Bolzano, Lutto dopo la valanga in Alto Adige: Procura apre inchiesta

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“Slavina causata da scivolamento neve fresca su strato vecchio”

valanga

- La cartina della zona interessata

Bolzano - La valanga con sei morti di sabato sul Monte Nevoso è stata causata dallo scivolamento di uno strato di neve fresca su uno di neve vecchia. Lo ha stabilito un gruppo di esperti che  ha effettuato un sopralluogo in elicottero sul tremila.

“Si è trattato – spiega Matthias Hofer, istruttore capo del soccorso alpino sudtirolese Avs – del cosiddetto fenomeno di ‘neve vecchia’”, tra l’altro evidenziato dal bollettino valanghe.

In queste condizioni anche per lo scialpinista esperto è quasi impossibile valutare il rischio, perché non è visibile ma si nasconde in profondità. A innescare la slavina è stato poi il sovraccarico del pendio, causato dalla presenza di ben 15 scialpinisti.

Alcuni procedevano a piedi ed altri con gli sci e le pelli di foca, ‘tagliando’ il strato di neve fresca che si è così messo inarrestabilmente in movimento. “Nei prossimi giorni saranno sentiti gli scialpinisti sopravvissuti, che attualmente sono ancora sotto shock e in lutto per la perdita di amici e parenti”, spiega Hofer.

La tragedia in quota

Le vittime della tragica valanga di sabato in Alto Adige sono 5 altoatesini originari della Val Pusteria e un austriaco. Tra le vittime anche una donna.

Le vittime

Si tratta di: Horst Wallner, 49enne austriaco; Margit Gasser,32enne di Campo Tures; Matthias Gruber, 16 anni di Valle Aurina; Christian Kopfsguter, 21 anni di Villabassa; Alexander Patrik Rieder, 42 anni di Chienes; Bernhard Stoll, 43enne di Villabassa.

Alcune persone sono riuscite a riemergere con i propri mezzi dalla neve e sono state riportate a valle in buone condizioni ma sotto shock, vengono seguite dagli operatori del servizio d’emergenza.

L’allarme dopo le 11 di sabato

Quindici le persone coinvolte: 7 travolti e 8 illesi. Tutte le persone coinvolte avevano dotazioni di ricerca antivalanga Arva e sono state ritrovate piuttosto in fretta. L’enorme valanga si è staccata alle ore 11.15 a oltre 3.000 metri. Il Monte Nevoso (3.358 metri), per altezza, è la seconda cima nel gruppo delle Vedrette di Ries, lungo la linea di confine tra l’Italia e l’Austria e si trova in Valle Aurina, in Val Pusteria. La comitiva si stavano dirigendo verso la vetta ad oltre 3.000 metri. Per poter raggiungere il luogo ad oltre 3.000 metri di quota gli elicotteri devono esser leggerissimi e perciò volano con poco carburante.

Valanga non prevedibile

“Raramente ci siamo trovati a gestire un intervento di soccorso di questa entità e di questa portata – ha sottolineato Raffael Kostner - pioniere del soccorso alpino, ora alla guida di Aiut Alpin, organizzazione di elisoccorso impegnata sulla valanga della Valle Aurina. I soccorsi – ha detto Kostner – sono stati estremamente difficili a causa dell’alta quota”.

Il senatore della Svp Hans Berger, pusterese, ha partecipato ai soccorsi alla centrale operativa allestita a Riva di Tures: “Siamo sotto shock: una tragedia incredibile. Una disgrazia di questo genere non era prevedibile.

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