NordEst

Trentino, Via libera agli ammortizzatori sociali in deroga

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L’accordo – Dopo la firma, mercoledì scorso a Roma al Ministero del Lavoro, dell’accordo tra Stato e Provincia autonoma di Trento per gli ammortizzatori sociali in deroga, Provincia, associazioni imprenditoriali e di categoria e i sindacati Cgil, Cisl e Uil hanno sottoscritto un protocollo d’intesa transitorio per l’utilizzo dell’anticipo di 500.000 euro delle risorse complessive assegnate dallo Stato al Trentino per assicurare la cassa integrazione anche ai dipendenti delle piccole imprese, finora poco tutelati di fronte alla crisi economica.

Nuove forme di tutela sociale –
"L’accordo – ha affermato il presidente della Provincia – va nella direzione delle nuove forme di tutela sociale e di un nuovo welfare che vede il sostegno ai lavoratori delle aziende messe in difficoltà dalla crisi indipendentemente dalle categorie contrattuali di appartenenza". Soddisfazione, alla firma dell’intesa, è stata espressa dalle categorie economiche e dai sindacati.

I firmatari –
Per la Provincia l’accordo è stato sottoscritto dal presidente, per le parti sociali dai presidenti di Confindustria Ilaria Vescovi, dell’Unione commercio turismo Gianni Bort, della Confesercenti Loris Lombardini, dell’Associazione Artigiani e Piccole imprese Dario Denicolò, dell’Associazione Albergatori Natale Rigotti, della Federazione trentina della Cooperazione Diego Schelfi, e dai segretari di Cgil, Paolo Burli, della Cisl Lorenzo Pomini e della Uil Ermanno Monari. Presente all’atto della firma anche il direttore della Direzione regionale dell’Inps Gaetano Guerriero.

Un documento storico –
E’ la prima volta che si attivano in Trentino gli ammortizzatori sociali in deroga. L’accordo firmato l’altro ieri a Roma dal presidente della Provincia e dal Ministero del Lavoro, prevede un primo finanziamento statale di 7,5 milioni di euro, al quale si aggiunge un ulteriore finanziamento provinciale pari a 3 milioni di euro. L’intesa di stamane è relativa, come detto, all’impiego dei primi 500.000 euro e delle ulteriori risorse provinciali destinate alle anticipazioni delle risorse statali di prossima assegnazione.

L’intesa  – definita "transitoria" in quanto si prevede la futura stipula di un accordo quadro per l’utilizzazione dell’intero ammontare delle risorse destinate agli ammortizzatori in deroga – è finalizzata a sostenere i lavoratori più deboli del mercato del lavoro, includendo tutte le tipologie di lavoro subordinato compresi i contratti di apprendistato e somministrazione. L’obiettivo, come ribadito dal presidente della Provincia dopo la firma dell’accordo a Roma, è quello di prevenire possibili licenziamenti a causa della crisi economica.
L’accordo firmato oggi, in particolare, prevede che i 500.000 euro siano impiegati per finanziare, non oltre il 31 dicembre 2009, la cig in deroga per massimo 692 ore per lavoratore a decorrere dalla data di sottoscrizione della convenzione con l’Inps.

I destinatari  –
Destinatari dell’intervento sono i lavoratori subordinati anche a tempo determinato, somministrati ed apprendisti che abbiano un’anzianità aziendale di almeno 90 giorni. Metà della somma (250.000 euro) è riservata ai datori di lavoro artigiani, l’altra metà ai datori di lavoro classificati ai fini previdenziali nel settore terziario. Nel caso tali risorse risultassero insufficienti rispetto alle istanze presentate, i datori di lavoro potranno, in attesa dell’assegnazione delle ulteriori risorse statali, fare istanza di pagamento diretto dell’integrazione salariale in deroga al consorzio fidi ai quali risultano iscritti. Le modalità di attuazione e di gestione dell’accordo saranno congiuntamente stabilite dalla Provincia e dall’Inps con una apposita convenzione che sarà sottoscritta la prossima settimana.

 "Si tratta di un primo accordo – ha commentato ancora il presidente della Provincia – che porta positive ricadute sul nostro sistema e che rappresenta un ulteriore atto di condivisione da parte delle categorie economiche delle misure e strumenti anticrisi messi in campo dalla Provincia. A breve firmeremo con le parti sociali anche l’accordo per l’utilizzo dell’intero ammontare delle risorse statali, 7 milioni di euro, che allargherà il campo d’intervento anche ad alcune tipologie di lavoratori impiegati nell’industria, mentre a giugno sarà fatta una valutazione comune tra Stato e Regioni per attivare eventuali ulteriori risorse".

Assicurazioni sulla immediata operatività della cassa integrazione in deroga sono state fornite dal direttore regionale dell’Inps: "Stiamo già pagando regolarmente le indennità di disoccupazione così come la cassa integrazione sia ordinaria che per l’edilizia, e non ci saranno ritardi nemmeno per la cassa integrazione in deroga, per la quale firmeremo tra pochi giorni la convenzione con la Provincia". Lo stesso presidente della Provincia ha assicurato per altro che, qualora vi fossero ritardi nel versamento da parte dello Stato delle risorse concordate, sarà la stessa Provincia ad anticipare all’Inps le risorse finanziarie necessarie, essendo la quota parte provinciale (3 milioni di euro) già attivata attraverso il Fondo sociale europeo.

Soddisfazione alla firma dell’intesa è stata espressa dai rappresentanti delle associazioni imprenditoriali e dai sindacati. Gianni Bort, presidente dell’Unione commercio turismo servizi professionali e piccole imprese: "Iniziativa interessante che si colloca nel quadro di difesa del tessuto economico locale portata avanti dalla Provincia con grande intelligenza e consistenti risorse".

Ermanno Monari, segretario generale Uil: "Va dato atto alla Provincia di essersi mossa tempestivamente e con molti mezzi finanziari". Natale Rigotti, presidente dell’Associazione albergatori ed imprese turistiche: "La Provincia sta interpretando bene questo difficile momento di crisi, l’intesa di oggi è estremamente positiva e rappresenta una iniezione di fiducia". Un plauso per la velocità con la quale la Provincia è intervenuta è stato espresso anche dal presidente dell’Associazione Artigiani e Piccole imprese Dario Denicolò: "I nostri addetti sono molto importanti per le microimprese artigiane, che non possono permettersi di perderli. Mi auguro che la crisi non ci costringa in futuro ad intervenire magari anche a sostegno degli stessi imprenditori".

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