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In Veneto escalation di crimini violenti, sempre più spesso coinvolte persone, non solo beni

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Spacciatori presi dalle Forze dell’Ordine allo stremo sia di organici che di mezzi e subito liberati grazie a leggi colabrodo

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Venezia – “Rapinatori violenti al Toys di Treviso che picchiano una commessa; rapinatore violento che punta una pistola sulla faccia di un gioielliere di Jesolo; spacciatori presi grazie all’abnegazione di Forze dell’Ordine allo stremo sia di organici che di mezzi e subito liberati grazie a leggi colabrodo; quattro case con gli abitanti dentro visitate dai malviventi a Rossano, nel vicentino. Quattro situazioni particolarmente vistose, ma oggi ne contiamo una ventina in tutto il Veneto, che testimoniano come la morsa della criminalità continui a stringere il Veneto e i Veneti, mentre Roma guarda, inerme, distaccata, colpevolmente assente”.

Con queste parole, il Presidente della Regione del Veneto Luca Zaia torna oggi a lanciare l’allarme criminalità, di fronte all’intensificarsi dei reati su tutto il territorio.

“Il quadro è sempre più fosco – incalza Zaia – e i delitti sono sempre più efferati: sempre più spesso la violenza si abbatte non solo sui beni, ma anche sulle persone. Fa rabbia e schifo dover registrare poi che sempre di più le vittime sono quelle più indifese, a cominciare dagli anziani, dalle donne che lavorano negli esercizi commerciali, dalle famiglie nella propria casa, sorprese spesso nel sonno”.

“E Alfano che fa? – si chiede Zaia – rilascia dichiarazioni forcaiole con la faccia truce ma poi non fa seguire un fatto che sia uno. Il Veneto e i Veneti – dice Zaia – ricordano all’impero romano che gli mandano ogni anno 21 miliardi di tasse delle quali nemmeno un euro torna sul territorio. Il Veneto e i Veneti non chiedono più, adesso pretendono, la sicurezza che meritano: più Carabinieri, più Poliziotti, più Finanzieri, l’Esercito a presidiare strade, borghi e parchi dello spaccio. Se devono fare spending review comincino dal buco miliardario della Sicilia, che qui siamo stufi di subire tagli ai servizi per pagare gli sprechi altrui. Qui da noi – conclude il Governatore – l’andazzo storico del paga e taci è definitivamente chiuso”.

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