NordEst

Giornata di fuoco per il soccorso alpino sulle Dolomiti

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Ottimo lavoro dei volontari, ma i turisti dovrebbero essere più prudenti e preparati

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Venezia –  “Un grazie di cuore al Soccorso Alpino, ai volontari e al personale del Suem di Pieve di Cadore, la cui professionalità, dedizione e rapidità hanno mitigato il bilancio di una giornata che poteva essere anche più drammatica per quanto riguarda gli incidenti avvenuti sulle nostre montagna. Bravi, la Regione non mancherà di appoggiare il vostro impegno”. Con queste parole il presidente del Veneto Luca Zaia ha commentato i numerosi interventi che hanno visto impegnati decine di volontari e il servizio sanitario nel soccorso di numerosi escursionisti e scalatori rimasti infortunati nelle Dolomiti.

“Questi sono i nostri angeli custodi – ha affermato Zaia – che rendono più sicura la frequentazione delle nostre montagne e in generale il nostro turismo e la nostra ospitalità. Loro mettono a repentaglio la loro vita per salvare quella degli altri e questo è un impegno che non ha prezzo e per il quale le parole di encomio sono sempre insufficienti”.
Voglio però anche ribadire che la montagna esige rispetto, preparazione e anche umiltà da parte di chi la frequenta. Di fronte a comportamenti e atteggiamenti superficiali, irresponsabili, talora anche francamente sciocchi, il conto del soccorso qualcuno lo deve pagare. Gli incidenti possono accadere e il sistema è preparato per fronteggiarli, ma la fatalità è diversa dal rischio, dalla superbia, dall’impreparazione e dalla superficialità. Oltre al costo economico, che non è poco – ha concluso Zaia – non possiamo pagare anche con vite umane, mettere a repentaglio la vita dei nostri volontari: chi tiene comportamenti scorretti paghi il conto e lo paghi salato”.

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