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Export Triveneto in crescita a 42,2 miliardi nel 2022

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Nel 2022 i distretti veneti hanno superato i 33,5 miliardi di euro di esportazioni con un incremento del 14,2% rispetto al 2021. Si distinguono sistema moda, oreficeria, occhialeria, calzatura sportiva e sportsystem


 

NordEst – I distretti del Trentino-Alto Adige hanno registrato nel 2022 esportazioni per 5,4 miliardi di euro, in crescita del 6,8% rispetto al 2021. Ottime performance per metalmeccanica, meccatronica di Trento, marmellate e succhi di frutta. Nel 2022 i distretti del Friuli-Venezia Giulia hanno raggiunto un valore di esportazioni pari a 3,2 miliardi di euro, in crescita del 17,9% rispetto al 2021. Determinanti le performance del mobile e pannelli di Pordenone, vini e distillati del Friuli e caffè di Trieste.

E’ quanto emerge dal Monitor dei distretti industriali del Triveneto al quarto trimestre 2022, curato dalla Direzione Studi e Ricerche Intesa Sanpaolo. Nel 2022 ammontano a 42,2 miliardi di euro le esportazioni dei distretti di Veneto, Trentino-Alto Adige e Friuli-Venezia Giulia, in aumento di 5 miliardi di euro rispetto al 2021, pari a +13,5% a prezzi correnti. L’area del Triveneto si conferma come una delle più rilevanti in termini di esportazioni (il 27,5% del totale nazionale), sebbene la crescita complessiva nel 2022 sia stata lievemente inferiore rispetto al dato nazionale (+14,2% sul 2021). La migliore performance regionale in termini di crescita spetta al Friuli-Venezia Giulia+17,9% sul 2021 (pari a +491,6 milioni di euro), seguita dal Veneto che fa registrare un +14,2% (pari a +4,2 miliardi di euro) e infine il Trentino-Alto Adige +6,8% (pari a +345,9 milioni di euro). Nel 2022 globalmente i distretti del Triveneto hanno superato i livelli di export registrati nel pre-pandemia (+21%): nello specifico il Friuli-Venezia Giulia migliora i dati del +36,7%, il Veneto del +20,7% e il Trentino-Alto Adige del +14,5%.

In uno scenario di rallentamento globale dell’economia, il 4° trimestre del 2022 è stato caratterizzato da una sostanziale tenuta commerciale nei mercati esteri delle imprese distrettuali del Triveneto, che hanno segnato un +9,2% rispetto allo stesso periodo del 2021, in presenza di un effetto inflativo dei prezzi alla produzione per l’estero che rimane ancora elevato (+10,5% nazionale per il manifatturiero nel 4° trimestre 2022 vs. stesso periodo 2021). Negli ultimi tre mesi dell’anno si è registrata una crescita pari al 10% per il Veneto, 8% per il Friuli-Venezia Giulia e 5,1% il Trentino-Alto Adige. Dal punto di vista dei mercati di sbocco, per il Triveneto l’Europa rappresenta l’area a maggiore incremento di export rispetto al 2021 (+2,2 miliardi di euro), seguita da Nord America (+1,2 miliardi), Asia Orientale (+413 milioni di euro) e Medio Oriente (+386 milioni di euro). Il mercato europeo rimane lo sbocco primario per le imprese distrettuali del Triveneto, nonostante il suo peso si sia lievemente ridotto rispetto al periodo pre-pandemico (48,9% vs 48,3%). Nel 4° trimestre i rallentamenti maggiori hanno riguardato Asia Centrale e Asia Orientale, attribuibili ai distretti della Meccanica e della Meccatronica che avevano avuto brillanti incrementi negli ultimi tre mesi del 2021. Per quanto riguardo l’andamento delle importazioni, da segnalare tra ottobre e dicembre una robusta ripresa (+57,9%) dei flussi in entrata dall’Asia Centrale (Bangladesh e India), operata prevalentemente dai distretti del tessile e abbigliamentoIl saldo commerciale dei distretti del Triveneto a prezzi correnti nel 2022 è stato positivopari a 24 miliardi di euro, in netta ripresa rispetto all’anno del Covid in cui si toccò il livello minimo di 20 miliardi. È significativo sottolineare che l’avanzo commerciale dei distretti del Triveneto rappresenta quasi un terzo del totale nazionale (27,3%), mentre quello del Veneto rappresenta il 21,8%.

Nel 2022 la dinamicità dell’export dei distretti del Triveneto è stata supportata dal buon andamento del distretto dell’Occhialeria di Belluno (3,6 miliardi di euro, in aumento di 656,8 milioni di euro sul 2021), dall’Oreficeria di Vicenza (2,1 miliardi di euro, in aumento di 392,5 milioni di euro) e dalla Meccanica strumentale di Vicenza (2,6 miliardi di euro, in aumento di 359,0 milioni di euro). In Friuli-Venezia Giulia da evidenziare la brillante performance del Mobile e pannelli di Pordenone (1,5 miliardi di euro, in aumento di 302,3 milioni di euro), mentre in Trentino-Alto Adige la Meccatronica di Trento ha registrato un balzo in avanti rispetto allo scorso anno con 1,5 miliardi di esportazioni, in aumento di 217,9 milioni di euro.

I distretti del Veneto

Nel 2022 i distretti veneti hanno superato i 33,5 miliardi di euro di esportazioni+4,2 miliardi di euro rispetto al 2021 (+14,2%) in linea con la media distrettuale nazionale e +5,7 miliardi di euro rispetto al periodo pre-Covid (+20,7%) con un aumento diffuso a quasi tutti i 27 distretti: restano, seppure di poco, in territorio negativo (rispetto al 2021) gli Elettrodomestici di Treviso (-29 milioni di euro pari a -1,9%), le Carni di Verona (-12,1 milioni di euro pari a -1,9%) e i Mobili in stile di Bovolone (-2,9 milioni di euro pari al -2,7%) questi ultimi penalizzati dal blocco delle esportazioni verso i paesi in conflitto (Russia, Bielorussia e Ucraina). Con 8,7 miliardi di euro di esportazioni, i distretti del Veneto hanno raggiunto nel 4° trimestre 2022 un nuovo livello record, pur segnando un rallentamento rispetto alla crescita registrata nei trimestri precedenti. I distretti del sistema moda che hanno raggiunto un incremento complessivo nell’anno di 2 miliardi di euro di esportazioni a prezzi correnti (pari al +16,7%), hanno mantenuto tra ottobre e dicembre una buona dinamica delle vendite all’estero (+12,6%). Al primo posto si colloca l’Occhialeria di Belluno (+656,8 milioni di euro, pari a +22,3%), seguita dall’Oreficeria di Vicenza (+392,5 milioni di euro, pari a +22,7%) e dalla Calzatura sportiva e sportsystem di Montebelluna (+334,9 milioni di euro, pari a +21,7%).

Gli Stati Uniti sono il mercato di sbocco con la maggiore crescita nel corso del 2022 (+813,2 milioni di euro pari a +22,7% sul 2021) accanto ai principali mercati di sbocco europei, in primis Francia (+588,7 milioni di euro pari a +18,3%), seguita da Germania (+437,6 milioni di euro pari a +11,3%) e Spagna (+267,5 milioni di euro pari a +20,1%). Tra ottobre e dicembre si sono osservati dei balzi significativi nelle esportazioni rispetto allo stesso periodo del 2021, verso la Turchia (+41,9%), gli Emirati Arabi Uniti (+33,5%), il Giappone (28,2%) e l’Australia (+25,0%). Al contrario, si sono registrati i maggiori cali in Svizzera (Termomeccanica di Padova, Calzatura sportiva e sportsystem di Montebelluna e Oreficeria di Vicenza) e nei mercati coinvolti nel conflitto russo-ucraino.

Occhialeria di Belluno, migliore crescita

L’Occhialeria di Belluno ha sfiorato nel 2022 i 3,6 miliardi di euro di vendite all’estero, grazie al traino rilevante degli Stati Uniti (+19,5% sul 2021), che da soli rappresentano più di un terzo delle esportazioni totali del distretto (seguono in ordine di grandezza Francia e Germania). Sono state rilevanti anche le vendite in Francia (+28%) e in Cina (+58,6%); quest’ultimo mercato, che si colloca per dimensione al quinto posto dopo la Spagna, nel 4° trimestre ha mantenuto un incremento del 55% sullo stesso periodo del 2021. Brillante risulta anche l’aumento delle vendite in Turchia tra ottobre e dicembre (+82%), a fronte di una drastica riduzione dell’export verso la Russia. Il settore, grazie alla ripresa della socialità e dei viaggi, ha raggiunto livelli massimi delle esportazioni nel 2022 nel comparto degli occhiali da sole (che rappresenta il 66% del totale delle esportazioni), superando dell’80% quelle del 2021 e del +30% quelle del 2019. Si attestano a doppia cifra sul 2021 anche gli incrementi nell’export delle montature per occhiali in plastica (+24%). Segnali di segno opposto arrivano dai dati dei primi due mesi del 2023, con un calo del settore del 15% sullo stesso periodo del 2022. Dal punto di vista industriale, proseguono le acquisizioni da parte dei big player del distretto bellunese del portafoglio delle licenze di alta gamma (EssilorLuxottica ha ottenuto di recente l’esclusiva per gli occhiali di Brunello Cucinelli e per Swarowsky, De Rigo ha acquistato Rodenstock, Kering Eyewear ha acquisito Lindberg, marchio di lusso danese, e Maui Jim; Thélios ha stretto un accordo con Bulgari per la produzione e la distribuzione da gennaio 2024 degli occhiali del marchio appartenente al gruppo LVMH). Nel distretto sono in corso nuove riorganizzazioni delle produzioni dei grandi marchi: da una parte è in atto l’espansione di Thélios a Longarone per i marchi LVMH, dall’altra è stata annunciata la chiusura dello stabilimento Safilo di Longarone, per il quale si stanno cercando imprese in grado di subentrare e sostenere quanto più possibile l’occupazione dei 470 dipendenti.

L’Oreficeria di Vicenza supera i 2,1 miliardi di euro di esportazioni, registrando una crescita a prezzi correnti del 22,7% sul 2021 e pieno recupero sul 2019 (+52,8%), attestandosi come distretto orafo italiano con migliore performance rispetto ad Arezzo e Valenza anche al netto dell’effetto del rialzo dei prezzi alla produzione estera (pari a +15,7%  nel 2022) e nonostante l’andamento della domanda mondiale di gioielli in oro, in leggero calo rispetto al 2021 (-2,9%). Gli Stati Uniti si confermano il primo mercato di sbocco delle esportazioni del distretto, rappresentando circa un quarto delle vendite all’estero (24%), con una crescita del 7,6% sul 2021, sostenuta anche da un cambio favorevole. Gli Emirati Arabi Uniti, con un balzo del 46% sul 2021, hanno trainato la crescita del distretto, seguiti dall’incremento della Turchia (+70%,) che ha più che bilanciato l’azzeramento delle vendite dirette in Russia, e dalla ripresa in estremo oriente dei mercati di sbocco di Malaysia (+42%) e Hong Kong (+24%). Infine, il Sudafrica si attesta come terzo mercato di sbocco con 136 milioni di euro, pari al 6,4% di quota delle esportazioni totali del distretto vicentino.

La Calzatura sportiva e Sportsystem di Montebelluna cresce a doppia cifra (+21,7%) grazie anche ad un’ottima stagione invernale che ha spinto l’incremento delle vendite non solo di scarponi da sci, ma anche di scarpe per l’outdoor all’estero (+40% nel 4° trimestre del 2022 su 2021). Francia, Germania e Stati Uniti costituiscono i principali mercati di sbocco (fanno più del 40% delle vendite) e presentano tutti incrementi che vanno oltre il 20% (si evidenzia anche l’Austria con un aumento del +37%). Nel 4° trimestre 2022 si è osservata una leggera flessione delle vendite di biciclette dovuta a cali in Romania (questi ultimi sono da attribuire anche ai flussi di prodotti intermedi verso gli stabilimenti produttivi delocalizzati nel paese), Svizzera e Ungheria. Il distretto mantiene la sua eccellenza puntando sull’innovazione di prodotto in chiave di sostenibilità (ad esempio nuovi investimenti in corso, nello stabilimento di Montebelluna della Rossignol, per la produzione di scarponi da sci realizzati in materiali riciclati e a base bio) e nella ricerca di nuovi materiali degli scarponi da sci (lo scarpone ibrido da sci alpino e scialpinismo di Scarpa) e delle scarpe sportive per il trekking e per il trail running.

La filiera della pelle veneta ha registrato una buona crescita nei mercati internazionali, sia nei distretti a monte, la Concia di Arzignano (+10,0% sul 2021), che nei distretti finali a valle, le Calzature del Brenta (+26,9%) e la Calzatura Veronese (+11,3%). Per la Concia, grazie alla diversificazione degli utilizzi dei pellami del distretto, che vanno a soddisfare l’arredamento, il settore automotive e quello degli articoli di pelletteria, sono stati trainanti i mercati più lontani, Stati Uniti (+41%), Repubblica di Corea (+69%), Serbia (+61%) e Giappone (+70%). Il settore conciario è impegnato in un’importante operazione di revisione del processo di concia attraverso la riduzione degli sprechi di produzione (ad es. il riutilizzo dei materiali di rifilo della produzione operato da Mastrotto) e l’adozione di nuove tecniche naturali che riutilizzano materiali di scarto dell’industria alimentare (ad es. acque concianti di vegetazioni olearie, ossia gli scarti della spremitura delle olive e successiva spremitura) e non il cromo come agente conciante. Vengono impiegati gli scarti della rasatura delle pelli, con un processo termochimico di pirolisi mediante agenti organici e naturali. Il distretto delle Calzature del Brenta, grazie alla forte partnership con le maison di alta moda francese, che hanno stabilito nel distretto la propria sede di produzione (prima LVMH a Fiesso d’Artico ora Manufactures Dior a Fossò), ha nel mercato francese il principale sbocco di vendita (59% del totale delle vendite e crescita del +33% nel 2022). Si sono rafforzate anche le vendite negli Stati Uniti (+23%, secondo mercato), in Germania (+22%, terzo mercato), in Spagna (+25%) e nei Paesi Bassi (+11%). Per la Calzatura veronese, caratterizzata da un’offerta di moda più informale e di sneakers, si sono messi in evidenza per crescita, soprattutto mercati di sbocco europei, tra cui spiccano la Polonia (+21%, terzo mercato), la Francia (+27%), il Belgio (+28,4%), la Germania (+10%, secondo mercato) e la Spagna (+26%). La Svizzera, primo mercato di riferimento con la quota del 16,9% delle esportazioni, è rimasta stabile sui livelli del 2021.

Il Tessile e abbigliamento di Treviso e l’abbigliamento di Schio-Thiene-Valdagno nel 2022 superano le vendite dell’anno precedente (10,5% Treviso e +5,2% Schio-Thiene e Valdagno) e il primo riesce quasi a recuperare i livelli pre-pandemici (-0,9%), mentre per Schio-Thiene e Valdagno rimane ancora un leggero divario (-4,7%). Nel distretto di Treviso si è registrata una crescita diffusa nei mercati europei, in particolare in Francia (+17,5%), in Germania (+8,1%) e anche nel mercato russo, verso il quale i flussi commerciali non si sono interrotti nel 2022. Nel distretto vicentino sono state rilevanti le vendite quasi raddoppiate verso la Cina (+93%) e verso gli Stati Uniti (+63%), mantenendo però Germania, Francia e Regno Unito nelle prime tre posizioni di export.

Pur con alcune eccezioni, anche i distretti del Veneto collegati al sistema casa, hanno chiuso in positivo il 2022, sull’onda lunga della domanda di beni e prodotti per il “mondo casa” iniziata nel periodo pandemico. Il distretto Legno e arredo di Treviso ha esportato 200 milioni di euro in più (pari a +9,8%). L’area continentale rimane centrale per il distretto trevigiano, con Francia, Germania e Regno Unito nel podio dei primi tre mercati di riferimento, tutti con incrementi a doppia cifra, a differenza degli Stati Uniti che rimangono in territorio negativo. Notevole il balzo in avanti dei Prodotti in vetro di Venezia e Padova, che a fronte di 398 milioni di euro di esportazioni, hanno registrato un +39,1% sul 2021, grazie al traino di Stai Uniti e Germania, ma soprattutto per effetto delle vendite triplicate in Spagna. Bene il distretto del Mobile del bassanese con 555 milioni di export (+19,3%), supportato dall’export verso la Germania (+30,3%), la Repubblica Ceca, gli Emirati Arabi Uniti (dove le esportazioni sono più che raddoppiate) e gli Stati Uniti (+17,5%), terzo mercato più rilevante. Positivi anche i risultati del Marmo e granito di Valpolicella (+9,9%), trainato da Stati Uniti, Germania e Francia, e dei Sistemi per l’illuminazione di Treviso e Venezia (+6,7%, con Francia, Stati Uniti e Regno Unito a controbilanciare il calo di vendite in Germania). In territorio negativo i Mobili in stile di Bovolone, in flessione del 2,7% (105 milioni di export con un calo pari a -2,9 milioni di euro), a causa della notevole riduzione delle esportazioni verso la Federazione russa (-29,2%). Gli Elettrodomestici di Treviso, che con ben 1,47 miliardi di euro di export, rappresentano il peso maggiore all’interno della Inox Valley comprendente anche il pordenonese, hanno registrato una dinamica negativa pari al -1,9% sulla scorta delle flessioni di vendite nei mercati coinvolti dal conflitto russo-ucraino.

Positiva la dinamica dei distretti della metalmeccanica del Veneto, che ha raggiunto esportazioni per oltre 6,9 miliardi di euro, +15,9% sul 2021 con un incremento di 957 milioni di euro. Nello specifico, la Meccanica strumentale di Vicenza si attesta a 2,6 miliardi di export (+15,6%), sostenuta dagli ottimi risultati negli Stati Uniti (primo mercato, +49,8%, seguiti da Francia +16,7% e Turchia +40,7%). La Termomeccanica scaligera, a 1,7 miliardi di export (+14,9%), è stata sostenuta dalla tenuta dei primi mercati di sbocco: Germania, Francia e Polonia. La Termomeccanica di Padova con 1,6 miliardi di export ha registrato un +14,1% sull’anno precedente: da segnalare le esportazioni verso Regno Unito (+36,5%), Stati Uniti (+42,1%) e Australia (+52,4%). Le Macchine agricole di Padova e Vicenza a 952 milioni di euro segnano un ottimo +22,3% sul 2021. Positivi i mercati di Stati Uniti +51,4%, Germania +17,5% e Polonia + 43,1%.

Per quanto concerne l’agro-alimentare, il Prosecco di Conegliano-Valdobbiadene si è contraddistinto come il distretto del vino con maggiore crescita nei mercati internazionali con 210 milioni di euro in più (+25,3%), realizzati in particolare verso Stati Uniti (+30,8%), Germania (+30,3%) e Francia (+54,5%); riprendono a crescere anche le vendite verso il Regno Unito (+5,5%), pur restando ancora del 22% inferiori rispetto ai livelli del 2019. La produzione complessiva ha confermato le bottiglie del 2021 per la DOCG (100 milioni) e un leggero aumento per la DOC (+1,8% per totali 638,5 milioni di bottiglie – Fonte Consorzi Prosecco). Il distretto Vini di veronese registra 1,2 miliardi di euro di export (crescita più contenuta rispetto al Prosecco, +6,7%) e una produzione nel 2022 di alta qualità (67 milioni di bottiglie) che si è ridotta dell’8,4% (Fonte Consorzio Vini Valpolicella). Buona anche la dinamica del distretto Dolci e pasta Veronesi: 396 milioni di euro, in miglioramento del 19,1% sull’anno precedente (in evidenza Regno Unito, Germania e Stati Uniti). Il distretto Ittico del Polesine e del Veneziano va a quota 104 milioni di export (+5,7%) grazie al traino di Croazia e Spagna. In territorio negativo il distretto Carni di Verona, 614 milioni di export, -1,9% sul 2021 nonostante il recupero avvenuto nel quarto trimestre (+10,2% sul 2021), seguendo le dinamiche del mercato tedesco che da solo rappresenta un terzo delle esportazioni totali.

Negli altri settori, il distretto Materie plastiche di Treviso, Vicenza, Padova ha chiuso con 2,4 miliardi di euro di esportazioni, in crescita sostenuta del +11% (Germania, Francia e Polonia), il distretto Grafico veronese ha segnato un aumento brillante del +37,5%, toccando quota 400 milioni di export grazie alla dinamicità del marcato statunitense (+204%). Si sono stabilizzate le esportazioni per il distretto Biciclette di Padova e Vicenza, che supera quota 336 milioni a +3,4% sul 2021, dopo la forte ripresa post pandemica, mantenendo un buon profilo di vendita in Spagna, Paesi Bassi e Giappone.

I distretti del Trentino Alto Adige

I distretti del Trentino-Alto Adige hanno registrato nel 2022 esportazioni per 5,4 miliardi di euro, +6,8% a prezzi correnti rispetto al 2021 (pari a +346 milioni di euro), crescita che si è mantenuta dello stesso tenore anche nel 4° trimestre (+5,1%) rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. I distretti della regione hanno quindi ampliamente superato i valori dell’export del 2019 (+14,5%). I distretti della Metalmeccanica hanno registrato le migliori performance: +8,8% sul 2021, con vendite all’estero per 3,1 miliardi di euro, rimaste elevate anche nel 4° trimestre (+7,7%).

La Germania rimane nel 2022 il mercato di sbocco principale dei distretti del Trentino-Alto Adige con 1,3 miliardi di euro (+1,5% sul 2021), in frenata però nel 4° trimestre 2022 a -0,3% rispetto all’anno precedente a causa del rallentamento globale che si è osservato tra la fine del 2022 e i primi mesi del 2023 nell’economia tedesca. Gli Stati Uniti il secondo mercato di riferimento, con 667 milioni di euro di export, hanno invece segnato una crescita rilevante (+20,3% sul 2021). In terza posizione si conferma la buona dinamica dell’export verso l’Austria, con un totale di 411 milioni di euro di esportazioni (+22,3% sul 2021). Per quanto concerne i mercati extra UE, appaiono significativi i numeri raggiunti dai mercati di Arabia Saudita +55,3% sul 2021, Brasile +40,2%, Turchia +40,9% e Giappone +40,3%. Nonostante un peso dell’export marginale, da segnalare l’export verso la Georgia, che ha registrato un +107,1% sul 2021, prevalentemente di macchine di impiego generale. Negativa la performance sul mercato cinese (-27,7%), quasi interamente da attribuire ai distretti della meccatronica, mentre a livello europeo calano le vendite in modo più rilevante su Svezia e Belgio.

Nel settore della metalmeccanica la Meccatronica di Trento si è distinta per un brillante 2022: +16,5% sull’anno precedente (+25,9% sul 2019), con un totale di oltre 1,5 miliardi di euro (Stati Uniti +41,8%, Germania +25,8% e Francia +28,9%, primi partner commerciali anche in ordine di importanza); il comparto che ha ottenuto il maggiore incremento è stato quello della componentistica auto, seguito dalle macchine per impiego generale, dalle macchine agricole e da quelle per la forgiatura dei metalli. Il distretto della Meccatronica dell’Alto Adige segna un modesto incremento (+2,2% sul 2021) a causa del calo di domanda di componentistica auto del mercato tedesco (-6,1%), che da solo vale più di un quarto dell’export distrettuale, e della caduta ancora più drastica del mercato svedese (-53,2%). Il 4° trimestre ha però visto tornare in positivo alcuni importanti mercati di sbocco europei, oltre alla Germania, anche Austria e Regno Unito.

Il sistema agro-alimentare in generale ha realizzato un +3,6% sul 2021, per un totale di 1,8 miliardi di euro di esportazioni. Le Mele dell’Alto Adige hanno esportato nel 2022 554 milioni di euro (+0,9% sul 2021), trainate principalmente dai mercati lontani extra europei (Arabia Saudita, India ed Emirati Arabi Uniti), mentre la Germania, primo mercato, ha chiuso in flessione. In territorio negativo con un calo di -1,8%. Le Mele del Trentino, dopo il recupero rispetto al periodo pre-Covid (+23,4% sul 2019), fanno registrare invece un calo del -10,1% sul 2021, per la diminuzione delle vendite nei due principali mercati di sbocco di Spagna ed Egitto. Nei distretti vitivinicoli i Vini e distillati di Trento, calano leggermente (-1,8%) a causa del rallentamento dell’export verso gli Stati Uniti, primo mercato (-11,6%). Al contrario, il mercato statunitense ha trainato l’altro distretto vitivinicolo dei Vini e distillati di Bolzano in crescita del +2,2%. Nel Trentino-Alto Adige i distretti agroalimentari possono trarre beneficio per le vendite sul mercato interno dalle crescenti sinergie dell’offerta turistica tradizionale in abbinamento con le nuove tendenze del turismo eno-gastronomico e sportivo: un esempio ne sono le iniziative intraprese dal Consorzio Vini Alto Adige e dall’Associazione Guide Mountain-Bike Alto Adige, in grado di coniugare il turismo sportivo e quello del vino.

Tra i rimanenti distretti monitorati, da segnalare l’ottima performance delle Marmellate e succhi di frutta del Trentino-Alto Adige del +21,9% sul 2021 (Stati Uniti, Germania e Paesi Bassi). I Salumi dell’Alto Adige sono risultati in leggera crescita (+3,4%), spinti dall’Austria, nonostante la flessione di vendite in Germania. Il Legno e arredamento dell’Alto Adige ha realizzato un incremento del +5,9% rispetto al 2021 (Germania e Stati Uniti). Il Porfido di Val di Cembra, infine, ha registrato un buon risultato con +13,4% sul 2021, grazie al mercato francese (+89,8%).

I distretti del Friuli Venezia Giulia

Nel 2022 i distretti del Friuli-Venezia Giulia hanno raggiunto un valore di esportazioni pari a 3,2 miliardi di euro, più 17,9% rispetto al 2021, con un incremento a prezzi correnti di 491 milioni di euro, grazie soprattutto al brillante andamento del primo semestre: nella seconda parte dell’anno si è assistito a un progressivo rallentamento della crescita fino ad arrivare al +8% tra ottobre e dicembre. Determinante in questa dinamica sono stati i distretti del legno e arredo, in particolare il Mobile e pannelli di Pordenone, passato da una crescita nel 2022 del 24,5% ad un incremento del 14,9% nel 4° trimestre. I distretti del Friuli-Venezia Giulia hanno così ampiamente superato i valori pre-pandemici (+36,7%).

Il mercato principale di sbocco per i distretti del Friuli-Venezia Giulia rimane quello degli Stati Uniti, con 492 milioni di export nel 2022 (+36,1% sul 2021). Il dinamismo del mercato di sbocco statunitense è evidenziato da un poderoso trend di crescita nel triennio 2019-22, con esportazioni più che raddoppiate (+128,8%). Il Nord America si conferma un’area strategica grazie anche alla espansione verso il Canada, passata dai 47 milioni di euro del 2021 ai 71 milioni dello scorso anno (+51,6% e +174,3% sul periodo pre-pandemico), imputabile principalmente alla forza dell’ottima penetrazione commerciale del Mobile e pannelli di Pordenone. Nel 2022 il Regno Unito, nonostante le criticità collegate alla Brexit, con 481 milioni di euro, si conferma il secondo mercato più rilevante (+22,6% rispetto al 2021), seguito dalla Francia (+15,8%). Si evidenzia una nuova apertura del mercato dell’Uzbekistan, nullo nel 2019 e arrivato a 12 milioni di euro di esportazioni nel 2022 (+1.340%) a fronte di un calo altrettanto spiccato del mercato russo (Mobile e pannelli di Pordenone). Sconta invece una dinamica leggermente negativa il trend delle esportazioni verso l’Austria (-4,9%), per un peggioramento nel 4° trimestre (-27,8 %).

Il sistema casa ha contribuito con esportazioni per 2,7 miliardi di euro, +17,4% rispetto al 2021 (+397 milioni di euro,) dove prevale il Mobile e pannelli di Pordenone (in evidenza Stati Uniti, Regno Unito e Spagna), con un poderoso superamento dei livelli di export del 2019 (+68,1%). Il distretto Sedie e complementi di arredo di Udine ha registrato una crescita consistente nell’anno (+12%) ma un calo nel 4° trimestre (-0,6%) a causa della diminuzione delle vendite in Germania. Gli Elettrodomestici di Pordenone con 419 milioni di euro di export hanno raggiunto un +4,2% sul 2021 (su tutti Francia, Germania e Belgio). Tra ottobre e dicembre si è tuttavia osservata una battuta d’arresto sui mercati esteri (-4,3%), in linea anche con le dinamiche del settore a livello nazionale, dove è in atto una fase di aggiustamento dopo il boom del ciclo edilizio e del rimbalzo post-Covid.

Per quanto riguarda il settore agro-alimentare, spicca la prestazione del distretto dei Vini e distillati del Friuli che si attesta a 226 milioni di euro di export, +33,6% rispetto al 2021, sostenuto da un buon ultimo trimestre (+24,5% rispetto allo stesso periodo del 2021) e dalla crescita dei tre principali mercati rappresentati da Germania (+54%), Stati Uniti (+28,5%) e Regno Unito (+80,6%). In aumento la quota di export anche verso la Federazione Russa, attestatosi a 8,3 milioni di euro (+171,7% sul 2021). Il distretto Caffè di Trieste si attesta su 268 milioni di euro di export (+16,5% sul 2021), trainato da Stati Uniti (+15%), Cina (+61,6%) e Repubblica di Corea (+11,3%), quest’ultima con la maggiore dinamicità nel 4° trimestre 2022 (in ripresa al +81,2%). Stabile l’export del distretto Prosciutto San Daniele, pari a 57 milioni di euro, in calo del -1% sul 2021, nonostante il primo mercato di sbocco, la Germania, abbia ben performato con un +20,2% sul 2021; pesa il calo di vendite negli Stati Uniti. Gran parte della produzione del distretto è tradizionalmente destinata al mercato interno, sebbene, a fronte del passaggio generazionale in atto nella governance dei principali player, sia in corso nel distretto una progressiva internazionalizzazione ed espansione dell’offerta nei mercati esteri.

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