NordEst

Terremoto a Nordest, nuove scosse in Emilia: sette i morti

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Tremila gli sfollati: "E’ stato come essere in tempo di guerra". Cdm martedì formalizzerà lo stato d’emergenza. Monti anticipa il rientro dagli Stati Uniti. Il capo della Protezione Civile, Franco Gabrielli: ‘Ora priorità è assistenza agli sfollati’. Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia: "Non si possono escludere altre forti scosse". Guarda le foto dalla sala operativa INGV. INVIA LE TUE FOTO


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(Adnkronos) –
Nuove scosse e la pioggia hanno accompagnato la prima notte degli sfollati a causa del terremoto in Emilia. La terra, dunque, ha tremato ancora in provincia di Modena e Ferrara, sotto le macerie delle centinaia di chiese, torri, campanili, case, edifici rurali, capannoni industriali e municipi che sono crollati per la scossa da 5.9 di magnitudo che ha squassato il Nord-est ieri mattina alle 4.04. Dalla mezzanotte sono state 25 le scosse registrate dall’Ingv nella pianura padana emiliana.

Sette le vittime del sisma. Ieri sera, infatti, è morta a Vigarano nel ferrarese un’anziana di 83 anni stroncata da un malore. Il maltempo e le temperature che a Modena e a Ferrara sono scese fino a 12 gradi non hanno aiutato gli sfollati e non aiuteranno gli uomini della Protezione civile, i Carabinieri, i vigili del fuoco e le altre forze dell’ordine che si stanno occupando incessantemente di mettere in sicurezza i cittadini nelle aree più colpite, allestendo tende, cucine da campo e punti di accoglienza.

Tra i paesi più in difficoltà ci sono Sant’Agostino, nel ferrarese, e Finale Emilia, piccolo Comune modenese il cui centro storico è stato letteralmente raso al suolo. Ma in tutta la campagna emiliana gli edifici più vecchi si sono sbriciolati, trasformandosi in cumuli di mattoni.

La priorità ora è offrire un riparo, cibo, acqua e assistenza ai circa 3mila sfollati che non possono tornare nelle loro abitazioni perché crollate o dichiarate inagibili. Secondo i primi calcoli almeno 900 le persone che stanotte hanno dormito fuori casa. Circa 400 le persone residenti in alcuni comuni della Bassa modenese che hanno dormito in tre alberghi di Modena, grazie alla solidarietà e alla collaborazione della Feralberghi modenese. Molti quelli che nelle città hanno dormito in auto per strada, mossi anche dalla paura rinnovata dal cosiddetto sciame di assestamento.

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