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Rsa Trentino, Fenalt: “No all’aumento dei posti letto senza adeguamento personale”

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“L’appello di Upipa – evidenzia il sindacato – per 1400 posti in più aumenterà solo i problemi. Comprendiamo i bisogni della società, ma le case di riposo non sono
dormitori: sono centri di assistenza”


 

Trento – Si dice stupito Roberto Moser, responsabile Fenalt per le case di riposo, nell’apprendere dell’appello di Upipa per ulteriori posti letto nelle RSA trentine: “Se Upipa dice che mancano 1.400 posti letto, noi diciamo che mancano 1.400 operatori. Sono sconcertato dal fatto che Upipa enfatizzi la mancanza di posti letto e non quella degli operatori. Significa non aver capito, da parte di chi ha responsabilità in materia, che le case di riposo non sono dormitori, non sono un business, ma luoghi di assistenza basati sulla relazione umana”.

Fenalt ricorda come la grave carenza di personale, determinando carichi di lavoro non sostenibili per chi è in servizio, pregiudichi gravemente la qualità dell’assistenza, soprattutto per gli ospiti non autosufficienti o in gravi condizioni di salute: “Non possiamo considerare i nostri anziani dei pacchi da relegare in soffitta!” – esclama Moser. “Si tratta di persone che hanno bisogno di aiuto e di relazione umana perché le case di riposo oggi sono cliniche per soggetti gravi, spesso non autosufficienti”.

L’appello di Upipa cade proprio nel periodo dell’anno in cui gli operatori stanno programmando le ferie estive. “Nella gran parte delle strutture – racconta il sindacalista – si stanno delineando situazioni paradossali. Per consentire ai colleghi due settimane di ferie estive, quelli che restano al lavoro si troveranno a fare i salti mortali più di quanto facciano ora”.

Malgrado il recente aumento delle rette e gli stanziamenti della PaT per salvare i bilanci in rosso, il Sindacato lamenta la mancanza di assunzioni: “Al punto in cui siamo giunti, bisogna avere il coraggio di abbandonare la logica emergenziale e di avviare una riforma del settore in cui sia completamente rivisto il rapporto fra operatori e posti letto e in cui si intervenga per rendere più attrattiva la professione. Senza una progettualità di questo tipo, chiedere posti letto in più significa solo peggiorare l’assistenza. E questo non lo vogliono neppure i familiari.”

Fenalt confida nella recente promessa dell’assessore provinciale alla salute, Mario Tonina: “L’assessore si è impegnato a convocare nei prossimi mesi un tavolo per fare il punto sul settore” – ricorda Moser. “Quello sarà il contesto in cui confrontarsi e assumere decisioni che mirino al benessere di ospiti e operatori. Bisogna che sia ben chiara una cosa: la qualità dell’assistenza percepita dagli anziani è direttamente proporzionale al benessere degli operatori. Se chi lavora sta bene, è più facile che siano contenti anche gli ospiti. Altrimenti rassegniamoci pure a trattare i nostri anziani come pacchi da accatastare in soffitta. Ma è
questo quello che vuole la società trentina?”


Altri approfondimenti

La Giunta provinciale con deliberazione proposta dall’assessore alla salute conferma il sostegno ai bilanci 2023 degli enti gestori. Non autosufficienza, approvato il contributo straordinario alle Rsa del Trentino. Nella deliberazione sono riportati alcuni dettagli per l’accesso al contributo:

  • possono presentare domanda gli enti gestori di RSA, convenzionati con APSS, che chiudono il bilancio 2023 in perdita. Per gli enti privati si considera la perdita di esercizio 2023 riferita al centro di costo RSA;
  • la domanda può essere presentata entro 15 giorni dall’approvazione del bilancio 2023;
  • i contributi spettanti a ciascun ente gestore sono determinati con un unico provvedimento del Servizio politiche sanitarie e per la non autosufficienza (da adottare entro il 31 luglio 2024) e sono erogati da APSS, in un’unica soluzione, entro il mese successivo alla data di comunicazione del provvedimento provinciale. La stima del contributo straordinario 2023 ammonta a circa 2 milioni di euro.

Upipa, ‘in Trentino ci sono 209 posti inutilizzati nelle Rsa’. Tra le Apsp trentine ci sono 73 posti non utilizzati ed altri 73 ricavabili da camere singole abbastanza grandi da diventare doppie. Ci sono anche 63 posti in Casa di soggiorno convertibili per Rsa: l’equivalente di 3 strutture di medie dimensioni. Come tre Rsa “nascoste tra i corridoi”, chiosa Upipa, che ha i diffuso i numeri al termine del lungo ciclo di confronti organizzato sui territori. Senza nuove costruzioni e – in qualche caso – con minimi interventi di ristrutturazione, quei posti potrebbero essere resi disponibili. Nelle Rsa trentine gestite da Apsp sono autorizzati al momento 4.618 posti, di cui 4.030 convenzionati e 588 privati. Le Apsp gestiscono l’84,8 % dei posti letto autorizzati complessivi, cui si sommano dunque quelli gestiti dal gruppo Spes e da altri privati. Il massimo di posti letto autorizzabili in Trentino è definito da una delibera del 2009. La popolazione è invecchiata e non poco – rileva Upipa – dunque se si prende l’ultimo dato Istat disponibile e si applica – anche qui – il parametro del 10%, risulta facile calcolare che i posti autorizzati dovrebbero essere 6.416. Supponendo che le Apsp debbano ancora gestirne l’84,8%, esse dovrebbero avere 5.440 posti letto autorizzati: il 29,2% in più rispetto a ora. Altro tema riguarda il fatto che la distribuzione dei posti letto nelle Rsa non è omogenea: rapportando il numero di posti presenti in ciascuna Comunità di Valle a quello di over 75 presenti nella stessa Comunità, si ottengono tassi di copertura che variano dal 13,7% al 4,5% dei posti autorizzati, e dal 10,7% al 3,6% dei posti convenzionati. Quanto alle richieste del personale, la presidente di Upipa Michela Chiogna spiega: “Siamo vicini ai professionisti che si impegnano nelle nostre strutture. Ci rapportiamo spesso con loro e siamo sempre disponibili, ovviamente, a confrontarci anche coi loro rappresentanti. Praticamente in ogni occasione di incontro dell’ultimo periodo, abbiamo parlato di necessità di introdurre e finanziare il parametro mobile (aumentare infermieri e oss rispetto al numero di posti letto) soprattutto per venire incontro a chi supporta condizioni di lavoro – connesse alla gravità del quadro sanitario degli utenti – più gravose”.

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