Valanga Passo Fedaia, la Lega interroga

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Valanga sulla ss641 da Canazei al Passo Fedaia

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Trento – “Domenica 24 febbraio 2013 verso le ore 10.00, sulla strada S.S.641, si è abbattuta una valanga che, solo per un caso fortuito, non ha travolto un’auto e un pullman che stavano percorrendo la strada evidentemente aperta al traffico.

Queste notizie, davvero preoccupanti, che abbiamo raccolto dalla stampa, pongono un problema molto serio e reale per la sicurezza del transito sulle nostre strade durante il periodo invernale. Le attività economiche legate alla montagna, in particolare allo sci, sono molte e costituiscono per i nostri territori montani una fonte insostituibile di lavoro e quindi di reddito. La sicurezza della viabilità, pertanto, diviene davvero una condizione irrinunciabile e non negoziabile in quanto, sulle strade di montagna, devono transitare molte persone per recarsi al lavoro, così come le molte persone, provenienti dall’Italia e dall’estero, che raggiungono le nostre prestigiose località sciistiche.

La sicurezza deve esser quindi assolutamente garantita, anche perché molte persone non possono neppure avere la conoscenza o la percezione di un pericolo probabile e affidano la loro vita alla serietà di chi ha il dovere istituzionale di gestire la viabilità e prevenire ogni ragionevole rischio.

In Provincia di Trento, le carte di rischio, le norme e i servizi che si occupano di territorio, di rischi connessi e di sicurezza non mancano certo e nel passato è sempre stata riconosciuta alla nostra Provincia una buona dose di serietà e capacità nel gestire appunto situazioni di viabilità esposta a rischio.

In questi ultimi tempi, le segnalazioni raccolte, rispetto ad una gestione che non pare del tutto attenta rispetto all’imprescindibile garanzia di sicurezza che deve essere assicurata ai veicoli e alle persone che transitano sulle strade di competenza della nostra Provincia, sono molte e il fatto accaduto, in una giornata sicuramente a rischio dal punto di vista meteorologico, confermerebbe una situazione di inadeguatezza che ha però rischiato di divenire tragedia.

Situazioni come quella accaduta sul Passo Fedaia, non possono essere assolutamente giustificate in una Provincia montana come la nostra, alla quale non mancano certo né strumenti di conoscenza, né presidio territoriale, né risorse finanziarie sul proprio bilancio. I territori di montagna, mediante le attività economiche che hanno sviluppato, in particolare negli ultimi quarant’anni, concorrono in maniera significativa al PIL della Provincia, anche con situazioni lavorative molto meno agevoli di quelle che si riscontrano in Città, con orari e condizioni di lavoro che necessitano di grande abnegazione e reale elasticità. Per questo, nella divisione delle risorse del bilancio, è tempo che i territori si vedano restituire adeguate risorse, in particolare per quanto riguarda gli interventi rivolti alla sicurezza rispetto ai fattori di rischio connessi proprio alla vita in montagna.

Troppe sperimentazioni, che hanno costituito costi per le casse provinciali, avrebbero dato vita a risultati mediocri, se non addirittura dannosi, in quanto produrrebbero un’apparente intervento che però, come in questo caso, solo la buona sorte ha voluto non divenisse una vera e propria tragedia”.

Tutto ciò premesso, si interroga il Presidente della Provincia per sapere:

1. Chi è responsabile della sicurezza del transito sulla strada S.S. 641, in particolare rispetto al

transito invernale;

2. Come mai la strada non era stata chiusa, tenuto conto della situazione meteorologica e quali

erano le previsioni di meteo trentino rispetto al rischio valanghe;

3. Com’è classificato il tratto di strada interessato dalla valanga sulla carta di rischio del

P.G.U.A.P.;

4. Quali sono le misure di sicurezza da adottare per consentire il transito invernale;

5. Quali lavori di messa in sicurezza ha effettuato la Provincia per la messa in sicurezza della

strada S.S. 641, per quanto riguarda il rischio valanghe;

6. A quanto ammonta il costo dei lavori al punto 5), da chi sono stati realizzati e chi ha effettuato

il collaudo;

7. Cosa intende fare ora la Provincia per garantire la sicurezza reale al transito sulla S.S. 641,

tenuto conto che i sistemi di difesa dal rischio valanghe, messi in atto dalla PAT, non possono

considerarsi affidabili, come ha dimostrato il fatto del 24.02.2013.

 

Cons. Franca Penasa

Gruppo consiliare Lega Nord Trentino

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