NordEst

REPORTAGE/Trentini con orgoglio e con coraggio (FOTO)

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Un ponte Trentino Brasile –
Prosegue senza sosta il viaggio della delegazione trentina dal Vanoi in visita alle comunita` trentine in Brasile. A Rio dos Cedros e` il prefetto Fernando Tomaselli – di origini trentine, come la maggioranza dei residenti in zona – ad accogliere lunedi`mattina il gruppo di Canal San Bovo.

Un caffe` in compagnia ai piani alti del municipio e la vera chiave di questo viaggio, che giorno dopo giorno si conferma per tutti una rivelazione. "Qua – precisa il sindaco di Rio dos Cedros (nome dal legno ritrovato dai primi a scoprire il territorio) – molti trentini i ha cata` la so storia. Si riscoprono origini e si riallacciano rapporti tra famiglie, persone e trentini di seconda, terza generazione".

Una verita´ che apre gli occhi a molti che arrivano da queste parti senza un motivo, ma si riscoprono presto piu` amici che mai. Le emozioni non finsicono mai in Brasile, cosi`e` la volta della scuola "Giovani Trentini" che a luglio inviera` un gruppo di giovani per uno scambio culturale all`Istituto salesiano Santa Croce nel Primiero.

E´una ragazzina a prendere la parola, sottolineando in dialetto trentino il significato della cultura e delle radici. Ma ad attirare i flash dei presenti, sono stati soprattutto due ragazzini che hanno cantato con entusiasmo  l`Inno d`Italia con la mano sul cuore. Una vera lezione di vita.

Lasciamo le classi da 42 ragazzi di Rio dos Cedros per dirigerci in mattinata alla zona dei laghi. Qualche piccola centrale idroelettrica e tanto verde sulla strada fatta di polvere rossa e di sassi. Sul pullman si intonano l`Inno al Trentino e canti italo-brasiliani.

GUARDA LE FOTO DEI PRIMI GIORNI IN BRASILE:


Trentini con orgoglio –
Le vie e le strade continuano a richiamare le origini trentine finche` non arriviamo in quota, nella zona dei laghi. La temperatura si assessta sui 30 gradi e il caldo si fa sentire. Una breve passeggiata prima di passare al pranzo presso un ristorante di trentini d´origine: il "Bela Johana", dove le stelle alpine sono in bella mostra nel bar e ancora una volta un anziano signore di 75 anni, ci ricorda di chiamarsi Fedele Cristoforetti originario del "Tirol".

La sua storia come tuttte le altre raccolte in questi giorni sono un mosaico di vite, di speranze e di sogni, molto spesso caduti nel vuoto. I piatti del ristorante "Bella Johana" a Cedros, richiamano le ricette trentine con la polenta servita ancora bollente.

Ma non c`e` molto tempo e dobbiamo scappare alla volta di Rodeio. Una tappa tra le banane – giusto il tempo per qualche scatto – ed ecco che visitiamo la Vinicola San Michele e il Museo degli Usi e Costumi trentini. Una vera e propria opera d`arte per la provincia di Trento che puo` andare orgogliosa di un simile progetto  di integrazione Trento – Brasile.

Subito dopo la cerimonia ufficiale alla quale partecipa anche il presidente della Trentini nel Mondo, Alberto Tafner,  sfogliamo alcuni registri degli emigranti.  Ci sono le note spese nel Museo di Rodeio, i vestiti, gli strumenti e la vita di chi ha lasciato la propria terra rincorrendo un sogno.

Nel nuovo salone del circolo di Rodeio – inaugurato a maggio da Lenzi, Zortea e Zandonai – ci sono le foto e i ricordi di quelli che oggi qui in Brasile chiamano tutti "i tre".  Dopo l`Inno al trentino cantato con forza da tutti i presenti, ecco che i tre amici scomparsi vengono ricordati con la canzone "Amici miei", intonata da una fisarmonica.

E´ gia` sera e per la cena siamo ospiti in uno splendido locale sul fiume a Timbo`. Il sole e` una palla rosso fuoco, ma il nostro Brasile prosegue ancora negli occhi della gente e nelle voci di chi il suo Trentino non l`ha mai dimenticato e mai non lo fara`.

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