Festa di San Giovanni Gualberto al lago di Calaita domenica 16 giugno alle 12

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Al lago di Calaita, festa per il santo patrono dei Forestali

Lago di Calaita (Trento) – Si terrà domenica 16 giugno alle 12 al lago di Calaita, la Santa Messa in onore di San Giovanni Gualberto patrono dei Forestali, animata dal Coro Vanoi.

San Giovanni Gualberto è stato proclamato Santo patrono del Corpo Forestale italiano da Pio XII nel 1951 per il lavoro di cura dei boschi svolto dai monaci dell’ordine di Vallombrosa, fondato dal Santo nel 1036.

La festa si era svolta nello splendido anfiteatro naturale del lago di Calaita anche nel 2010 (in basso le immagini ndr). Quest’anno però, assume un particolare significato dopo la tempesta Vaia di ottobre 2018 che ha visto il territorio di Primiero e Vanoi duramente colpito dall’emergenza maltempo.

Durante la giornata si terrà inoltre, il sesto raduno del reparto d’onore a cavallo del Corpo Forestale dello Stato. Un appuntamento da non perdere in uno dei luoghi più suggestivi del Trentino. In caso di maltempo la manifestazione si svolgerà nella chiesa parrocchiale di Zortea.

Alla luce dei fatti più recenti, particolarmente significativo si conferma  l’intervento del comandante del Corpo forestale della Provincia di Trento, Romano Masè il 12 luglio 2010 al lago di Calaita, quando ricordava:“E’ ormai sempre più diffusa la consapevolezza che il territorio rappresenta la vera risorsa di una Comunità e ciò vale in modo particolare per una Comunità di montagna. Esso esprime la sintesi tra dimensione naturale e dimensione socioculturale. Porta i segni della lunga convivenza con le popolazioni che lo hanno colonizzato e che da esso hanno ricavato il sostentamento. Negli elementi del paesaggio è possibile scorgere i tratti di un rapporto più o meno armonico ed equilibrato. E’ possibile leggere la storia, la cultura di una Comunità e coglierne la dimensione identitaria. Oggi, a differenza di ciò che si pensava anche solo fino a pochi anni fa, il vero valore di un territorio si esprime nella qualità della relazione tra uomo e ambiente naturale, che dipende dalla capacità di definire e poi applicare strategie e piani per un governo equilibrato e sostenibile delle risorse. Un governo impegnato nella valorizzazione, nella promozione e nella commercializzazione dei prodotti all’interno dei flussi dei mercati globali, ma anche attento al mantenimento della gestione attiva, alla conservazione e al miglioramento. Il rischio principale che oggi possono correre i territori di montagna è, infatti, quello, da una lato, dello sfruttamento eccessivo localizzato e, dall’altro, dell’abbandono diffuso. Le conseguenze di un tale approccio sarebbero devastanti nel medio lungo termine. Andrebbe perso un patrimonio fatto di equilibri delicati in cui cultura e natura si intrecciano esprimendo valori e funzioni che costituiscono l’unicità di un territorio e di una comunità, assicurando, al tempo stesso, la stabilità idrogeologica, la qualità ambientale, lo sviluppo sociale ed economico e, in ultima analisi, la qualità della vita. Nell’era della globalizzazione la possibilità di scongiurare questo rischio si gioca tutta nella riscoperta di una nuova centralità della montagna e in una nuova dimensione comunitaria nel governo delle risorse”.

Il lago di Calaita si trova nell’alta valle del Vanoi ed è uno spettacolare balcone sulle Pale di San Martino. Il lago, che si trova a 15 km da Fiera di Primiero e a breve distanza da Canal San Bovo, è facilmente raggiungibile in auto percorrendo la strada per il passo della Gobbera, che parte appena fuori dalla lunga galleria che collega il Primiero con la valle del Vanoi. Circondato da folti abetaie, sulle sue rive, a sud, sorge il rifugio Miralago. Sono numerosi i sentieri che dai paesi del Primero conducono al lago da dove partono facili ed interessanti passeggiate, come il collegamento pedonale con San Martino di Castrozza e Siror o quello che permette di arrivare a Malga Scanaiol.

  • In breve

“I grandi utili che si ricavano dall’acqua trentina secondo me devono ricadere sul territorio, dobbiamo far valere il ritorno che c’è stato alla Provincia autonoma della piena competenza statutaria in questa materia”.  Lo ha detto il presidente del Consiglio provinciale di Trento, Walter Kaswalder, al convegno sullo sfruttamento idroelettrico promosso dalla presidenza del Consiglio assieme al Dipartimento Economia e Management dell’Università di Trento. “Al legislatore provinciale – ha aggiunto – compete dunque stabilire i criteri per i canoni di concessione, tutelare il patrimonio idrico e paesaggistico, stabilire le misure di compensazione ambientale. Da ex sindaco dico che i servizi ai cittadini poggiano molto stabilisca sull’introito derivante dai sovracanoni dei Bim. Ma non basta, non va bene secondo me che una larga parte degli utili derivanti dalla produzione idroelettrica vadano nelle tasche dei privati”.

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