In ottobre nasceva “l’Unione dei Comuni della Valle di Primiero”: correva l’anno 1927 (LA STORIA)

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Il processo era iniziato il 13 ottobre 1927, ma durò ben poco.  Questa unione forzata durerà solo fino al 9 gennaio 1947

Nella foto storica, giovani in marcia in centro a Fiera di Primiero, negli Anni ’20

 

di Ervino Filippi Gilli

Questo è il testo del manifesto con cui veniva annunciata alla popolazione la fusione forzata dei cinque Comuni del Sopra-Pieve. Il processo però era iniziato prima, il 13 ottobre 1927, quando Vittorio Emanuele III firmava il decreto presentato dal capo di governo, Benito Mussolini, che unificava i Comuni.

Il decreto era composto da due semplici articoli: il primo sanciva che i cinque Comuni originari erano “riuniti in un unico comune denominato Primiero con la sede municipale a Fiera di Primiero”, il secondo stabiliva che le “condizioni di tale unione […] saranno determinate dal Prefetto”.

CITTADINI

L’unione dei comuni della Vallata è un fatto compiuto. Fiera di Primiero, Transacqua, Tonadico, Siror e Sagron Mis costituiscono la più grande Primiero.

Alla maggiore grandezza e alla migliore possibilità economica deve, da oggi, corrispondere una migliore comprensione di spiriti ed una più forte volontà di opere.

L’alto Cismon, il Canali ed il Passo Cereda non segnano più le linee di demarcazione, ma solo le arterie dove viva deve pulsare la vita per il paese nostro.

Tutta una famiglia sarà Primiero e le piccole avversioni e i pettegoli campanilismi devono scomparire, voglio che scompaiano, perché solo il rispetto e l’amore sono alla base della vita civile.

L’avvenire della nostra Valle è nelle vostre mani. Se corrisponderete alla volontà dei gerarchi che tanto amore pongono ai vostri interessi ed al vostro paese, il nuovo Comune sarà ricco e più bello. Se non comprenderete il bene che vi è stato offerto, mostrerete una mentalità gretta e sorda che con ogni mezzo dovrà scomparire.

Ma il popolo è buono e saggio e sono certo che prestissimo Primiero, ricco di ricordi e forte di volontà, sarà additato a modello di civiche virtù e di rinnovamento di opere.

Iddio protegga il nuovo Comune e lo guidi verso l’avvenire.

Primiero lì 10 novembre 1927

Il COMMISSARIO PREFFETTIZIO

RENATO BINI

Il giorno 16 novembre 1927

Il Commissario Prefettizio Renato Bini (che aveva sostituito nella gestione degli affari comunali il prof. Giacomo Doff-Sotta che era stato destituito d’ufficio) assistito dal segretario Comunale Sebastiano Kinspergher deliberava (atto del Comune di Fiera di Primiero n.319 protocollo n.2450) di accettare il provvedimento di cui al Regio decreto e di approvare la fusione dei patrimoni dei Comuni accettando de facto le condizioni della fusione stabilite dal Prefetto.

Il Comune di Primiero

Si interrompeva con questo atto la storia amministrativa di Fiera e degli altri comuni che avevano deliberato nello stesso senso ed iniziava quella del Comune di Primiero. Questa unione forzata durerà fino al 9 gennaio 1947 quando il Decreto Legislativo del Capo Provvisorio dello Stato n. 493 del 11.11.1946 che scioglieva i comuni imposti dai fascisti e ricostruiva quelli originari veniva pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n.6; anche per i Comuni nuovamente ricostruiti entrava in vigore il decreto legislativo luogotenenziale n.1 del 7 gennaio 1946 a firma di Umberto II di Savoia, ovvero la legge di Ricostruzione della amministrazioni comunali su base elettiva; questo era un decreto formato da 85 articoli, una vera e propria legge elettorale per le amministrazioni comunali nella quale però non si faceva cenno ai comuni forzatamente fusi.

Non so dire come o meglio con che stato d’animo, fu presa la fusione forzata da parte dei cittadini: sicuramente i fascisti plaudirono all’iniziativa mentre gli antifascisti credo non manifestarono pubblicamente opinioni contrarie per evitare spiacevoli conseguenze. Che questa più che una fusione consenziente fosse una imposizione mi pare evidente, come lo è il fatto che gli altri paesi si sentissero emarginati e ritenessero che il nuovo comune si interessasse poco a loro ed indirizzasse gli investimenti principalmente su Fiera.

Vita breve per l’Unione dei Comuni

Sta di fatto che, appena fu possibile, il Comune di Primiero fu sciolto e le vecchie amministrazioni furono ricostruite; dagli atti consultati risulta che nessuno si oppose alla nuova spartizione dei beni forzatamente messi in comune nel periodo fascista.

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