Primiero Vanoi. Droga e minacce: arrestati tre albanesi, segnalati 15 giovani

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Operazione dei Carabinieri della stazione di Canal San Bovo

Droga: tre arrestati in operazione antidroga carabinieri Primiero

Trento – Non solo spaccio ma con sms e telefonate intimidatorie “invitavano” i clienti a non parlare con i Carabinieri e a non rifornirsi da altri spacciatori.

Tre albanesi di 20, 27 e 28 anni sono stati arrestati dai militari di Canal San Bovo – guidati dal comandate Biagio Ficco – mentre un quarto giovane è ricercato: sono tutti accusati di minacce, mentre a due vengono contestati anche i reati di spaccio ed estorsione.

L’operazione è scattata perché alcuni degli stessi arrestati, tutti albanesi, erano in difficoltà a ripagare i fornitori, quindi si erano rivolti a figure istituzionali per chiedere aiuto, come indigenti. A finire in manette sono stati Lorenc Cuberi, 27 anni, Shkelzen Keka, 28 anni, entrambi accusati di spaccio, estorsione e minacce e Arman Seferi, accusato di minacce.

Secondo le indagini, di cui è stata data notizia in una conferenza stampa a Trento, la droga proveniva da bellunese e dal feltrino. Per questo sono in corso collaborazioni con i militari della zona. I tre, sono tutti residenti tra Fonzaso nel bellunese e il Primiero. Un quarto componente della banda risulta ancora ricercato. Agivano nel Primiero e nel Vanoi e la droga arrivava dal Veneto per essere spacciata nei paesi in un clima di violenza e paura instaurato dalle minacce degli spacciatori.

Nel giro di droga locale, almeno una quindicina di giovani del posto, la metà dei quali minori. Durante l’operazione – con il supporto del Comando di Cavalese – sono stati sequestrati 200 grammi di marijuana.

Le indagini

Le indagini nei confronti dei 4 indagati trae origine da alcune segnalazioni raccolte dall’Arma di Cavalese e relative ad alcuni ragazzi, italiani ed albanesi che, secondo le informazioni assunte, sarebbero stati duramente minacciati da connazionali nell’ambito dell’illecita attività di spaccio e consumo di stupefacenti.

Da qui, nel novembre 2011 è stata avviata l’attività investigativa, svolta dapprima attraverso il monitoraggio degli spostamenti dei sospettati, che si è accertato gravitavano prevalentemente nell’area del Comune di Canal San Bovo. Successive e più minuziose indagini hanno poi permesso di verificare che alcuni assuntori di sostanze stupefacenti, anche adolescenti e già noti ai Carabinieri del luogo, si rivolgessero ad un giovane albanese come loro fornitore abituale.

Le indagini successive, svolte avvalendosi dell’ausilio tecnico dei tabulati telefonici, dei tradizionali servizi di osservazione e pedinamento degli indagati e con l’aiuto di numerosi testimoni che hanno fornito utili indicazioni al prosieguo delle indagini, ha permesso di fare luce su questo gruppo di ragazzi.

Droga gratis

In sostanza, la droga era concessa “in conto vendita” per le prime cessioni, e veniva offerta ai “clienti” inizialmente a titolo gratuito, con l’intento di realizzare una rete di affiliati che, dopo un po’ di tempo, venivano poi minacciati affinchè si rifornissero soltanto da una unica fonte.

A due dei quattro indagati viene anche contestato il reato di estorsione, che i due avrebbero posto in essere nei confronti di un altro giovane albanese del gruppo, quello cioè che non è stato rintracciato, pesantemente minacciato dai due a corrispondere loro la somma di oltre 2.000 euro, dovuta loro per una partita di marijuana non pagata.

L’inchiesta, terminata nel dicembre 2012, è stata coordinata dal Sost. Procuratore Dr. Davide Ognibene e ha portato all’emissione del provvedimento restrittivo, firmato dal giudice Claudia Miori. Di particolare rilevo sono risultate le indagini in senso stretto, svolte dai Carabinieri della Stazione di Canal San Bovo, che anche senza intercettazioni telefoniche, ma con metodi di indagine tradizionali, sono riusciti a fare luce su un gruppo potenzialmente violento e capace di realizzare un clima di paura tra gli assuntori di marijuana, la maggior parte dei quali ragazzi, spesso minorenni della zona.

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