Air Italy, caos in aeroporto: rientrati gli italiani

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Milano – Dopo le disavventure di queste ore, il gruppo è arrivato in Italia alle 00.45 del 4 gennaio a Milano Malpensa.

“Gente senza trasporto – raccontano stanchi i trentini -, molti si sono pagati un albergo a Milano”.

Invece di arrivare il 3 gennaio alle 10.45 di mattina il gruppo è arrivato a destinazione in piena notte, il 4 gennaio, con disagi notevoli per molti turisti italiani con famiglie e bambini.

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Fortaleza (Brasile) – Il racconto di quanto sta succedendo in diretta dal Brasile, è di padre Roberto Cappelletti missionario salesiano trentino coinvolto in prima persona nella situazione, al suo rientro in Italia.

La situazione aggiornata – La compagnia continua a posticipare il volo. Ora è segnato alle 6.40 quindi esattamente 12 ore di ritardo… Si risvegliano le persone e con loro il nervosismo, potrebbe scattare qualche scintilla pericolosa in qualsiasi momento.

“Sto tornando (almeno spero di farlo) in Italia via Fortaleza – scrive don Roberto – visto che avevo trovato un volo a buon prezzo all’ultimo momento. Volo della Air Italy, n° 744, che sarebbe dovuto partire da Fortaleza alle 18.40 locali (22.40 italiane) e arrivare a Milano Malpensa alle 10.45 locali. Ad ora (sono le 4.00 di mattina locali di giovedì 3 gennaio) io e altre 210 persone siamo “rinchiuse” nel gate di partenza, con il personale di Air Italy che dice e non dice cosa stia succedendo.

Ci sono molte famiglie con bambini, diversi anziani…hanno offerto un bicchiere di bibita alle 22 e poi più nulla. Alle 2.30 di notte uno del personale (con la gente già sull’orlo del linciaggio) ha proposto “per chi voleva” di andare in hotel, con la prospettiva che l’aereo poi parta alle 6.00….forse…nel dubbio qualcuno è andato in hotel, per stare due ore e tornare già qui, senza la sicurezza che il volo parta. La situazione è paradossale, qui ci sono diversi veneti, friulani e trentini, diversi con famiglia al seguito.

Air Italy dovrà rispondere di migliaia di euro di risarcimento in seguito a questa situazione al limite. Qui siamo allo stremo – conclude don Roberto – (12 ore dentro la sala attesa del check in, senza poter nè uscire, nè fare niente)”.

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