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Foibe, nel “Giorno del Ricordo”, Mattarella: ‘Orrore del ‘900’ (VIDEO)

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Centinaia di studenti in Aula insieme a componenti delle associazioni degli esuli. Celebrazioni in tutta Italia

foibe

Nordest – Centinaia di ragazze e ragazzi delle scuole di ogni ordine e grado, accompagnati dagli insegnanti, sugli scranni dell’Aula insieme a tanti componenti delle associazioni degli Esuli. Montecitorio festeggia così Il Giorno del Ricordo delle Foibe e dell’Esodo Giuliano – Dalmata. E insieme a loro, i tanti componenti delle Associazioni degli Esuli. La ricorrenza di quest’anno è segnata dalla coincidenza con il settatentesimo anniversario del Trattato di pace di Parigi, che sancì la fine del secondo conflitto mondiale e la sconfitta dell’Italia, entrata in guerra sotto il regime fascista.

Il Trattato, poi ratificato dal Parlamento nel settembre 1947, segnò l’inizio dell’esodo degli italiani da quelle terre dove erano vissuti da generazioni, e che la sconfitta aveva fatto passare alla Jugoslavia. Una fuga contrassegnata anche dalle barbare esecuzioni titine nelle foibe, dove caddero connazionali etichettati come “fascisti” e che erano per la maggior parte gente comune.

Giovedì, la presidente Laura Boldrini ha chiesto un minuto di silenzio dell’Aula, alla Camera, perché il ricordo “contribuisca a rafforzare quei principi di democrazia, solidarietà e libertà che anche grazie agli esuli fu possibile affermare nel Paese”. Diverse celebrazioni in tutta Italia. I segretari della Lega Nord e di Fdi, Matteo Salvini e Giorgia Meloni, saranno invece al sacrario di Basovizza a Trieste.

Le parole del Presidente Mattarella

«Le cicatrici dei feroci crimini nella Seconda Guerra Mondiale – che nel dopoguerra si tradussero anche in una strage di italiani, e che si accompagnarono alle sofferenze di decine di migliaia di famiglie costrette ad abbandonare case e lavoro nella zona di Trieste, in Istria, a Fiume e nelle coste dalmate – costituiscono parte della nostra storia. L’Italia, con la sua accoglienza, ha testimoniato con forza ai propri Concittadini, originari delle terre del “confine orientale” e vittime delle dure conseguenze del conflitto mondiale, la solidarietà e la vicinanza alla tragedia che hanno subito. Ai familiari delle vittime, ai sopravvissuti di quegli anni, ai loro familiari, rinnovo i sentimenti di fratellanza della Repubblica. Reiterare la memoria di quei fatti, contribuire ad una lettura storica corretta e condivisa è il contributo prezioso di tante associazioni degli esuli e delle comunità giuliano-dalmate e istriane, base di una autentica riconciliazione che allontani per sempre la sofferenza delle spaventose violenze del passato, delle criminali pulizie etniche, dei lutti indelebilmente impressi nelle nostre comunità. L’Europa della pace, della democrazia, della libertà, del rispetto delle identità culturali, è stata la grande risposta agli orrori del Novecento, dei quali le foibe sono state una drammatica espressione. Un impegno che – a 70 anni dal Trattato di Pace che mise fine alla tragica guerra scatenata dal nazifascismo – non può venire mai meno per abbattere per sempre il fanatismo, padre della barbarie e della crudeltà che si nutrono dell’odio».

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