Non servono a nulla le pianificazioni e i finanziamenti per rottamazione finchè la fiscalità turistica e l’IVA ci mettono fuori concorrenza rispetto al resto d’Europa e del mondo e finchè vincoli di incerta interpretazione, inefficienze pubbliche, colpevoli tolleranze sugli abusi compromettono le possibilità degli imprenditori, il territorio e gli aspetti monumentali. I numeri sono chiarissimi: da noi, in Veneto, il turismo è cresciuto e quello estero continua a crescere, spesso a due cifre, mentre è quello nazionale, impoverito dalla depressione e da un prelievo fiscale unghiuto che lascia vuoti nei conti e nei redditi d’impresa, a tutti i livelli. Il turismo non è passato alle Regioni per graziosa concessione, ma perché nessuno ne poteva più di baracconi di Stato che facevano solo danni e anche a caro prezzo”.