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Attenzione alle email sul latte scaduto e rimesso in commercio

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Gira su internet una mail sul latte scaduto

lattescaduto

NordEst – Già smascherata come bufala, continua però a circolare, creando allarme ingiustificato. Secondo un’inverosimile mail che da anni circola su internet (ne riportiamo uno dei tanti esempi qui sotto), sul fondo delle confezioni di latte è impresso un numero che indicherebbe per quante volte il latte è stato ritirato dallo scaffale perché scaduto e poi rimesso in commercio dopo una nuova pastorizzazione (se fresco) o bollitura (se Uht). Testimonianza di ciò sarebbe un numero o una fila di numeri posta sul fondo del cartone.

Si tratta di una bufala.

Ecco il testo di una delle tante email in circolazione, tutte simili tra loro:
Ogg: I: LEGGERE, IMPORTANTE PER LA SALUTE

Il latte in cartone, quando non è venduto dopo un determinato termine di tempo è rispedito in fabbrica per essere pasteurizzato un’altra volta…Questo processo può ripetersi fino a 5 volte, cosa che conferisce al latte un sapore diverso da quello iniziale, aumentando la possibilità di cagliare e riduce significativamente la sua qualità, nonché anche il valore nutritivo diminuisce…

Quando il latte ritorna sul mercato, il piccolo numero che vedete dentro il cerchietto nel file allegato viene modificato. Questo numero varia da 1 a 5.

Sarebbe conveniente comprare il latte quando il numero non supera il n. 3.
Numeri superiori comportano una diminuzione nella qualità del latte.

Questo piccolo numero si trova nella parte inferiore del cartone; se compri una scatola chiusa, è sufficiente controllare uno dei cartoni, tutti gli altri avranno lo stesso numero.
Ad esempio: se un cartone ha il numero 1, vuol dire che è appena uscito dalla fabbrica; ma se ha il numero 4, significa che è già stato pasteurizzato fino a 4 volte ed è stato rimesso sul mercato per essere venduto…

Innanzitutto, perché un latte fresco sottoposto a diversi trattamenti termici assumerebbe un gusto e un aspetto che lo renderebbero ben distinguibile dal latte fresco normale.
In secondo luogo, perché la legge prevede che il latte fresco subisca un solo e unico trattamento di pastorizzazione: è semplicemente ridicolo immaginare che un produttore che infrange la legge lo comunichi (e a che scopo, poi?) sul fondo della confezione.

La pastorizzazione è un trattamento termico, cioè di riscaldamento (72°C, non quindi una bollitura) cui è sottoposto il latte crudo: serve a distruggere eventuali germi pericolosi per la salute e a ridurre sensibilmente la microflora naturalmente presente, per rendere il latte più conservabile. Il latte che subisce il trattamento di pastorizzazione è quello che viene commercializzato come “latte fresco”. Per legge ha una durata di 6 giorni, perchè è un prodotto che resta comunque soggetto a deperimento (comunemente diciamo che inacidisce), determinato dal fatto che la pastorizzazione, al contrario della sterilizzazione, non elimina tutta la microflora presente.

Il latte sottoposto a un trattamenti termici più accentuati (pastorizzato a temperatura elevata, Uht, sterilizzato…) dura di più, ma in cambio risulta maggiormente impoverito dal punto di vista nutrizionale. Al contrario, il latte microfiltrato dura di più, ma mantiene sapore e caratteristiche nutrizionali simili a quelle del latte fresco, perché viene privato dei microrganismi non attraverso un processo di riscaldamento, ma un procedimento fisico di microfiltrazione.

Se la mail facesse allusione non al latte fresco, ma al latte a lunga conservazione (o Uht), è vero che in questo caso la legge non prevede esplicitamente il divieto di eseguire un secondo trattamento termico: ma è poco verosimile che ciò accada, sia perché il prodotto ne risentirebbe (specialmente… alla quinta volta), sia perché per legge il latte di partenza deve avere determinate caratteristiche, incompatibili con un periodo di mesi di permanenza sugli scaffali.
Il numero? Materiale d’imballaggio

Ma allora a che cosa si riferisce il numero presente sul fondo della confezione? Al materiale di imballaggio: le cifre sono utili a permetterne la rintracciabilità.

Infine: che fine fa il latte scaduto? Può essere ritirato prima della scadenza e destinato al consumo immediato (bar e alberghi) o riutilizzato nella produzione di derivati (per esempio latte in polvere), ma non certo latte fresco né, verosimilmente, Uht.

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