NordEst

Primiero, “Crudo Cotto” e libri

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Riportate in vita i libri di cucina – Il progetto nasce nell’impegno di mettere a disposizione dei soci di Slow Food e di tutti i cittadini una sempre più ricca bibliografia sui temi del cibo. "Il Crudo e il Cotto" si alimenterà attraverso le acquisizioni della Biblioteca ma anche attraverso il deposito di volumi della nostra Associazione e, se lo vogliono, dei nostri soci.

Mercoledì sarà proposta una prima selezione di libri con consegna della relativa bibliografia ma non mancheranno anticipazioni su questi testi. Alcuni soci ed amici di Slow Food, sceglieranno quindi un libro da leggere, così da farne partecipi i presenti. Slow Food Primiero invita quindi alla partecipazione ma anche a:

– portare alla serata libri di gastronomia (dalla cucina alle produzioni, dall’agricoltura ai temi del gusto, dalle questioni alimentari internazionali fino alle più minute) da proporre attraverso una breve lettura;

– dare uno sguardo allo scaffale dei libri di casa per valutare se, certi volumi che riposano da tempo intoccati e impolverati, non potrebbero essere più utili in Biblioteca, nel "Crudo e il Cotto".

Le modalità di deposito saranno illustrate dal responsabile della Biblioteca.

Pane e libri –
In coda alla serata sarà presentata anche l’iniziativa relativa al pane "Dorotea". In questi giorni infatti, è stata avviata la produzione di pane di farina di mais, utilizzando esclusivamente la farina della varietà Dorotea – proveniente storicamente dalle frazioni di Prade, Cicona e Zortea – che, ormai da qualche anno, un gruppo di coltivatori (la Comunità del cibo dei coltivatori di granoturco delle Valli del Vanoi e del Cismon) semina e raccoglie tra Vanoi e Primiero.

Ora, anche per dare uno sviluppo sempre maggiore alla sua coltivazione, è stato proposto un gruppo d’acquisto per questo speciale pane, che vuole coinvolgere anche i soci di Slow Food. Mercoledì – al termine della serata – sarà quindi possibile assaggiare il "pan Dorotea" e aderire al gruppo d’acquisto per sostenere i coltivatori di montagna.

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