NordEst

Trieste, Carceri galleggianti contro il problema del sovraffollamento

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Fincantieri ha presentato a Trieste, al congresso Sidipe, il progetto, commissionato dal Ministero della Giustizia, per le "carceri galleggianti", imbarcazioni penitenziarie da attraccare nei porti meno strategici con a bordo fra i 600 e gli 800 detenuti.
 
Un’idea che piace al Sidipe, sindacato dei direttori e dirigenti penitenziari, il sui segretario nazionale Enrico Sbriglia ha spiegato che "non è la risposta ai problemi del sovraffollamento, ma è senz’altro un positivo rimedio che serve per trovare il tempo di realizzare nuovi istituti a terra". E mentre i reclusi sono al mare, propone Sbriglia, si potrebbero riqualificare le vecchie caserme, che "da un punto di vista estetico sono senz’altro piu’ accettabili degli orrendi contenitori che sono i penitenziari recentemente costruiti".
 
Le piattaforme potrebbero essere attraccate, secondo un dossier del governo risalente a maggio 2009, a Genova, Livorno, Civitavecchia, Napoli, Gioia Tauro, Palermo, Bari e Ravenna. E’ stato presentato un plastico con 320 celle per 640 detenuti: 2 persone in 14 metri quadri, un grosso miglioramento, in effetti, rispetto alle attuali condizioni. Il tutto su piattaforme di nuova costruzione, e non su strutture riattate come avvenuto all’estero.
 
Maestose le dimensioni proposte: 126 metri di lunghezza, 33 di larghezza, quasi 35 di altezza per un totale di 5mila metri quadri di area detentiva più altri 3900 dedicati alle altre aree. Una cubatura totale di 83mila metri cubi e una stazza lorda di 24mila 8cento. Unico limite la posizione: non c’è ancora la possibilità di andare in alto mare, quindi niente "galere" come ai tempi degli antichi romani, le imbarcazioni sono senza motore e collegate alle banchine per quel che riguarda gli allacciamenti.
 
Ma a rendere interessante, per lo Stato, l’affare, è la certezza dei tempi: un carcere nuovo chiavi in mano in 24 mesi, flessibile e riutilizzabile per altri scopi. La spesa totale invece è ingente: 90 milioni di euro. Un grosso investimento che però potrebbe essere giustificato guardando a chi possiede Fincantieri: lo Stato italiano.

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