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Fusione Comuni in Trentino, sette progetti finanziati dalla Regione

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Da 23 a 7. Potrebbe essere questo il risultato finale se andranno in porto i 7 progetti di fusione che oggi la Giunta regionale ha finanziato su proposta dell’assessore agli enti locali Josef Noggler. Il finanziamento varia da 3.000 a 4.200 euro 

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Trento – Riguardano 23 comuni che hanno presentato domanda di fusione. Come previsto dalla nuova normativa regionale, a carattere transitorio, approvata a dicembre dal Consiglio regionale, gli organi dei Comuni che entro il 10 marzo 2015 presenteranno domanda di fusione saranno prorogati oltre le elezioni comunali, previste per il 10 maggio. La legge stabilisce anche che entro il 31 luglio tali amministrazioni dovranno indire il referendum sulla fusione. In caso di esito positivo, gli organi comunali saranno prorogati fino al 31 dicembre 2015. Al contrario, se l’esito fosse negativo, si provvederà al rinnovo degli organi in autunno.

Questi i progetti di fusione finanziati dalla Giunta regionale che interessano 23 comuni: 

– Amblar e Don

– Cembra e Lisignago

– Darè, Vigo Rendena e Villa Rendena

– Fiera di Primiero, Siror, Tonadico e Transacqua

– Fave, Grauno, Grumes e Valda

– Bondo, Breguzzo, Lardaro e Roncone

– Bosentino, Centa San Nicolò, Vattaro e Vigolo Vattaro

Il finanziamento, che varia da 3.000 a 4.200 euro a seconda del numero di comuni coinvolti, è un contributo a carattere straordinario, finalizzato a coprire parte dei costi sostenuti per la predisposizione del progetto di fusione, come previsto dal testo coordinato dei criteri per l’erogazione dei contributi a favore delle unioni di comuni. Va detto che, con la nuova normativa regionale approvata a dicembre, i contributi regionali non sosterranno più le unioni di comuni, ma solamente i processi di fusione. 

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