Verso il centenario di Chiara Lubich nel 2020: una mostra e molti eventi da Trento a Primiero, toccando molte città del mondo

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In questi giorni, una delegazione trentina ha visitato il Centro internazionale dei Focolari in vista delle celebrazioni dei cento anni dalla nascita della fondatrice

La delegazione trentina a Roma

 

Roma –“Non siamo qui per celebrare Chiara Lubich, per fare di lei un monumento o per consegnarla alla storia, non ce n’è bisogno. Siamo qui per riviverne il messaggio, per raccoglierne l’eredità e per confrontarci oggi con il suo carisma”. Alessandro Andreatta, sindaco di Trento ha spiegato così la motivazione della visita di una delegazione trentina che in questi giorni si è recata a Rocca di Papa (Roma) al Centro internazionale del Movimento dei Focolari, in occasione delle prossime celebrazioni del centenario della nascita di Chiara previste per il 2020.

Presenti anche il presidente della Provincia autonoma di Trento Maurizio Fugatti, il presidente della comunità di Primiero Roberto Pradel, il direttore della Fondazione Museo storico di Trento, Giuseppe Ferrandi e Maurizio Gentilini (archivista e storico al CNR), autore di una biografia della Lubich in uscita nel 2020.

Ad accoglierli c’erano la presidente Maria Voce, il copresidente Jesús Morán e una rappresentanza dei 60 membri del Consiglio Generale dei Focolari. Sono intervenuti anche alcuni sindaci dei comuni dei Castelli Romani dove Chiara ha vissuto e operato per oltre cinquant’anni. Scopo della visita è il rafforzamento del vincolo di amicizia e collaborazione fra Trento e la comunità trentina e il Movimento dei Focolari, promotori, insieme, di numerose iniziative nell’anno del centenario, in città e nella valle del Primiero, oltre che in molte città nel mondo.

Le celebrazioni avranno inizio il 7 dicembre 2019 con l’inaugurazione della mostra multimediale “Chiara Lubich Città Mondo” promossa dal Centro Chiara Lubich e dalla Fondazione Museo Storico del Trentino.

“Vorremmo che molti conoscessero Chiara, il suo pensiero – ha spiegato Alba Sgariglia, corresponsabile del Centro – come pure la sua spiritualità, la sua opera, la sua figura di promotrice instancabile di una cultura dell’unità e della fraternità tra i popoli”.

Giuseppe Ferrandi ha raccontato la sfida culturale e le complessità affrontate nel percorso di realizzazione della mostra: “Si tratta di prendere lo straordinario patrimonio di vita e di pensiero di Chiara Lubich e trasformarlo in un format comunicativo con lo stile essenziale ed immersivo che i nostri spazi espositivi consentono. Come recita il titolo della mostra, la categoria “città” è centrale nel pensiero della Lubich; per lei la città è un polo dialettico che può relazionarsi con il mondo. Ci offre quindi la possibilità di non restare chiusi nel locale ma di aprirci”.

Il servizio TGR Trento

La mostra internazionale

Avrà anche un distaccamento nella valle del Primiero che, a partire dagli anni ’40, ha ospitato dapprima la Lubich con un piccolo gruppo, poi migliaia di persone da tutto il mondo che vi si recavano per fare esperienza di uno stile di vita incentrato sulla fraternità. Successivamente la mostra verrà riproposta in nove capitali extraeuropee e si annuncia molto differenziata a seconda della cultura del luogo, in una visione che si allarga sul mondo. Nel corso dell’anno, oltre all’afflusso a Trento di visitatori da tutto il globo, sono in programma anche una serie di convegni nazionali e internazionali che si svolgeranno sia a Trento che nei vari centri dei Focolari sparsi nei cinque continenti.

Il presidente della Provincia autonoma di Trento si è fatto portavoce dell’orgoglio di “essere qui, oggi, per rappresentare questa unità d’intenti. Il Trentino è una terra di mezzo, di confine: Chiara Lubich ha saputo assumere le caratteristiche di questo territorio ed esportarle. Quando nel giugno 2001, la Lubich parlava a Trento di fraternità nell’orizzonte della città, rispettava tutti i soggetti che componevano la comunità e li sapeva ascoltare. In questo modo si riesce ad interpretare al meglio gli interessi e i bisogni delle persone”.

A conclusione della giornata, anche Maria Voce ha sottolineato il valore dell’azione di Chiara Lubich per la città: “Si trovava nella valle del Primiero quando ha compreso da Dio che doveva tornare a Trento e nelle città del mondo che ha incontrato lungo la sua vita – molte delle quali le hanno conferito la cittadinanza onoraria – ha trovato ovunque quel fascino che veniva dalla scoperta dei dolori e dei problemi, assumendoli e portandovi germi di vita e di amore”.

 

Chi era Chiara? All’anagrafe Silvia (Trento, 22 gennaio 1920 – Rocca di Papa, 14 marzo 2008), è stata un’attivista e saggista italiana, cattolica, fondatrice e prima presidente del Movimento dei Focolari, che ha come obiettivo l’unità fra i popoli e la fraternità universale. Chiara Lubich nacque a Trento, seconda di quattro figli. La madre era una fervente cattolica; il padre socialista. Perse il lavoro a causa della grave crisi economica del 1929 e la famiglia fu costretta a vivere anni di estrema povertà. Sin da giovanissima, Chiara diede lezioni private per mantenersi agli studi. Insegnò alle scuole elementari nei paesini di Castello e Livo sui monti trentini (1938-40)[1][2][3] e poi a Trento, nell’orfanotrofio dei Cappuccini (1940-43). Appassionata dalla ricerca della verità, iniziò gli studi di filosofia iscrivendosi all’Università Ca’ Foscari Venezia. Fu costretta a interromperli dapprima a causa della guerra. Il 7 dicembre 1943, si consacrò con voti privati a Dio, scegliendolo come il “Tutto” della sua vita. È l’atto di nascita dell’Opera di Maria, movimento ecclesiale meglio conosciuto come dei Focolari. Nel 1949, in un periodo di riposo estivo a Tonadico sulle Dolomiti, Chiara Lubich ebbe particolari intuizioni che per la loro bellezza e contenuto definì «Paradiso». Queste intuizioni riguardavano, tra l’altro, il progetto di Dio sul futuro dell’Opera di Maria allora nascente. In quello stesso anno l’incontro con Pasquale Foresi, un giovane formatosi in ambienti cattolici, travagliato da una profonda ricerca interiore. È stato il primo focolarino sacerdote. Sempre accanto a Chiara Lubich, ha contribuito tra l’altro, a far nascere gli studi teologici nel Movimento, ad avviare la casa editrice Città Nuova e a realizzare la cittadella di Loppiano (Firenze). Per questo suo importante apporto, accanto a Igino Giordani, è stato considerato confondatore.

 

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