Primo Piano NordEst

Bloccati a Mestre spacciatori immigrati con permesso umanitario

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Zaia “ Veneto solidale, ma solo con la minoranza che soffre davvero. Tutti gli altri via subito”

spacciatore

Venezia – “Dal Parco Bissuola di Mestre viene purtroppo l’ennesima conferma che chi sostiene che l’immigrazione selvaggia va bloccata o quanto meno disciplinata, accogliendo i veri profughi e respingendo o rimpatriando tutti gli altri (che sono i due terzi), non è una ‘bestia’, ma sa semplicemente guardare la realtà con occhi disincantati e senza buonismo ipocrita”.

Lo dice il Presidente della Regione del Veneto Luca Zaia, alla luce del blitz antispaccio effettuato nel principale Parco di Mestre, che ha portato a denunciare e segnalare tre ventenni del Gambia e del Ghana, in Italia grazie a un permesso di soggiorno umanitario.
“Ultimo di vari episodi – precisa Zaia – come quello di un minorenne tunisino beccato a spacciare sempre a Mestre tempo addietro e di sei nigeriani che qualche mese fa avevano praticamente assunto il controllo dello spaccio a Vicenza”.
“Permessi concessi con evidente leggerezza come nel caso di quell’africano accolto senza problemi con il nome ‘Carl Marx’ che girava in Veneto a molestare sessualmente le ragazzine. – incalza Zaia – o, a voler essere buoni, gente scaricata sui territori da un’accoglienza caotica e mal gestita, che non avendo arte né parte, diventa facile preda della criminalità”.
“In entrambi i casi – dice il Governatore – a questa immigrazione non ci stancheremo mai a dire di no. Il Veneto e i Veneti hanno la solidarietà nel sangue e nella loro storia, ma non intendono essere né complici né tanto meno vittime di questa situazione allucinante”.
“Si crei una volta per tutte un’azione davvero internazionale, si vada a creare campi profughi nel nordafrica dove distinguere profughi veri da migranti economici o, peggio, manodopera del crimine, si creino corridoi umanitari per i primi e si ricaccino indietro i secondi, si blocchi anche con la forza la gigantesca rete criminale che sta dietro a questo fenomeno cominciando ad affondare barconi e scafisti prima che carichino i loro schiavi – conclude Zaia – e a queste condizioni il Veneto non si tirerà indietro per aiutare i bisognosi veri”.

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