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Bermat e Brain: due startup trentine vincono “Car Innovation 2016”

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La competizione lanciata da Euro Engineering e Digital Magics ha premiato due aziende del Polo Meccatronica seguite dall’acceleratore Industrio

bermat

Milano – Si è conclusa a Milano “Car Innovation 2016”, iniziativa che ha coinvolto le migliori startup che partendo dall’Italia vogliono realizzare business innovativo nel settore automotive, sviluppando progetti legati al mondo auto. A farla da padroni con il primo e secondo posto sul podio sono state due startup trentine, entrambe ospiti presso il Polo Meccatronica e accelerate da Industrio, l’incubatore di aziende tecnologiche e hardware. Si tratta di Bermat, una piattaforma per la creazione di auto personalizzate che permette la scelta di design, finiture e performance e di Brain, che ha sviluppato un sistema di telemetria per motociclisti e sport legati ai motori. La competizione è stata promossa da Euro Engineering, società di consulenza ingegneristica del gruppo Adecco, e da Digital Magics. Altri partner dell’iniziativa sono Allianz Global Assistance, CRF del gruppo Fiat Chrysler Automobiles (FCA), IBM, Innogest SGR, Magneti Marelli, “Sapienza” Università di Roma, Talent Garden e Wired Italia.

Le startup Bermat e Brain, selezionate da un gruppo di 30 iniziative valutate, hanno vinto l’advisoring con un team di ingegneri di Euro Engineering nei loro laboratori e il supporto di carattere tecnologico e di business networking da parte della piattaforma Sapienza Innovazione (Sapienza-Unicredit) di “Sapienza” Università di Roma.
Bermat (www.bermat.it) rivoluziona il modo di creare ed acquistare un’autovettura. Attraverso una piattaforma digitale è possibile realizzare ed acquistare la propria auto partendo da un innovativo telaio brevettato. «Per me l’automobile – commenta Matteo Bertezzolo, fondatore e amministratore delegato di Bermat Srl – non è un semplice mezzo di trasporto ma anche e soprattutto la proiezione del proprio stile sul mondo esterno, è un accessorio che fa risaltare la persona, alla stessa stregua di un abito di eccellente fattura. Oggi sempre più persone vogliono distinguersi e avere un’auto che faccia risaltare la loro personalità, non si accontentano più di quello che il mercato offre. Nel 2015 ho fondato Bermat per rispondere a queste esigenze, offrendo un prodotto che superi i limiti che oggi i car maker hanno nel rispondere alle esigenze di questo tipo di personalizzazione».
Brain (www.brainsomeness.com) ha invece sviluppato un “activity tracker” per motociclisti e sport estremi che, abbinato ad una action-camera, permette di visualizzare le performance sportive in diretta a video. «Abbiamo lanciato poco più di un mese fa il nostro prodotto sul mercato attraverso la piattaforma Kickstarter – racconta Simone Grillo, fondatore e amministratore delegato di Brain Sr – e abbiamo già diverse centinaia di clienti che da tutto il mondo aspettano il loro Brian One. Il successo di oggi arriva dopo più di 6 mesi di lavoro e lo sforzo di un team di 8 persone. Ora siamo pronti a rivoluzionare il modo in cui la gente utilizza e si diverte in motocicletta».
Il riconoscimento alle due startup premia il lavoro degli ultimi anni dell’acceleratore Industrio – l’incubatore di aziende tecnologiche e hardware guidato da Alfredo Maglione, Alessio Romani, Alberto Gasperi e Jari Ognibeni – che è ormai arrivato ad investire in 10 aziende tecnologiche alcune delle quali insediate proprio all’interno del Polo Meccatronica di Rovereto.
«Sia Bermat che Brain – sottolinea Jari Ognibeni, amministratore delegato di Industrio – sono due delle più innovative iniziative in cui abbiamo investito nel 2015. Il nostro modello di acceleratore si concentra su valorizzare e portare al successo iniziative che lavorano sull’ecosistema industriale del nostro paese, sviluppando prodotti nuovi e modelli di business innovativi. Il premio Car Innovation 2016, conferito dalle principali aziende leader internazionali nel settore automotive, conferma l’ottimo lavoro fatto da noi investitori ma soprattutto l’energia e la determinazione che le startup mettono nel loro lavoro tutti i giorni».

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