Commercio: valori record per l’export trentino, volano anche le importazioni. Preoccupano i dazi USA

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Nel 2017 il valore delle esportazioni trentine di merci è risultato pari a 3.678 milioni di euro, segnando un aumento dell’8,7% rispetto al 2016

Trento – “Alla soddisfazione per gli ottimi risultati ottenuti in questo 2017 dalle imprese e dal ‘sistema Trentino’ nel suo complesso sui mercati esteri – dichiara il presidente della Camera di Commercio, Giovanni Bort – si affianca, nel contempo, la preoccupazione per le recenti decisioni dell’amministrazione statunitense ed il possibile innescarsi di una nuova
fase caratterizzata da politiche neo-protezionistiche in diverse aree del mondo.”

I dati nel dettaglio

Si tratta, secondo i dati resi noti dalla Camera di Commercio trentina, del valore più alto mai raggiunto per le esportazioni dalla provincia di Trento. Nello stesso periodo, il valore delle importazioni di merci ha raggiunto i 2.353 milioni di euro con un incremento del 9,0% rispetto all’anno precedente. Il saldo della bilancia commerciale si è assestato così sul valore di 1.325 milioni di euro, in aumento rispetto ai 1.225 milioni di euro del 2016.

La dinamica mostrata nel 2017 dalle esportazioni trentine appare decisamente positiva, anche nel confronto con quella rilevata a livello complessivo nazionale, dove le esportazioni sono aumentate del 7,4%, e di quella dell’area del Nord Est (+6,6%). Leggermente inferiore a quello trentino anche il dato dell’export del vicino Alto Adige (+8,0%).

L’accelerazione delle esportazioni dalla provincia di Trento deriva in particolare dagli ottimi risultati nelle vendite all’estero di mezzi di trasporto (+139 milioni di euro), macchinari e apparecchi (+70 milioni) e prodotti alimentari e bevande (+34 milioni); in flessione, per contro, l’export di articoli farmaceutici e chimici (-10,9 milioni di euro) e di
prodotti dell’agricoltura/silvicoltura (-9,6 milioni di euro).

Le esportazioni sono costituite principalmente da prodotti dell’attività manifatturiera (95,5% del valore complessivo). La quota maggiore è da attribuire ai “macchinari ed apparecchi” (19,8%), seguono i “prodotti alimentari, bevande e tabacco” (16,9%), i “mezzi di trasporto” (14,6%), le “sostanze e i prodotti chimici” (9,3%) e il “legno, prodotti in legno, carta e stampa” (8,4%).

Complessivamente questi cinque settori rappresentano il 69% delle esportazioni provinciali. Per quanto riguarda l’import, al primo posto si collocano i “mezzi di trasporto” con il 21,4%, seguiti da “legno, prodotti in legno, carta e stampa” con il 14,2% e dalle “sostanze e prodotti chimici” con il 12,4%.

Per quanto riguarda le aree di interscambio, nel 2017 l’Unione europea (28 Paesi) ha assorbito il 67% delle esportazioni; dalla medesima zona è derivato l’81,4% delle importazioni. L’Unione europea rappresenta quindi la principale direttrice per l’interscambio di merci con l’estero; nello specifico, si evidenzia un aumento, rispetto al 2016, sia nelle esportazioni (+10,4%) che nelle importazioni (+8%).

Al primo posto della graduatoria dei principali Paesi per valore di export rimane sempre la Germania che rappresenta per il territorio provinciale il mercato verso cui si sono dirette merci per un valore che supera i 630 milioni di euro, pari al 17,2% delle vendite effettuate sui mercati internazionali. A grande distanza seguono gli Stati Uniti con poco più di 390 milioni di euro (pari al 10,6% delle esportazioni complessive), Francia e Regno Unito, entrambe con 344 milioni di euro (9,4%).

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