori che muovono il Trentino: 646 nuove attività in due anni

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Successo dovuto anche alle misure di sostegno all’imprenditorialità giovanile e femminile

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Trento – Il 2017 in Trentino comincia all’insegna della nuova imprenditorialità. Sono infatti 646, in gran parte giovani e donne, coloro che, supportati dalle misure di sostegno alla nuova imprenditorialità varate dalla Provincia autonoma di Trento, hanno scelto di mettersi in gioco diventando imprenditori di sé stessi. Commercio e artigianato i settori più gettonati, oltre 54 milioni di euro investiti dai privati per l’avvio di nuove attività d’impresa a fronte di 23 milioni di contributi pubblici erogati sui due bandi 2015 e 2016. Il terzo, quello del 2017, scadrà il prossimo 15 febbraio. I neoimprenditori ed il vicepresidente e assessore allo Sviluppo economico e lavoro Alessandro Olivi, assieme al consigliere delegato di Trentino Sviluppo Sergio Anzelini, si sono incontrati lunedì 30 gennaio al Polo Tecnologico di Rovereto per un momento di dialogo e confronto, arricchito dai consigli di un “mental coach” d’eccezione, Franco Bertoli, ex capitano del volley azzurro.

Tra vecchi stereotipi e sfide emergenti, 646 nuove piccole imprese aprono i battenti in Trentino grazie al “Pacchetto nuova imprenditorialità”, a riprova che la semplificazione burocratica e l’innovazione dei meccanismi di finanziamento sono la strada vincente per generare un ecosistema favorevole all’intrapresa personale, soprattutto da parte di giovani e donne.
In particolare ai 446 beneficiari del bando 2016, altri 200 sono stati sostenuti nell’edizione 2015, si è rivolto il vicepresidente della Provincia autonoma di Trento Alessandro Olivi che ha sottolineato “la necessità di costruire un ponte verso la nuova imprenditorialità, su cui pubblico e privato camminino insieme in un percorso di crescita che coinvolga l’intera comunità”. “Il successo di questi bandi – ha evidenziato Olivi – dimostra che in Trentino c’è tanta gente che non si rassegna alla crisi, non cade nel paradigma del posto fisso e, anzi, si costruisce una professione che magari in futuro darà lavoro anche ad altre persone”.
L’ultima riflessione di Olivi è sullo stigma che troppo spesso accompagna la disfatta delle nuove idee imprenditoriali. “Chi si mette in gioco per la prima volta e sbaglia – ha osservato il vicepresidente – non è un fallito. Certo, avviare un’attività comporta dei rischi e proprio per questo è importante che la Provincia si attivi per supportare i neoimprenditori affinché i loro investimenti non vadano dispersi”.
“Varato dalla Giunta provinciale nell’aprile 2015 ed operativo a partire dall’autunno successivo – ha sottolineato il consigliere delegato di Trentino Sviluppo Sergio Anzelini – il Pacchetto nuova imprenditorialità aveva come obiettivo quello di individuare nuove misure a favore di chi decideva di avviare un’attività economica in proprio, al fine di risollevare il tessuto produttivo impoverito dalla difficile situazione economica. Tra le principali novità introdotte ricordiamo l’accorpamento di strumenti diversi in un’unica proposta, la semplificazione normativa, la possibilità di anticipare l’erogazione di parte del contributo non più concesso solo a consuntivo e l’apertura presso Trentino Sviluppo di uno sportello unico che, dal 2015 ad oggi ha registrato quasi 3 mila contatti”.
I destinatari delle misure sono neoimprenditori al di sotto dei 35 anni oppure, senza limiti d’età, donne e disoccupati che scelgono di mettersi in proprio. Una particolare attenzione è riservata alle proposte che si caratterizzano per un certo tasso di innovazione e a quelle legate alle quattro “smart specialisation” – qualità della vita, energia e ambiente, agrifood e meccatronica – individuate come strategiche per lo sviluppo del territorio trentino.
Le misure sono state finora erogate attraverso due bandi, chiusisi rispettivamente nel 2015 e nel 2016. Al primo hanno partecipato 224 aspiranti imprenditori, in gran parte donne e giovani (152), per un totale di 200 progetti finanziati con 8,8 milioni di euro di contributo pubblico a fronte di un investimento totale di 20,2 milioni di euro. Nel 2016 le adesioni sono raddoppiate, con 446 domande (389 da donne e giovani) per oltre 34,5 milioni di euro di investimento complessivo coperti per 14,1 milioni di euro da contributo pubblico.Complessivamente il 60% dei partecipanti intende aprire un’attività commerciale, il 30% un’attività artigianale, il restante 10% delle domande si riferiscono invece al settore turistico (6%) e a quello industriale (4%).
Ottime anche le ricadute sul territorio: a fronte di un contributo pubblico complessivo, sui due bandi, di 23 milioni di euro, i 646 beneficiari delle misure per il biennio 2015–2016 movimentano infatti investimenti per 54,6 milioni di euro. La “top 5” delle Comunità di valle vede in testa la Valle dell’Adige con 174 domande presentate per l’avvio di altrettante piccole imprese, seguita da Vallagarina (103 domande), Alto Garda e Ledro (74), Alta Valsugana (57) e Val di Non (51).
Ospite d’eccezione dell’incontro con i nuovi imprenditori lo storico capitano del volley azzurro Franco Bertoli, oggi stimato mental coach nel mondo professionale, del business e dello sport. Nel trasmettere la sua straordinaria forza interiore di atleta e di uomo, li ha invitati a “credere sempre in sé stessi, nei propri compagni e collaboratori”.
“Nessuno, neanche una Ferrari, vince sempre – esordisce Bertoli – ma questa non è una giustificazione per arrendersi prima che l’arbitro fischi la fine della partita. Ciascuno di noi ha dentro di sé il potenziale per fare bene, per vincere”.
“Il presente è un dono che ci traghetta verso un futuro che non conosciamo – ha osservato – per questo dobbiamo allenarci per farlo fruttare nel miglior modo possibile e ciò significa esercitare la mente, la concentrazione del corpo che aiuta a gestire lo stress e a rimanere sé stessi”.
Lo storico capitano si è soffermato poi sulle nuove tecnologie, sicuramente indispensabili ma da usare con consapevolezza e cognizione di causa per non affondare nel mare magnum digitale e per non dimenticare che “in una squadra, come in una famiglia o in un team, le strumentazioni sono solo involucri vuoti se non vengono riempite di energia, passione e fiducia reciproca dalle persone che li governano”.
Considerato il grande riscontro avuto dai primi due bandi, l’incontro con i neo imprenditori è stata anche l’occasione per ricordare l’imminente scadenza dell’edizione 2017 dell’iniziativa di sostegno alla nuova impresa, con le domande che dovranno essere presentate a Trentino Sviluppo entro il prossimo 15 febbraio. L’opportunità è rivolta a neoimprenditori con meno di 35 anni, donne senza limiti di età e imprese fondate non prima del 1° luglio 2016. Focus su innovazione e “specializzazioni intelligenti”. Lo stanziamento complessivo è di 4 milioni di euro, provenienti dal Fondo europeo di sviluppo regionale (FESR).

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