NordEst

Belluno, Assalito da uno sciame di vespe: muore a 53 anni

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Una fine tragica per il bellunese Gianni Zoldan. La morte è sopraggiunta in pochi minuti per shock anafilattico.  Zoldan, 53 anni, moglie, due figli, imprenditore nel settore dei mobili, è deceduto così, martedì mattina, nella sua abitazione di Codissago. Non c’è stato nemmeno il tempo di far arrivare un medico. Dopo essere stato punto, si è seduto sulle scale di casa e lì è spirato, sotto gli occhi disperati e increduli della moglie e della figlioletta.

Il padre, Rino, è stato primo cittadino di Castellavazzo nel dopo Vajont. Giovedì pomeriggio si sono tenuti i i funerali con una comunità sotto choc per quanto è accaduto.

Una morte assurda, l’hanno definita in molti, perchè quando sono arrivati in casa dell’uomo i soccorsi, non c’era più nulla da fare. L’abitazione di Zoldan si trova nella frazione di Codissago al primo piano di una villetta. Al piano terra abitano invece i genitori.

La tragedia avviene di mattina: il 53enne si accorge che nel bagno di casa ci sono delle vespe. Subito sente anche uno strano rumore nel cassone della tapparella sopra la finestra. Un rumore fastidioso e continuo che lo convince ad intevenire.

Gianni Zoldan decide così di smontare il contenitore. Per farlo chiama la moglie Marilena che a sua volta si procura uno spray insetticida. La situazione precipita non appena l’uomo comincia l’operazione. Dal cassone esce improvvisamente uno sciame di vespe che lo assale.

Zoldan e la moglie scappano, corrono giù per le scale e poco dopo l’uomo si sente male. La morte arriva quando sono da poco passate le dieci della sera. Una morte improvvisa così come ingiustificabile con una comunità che si interroga sbigottita su quanto accaduto.

Sul posto, in via Giovanni XXIII, è arrivata anche una squadra dei vigili del fuoco di Belluno che ha bonificato e messo in sicurezza la casa.

  • SHOCK ANAFILATTICO, COME RICONOSCERLO: 

Gli insetti la cui puntura può provocare lo shock sono numerosissimi, tuttavia nella maggioranza dei casi si tratta d’api o di vespe.

  • L’ape domestica, da tempo immemorabile allevata dall’uomo, è un insetto poco aggressivo, salvo che nelle vicinanze dell’arnia. Il suo pungiglione è seghettato ed è trattenuto nella ferita assieme al tratto terminale dell’intestino ed al sacculo del veleno. L’insetto così eviscerato muore rapidamente.
  • I vespidi che possono pungere sono di vario tipo che hanno in comune la seguente caratteristica: dopo aver punto, estraggono il dardo con cui possono ripungere un’altra volta:
  • vespe propriamente dette di cui si conoscono numerose varietà; esse sono circa della metà più piccola dei calabroni;
  • calabroni sono i piu’ grossi tra i vespidi: colore giallo a striature trasversali
 

Cosa fare

La terapia vera e propria è di competenza del medico, tuttavia è bene che anche il primo soccorritore sappia che l’intervento essenziale consiste nel precoce impiego dei farmaci antireazionali che, nell’ordine, sono:

  • l’adrenalina in soluzione dell’1 per mille alla dose di ml 0,3 – 0,4 per via sottocutanea ristabilisce i valori pressori, risolve il broncospasmo e gli edemi ed è quindi il rimedio prioritario dello stato di shock e soprattutto agisce in tempi brevissimi (secondi);
  • gli antistaminici, potenti inibitori dei recettori dell’istamina uno dei maggiori mediatori dello stato di shock anafilattico, agisce in tempi brevi (minuti primi);
  • i cortisonici agiscono in tempi piuttosto lunghi (ore 3 – 4) quindi esulano dal campo del primo soccorso vero e proprio.
 

La prevenzione

 

Il soggetto che ha avuto un incidente anafilattico da puntura di insetto è da considerare a rischio che l’evento si ripeta in occasione di un’altra puntura.

Sarebbe il caso che tale soggetto porti sempre con se uno di quei kit esistenti in commercio con i quali possa farsi iniettare il rimedio prioritario da persona a conoscenza dell’uso dell’adrenalina ed autorizzata a farlo.

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