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Rifiuti Illeciti, Dellai conferma: “Nessun comportamento omissivo”

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Ci si interroga in Trentino dopo la maxi operazione contro un traffico di rifiuti illeciti, che ha interessato Trentino Alto Adige, Veneto, Friuli Venezia Giulia, Lombardia, portando all'esecuzione di 8 arresti, cinque in carcere e tre domiciliari e a oltre 40 perquisizioni.
 
 
Con i falsi certificati d'analisi e' stato possibile smaltire illecitamente, da marzo 2008 a oggi, circa 123mila tonnellate di rifiuti, anche pericolosi, provenienti soprattutto da acciaierie, cartiere, stoccaggi di limi di marmo e cantieri di bonifica. Un vasto traffico che ha fruttato un profitto di circa un milione di euro.
 
Al centro della dell'indagine coordinata dalla Procura della Repubblica di Trento, un traffico illecito di rifiuti speciali, anche di origine industriale, che aveva come punto finale di smaltimento abusivo l'ex cava Monte Zaccon di Marter.

Le persone arrestate

Gli arrestati sono Simone Gosetti, 44 anni di Levico Terme, in carcere a Verona, che gestiva la cava come pure quella Sativa posta sopra la città di Trento ora oggetto di controlli; Luca Bonomi, 32 anni di Rovereto, ingegnere direttore tecnico della società Ripristini Valsugana Srl, in carcere a Bolzano; Renzo Giacomin, 42 anni di Borgo Valsugana, dipendente della società Ripristini Valsugana Srl, in carcere a Padova; Mauro Riccardi, 37 anni di Mantova, consigliere delegato della società Inegeco, specializzata in intermediazione di rifiuti, in carcere a Vicenza e Giambattista De Giovanni, 52 anni di Calcinato (Brescia), amministratore delegato del laboratorio Ares, in carcere a Trento.

Agli arresti domiciliari si trovano Floriano Tomio, 32 anni di Borgo Valsugana, dipendente della società Ripristini Valsugana Srl; Cristian Frelich, 36 anni nato a Milano e residente a Padova, responsabile della sicurezza delle Acciaierie Venete di Padova, e Annamaria Zaccherin, 36 anni, nata a Bologna, chimica dipendente del laboratorio Ares di Calcinato. L'accusa sarebbe di traffico illecito di rifiuti e falso.

I dettagli della maxi operazione  

Nell'area di ripristino ambientale oggetto dello smaltimento illecito, una cava situata in Trentino nel Comune di Roncegno Terme (Tn), era stata autorizzata dalla Provincia di Trento soltanto un'attivita' di recupero ambientale mediante l'utilizzo di rifiuti inerti.

In quasi totale assenza di controlli da parte dell'amministrazione pubblica, la cava e' stata riempita con rifiuti non trattati e anche pericolosi. Coinvolti nell'Operazione Tridentum, imprenditori, intermediari dello smaltimento rifiuti nonche' il titolare di un laboratorio d'analisi che avrebbe certificato come idonei rifiuti in realta' pericolosi. Al vaglio degli investigatori anche diversi uffici della pubblica amministrazione. Sequestrato il laboratorio d'analisi e il sito dove venivano depositati i rifiuti.

Alle indagini, avviate nel gennaio di quest'anno, hanno preso parte gli agenti del Nucleo Investigativo Provinciale di Polizia Ambientale e Forestale di Vicenza e del Comando Stazione di Enego (VI) del Corpo Forestale dello Stato.

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