Primo Piano Trentino Alto Adige Primiero Vanoi

1967 – 2017, 50 anni Parchi trentini, Paneveggio Pale: confronto tra gli ex presidenti. Assessore Gilmozzi: “Fiemme, Fassa e Primiero devono viaggiare insieme”

Share Button

Una storia di conservazione, conoscenza e sviluppo sostenibile, ma anche una storia che ha già cinquanta anni: è quella dei parchi naturali trentini, previsti dal primo Piano Urbanistico Provinciale del 1967 e diventati operativi nel 1988. Una riflessione su questa storia, immaginando anche lo sviluppo futuro del Parco Paneveggio Pale di San Martino, è stata offerta dal convegno che si è tenuto a Tonadico, nella sala della Comunità del Primiero dedicata a Luigi Negrelli. All’appuntamento ha partecipato anche l’assessore provinciale alle infrastrutture e ambiente Mauro Gilmozzi che ha evidenziato come “Oggi la conservazione sia un vero e proprio elemento di sviluppo. In Trentino grazie ai parchi e in generale alle aree protette abbiamo fatto molto, anche sul piano culturale, perché il nostro futuro è sempre più legato a come viviamo il presente. Per questo un altro dei fronti strategici su cui agire è quello della mobilità. E anche in questo ambito si sta facendo molto”

Primiero San Martino di Castrozza (Trento) – Dopo i saluti del presidente della Comunità Roberto Pradel e dell’Ente Parco Silvio Grisotto, il dirigente del Servizio sviluppo sostenibile e aree protette della Provincia Claudio Ferrari ha parlato dell’azione dei parchi naturali in Trentino.

“I parchi – ha detto Ferrari – hanno rappresentato per il Trentino un elemento di grande novità. Da un approccio meramente conservativo e di tutela, negli anni si è chiesto anche ai parchi di essere motore di sviluppo sostenibile. Sono stati, i parchi, tra i primi enti ad essere governati dal territorio”. In questi cinquant’anni i Parchi naturali hanno svolto inoltre una funzione molto importante anche nel  promuovere consapevolezza e attenzione sui temi ambientali. “Dagli anni 2000 – ha aggiunto Ferrari – i parchi sono diventati interlocutori importanti sul territorio, investendo in molti progetti e inducendo anche a nuove riflessioni in materia di sviluppo e di sostenibilità. Con il dialogo col tessuto locale anche i parchi sono diventati elemento importante nel dibattito sulle tematiche economiche”.

Non si tratta di fare una tutela astratta, è stato detto, ma di mettere al centro l’uomo: nel dibattito culturale sono entrati quindi a pieno titolo anche i parchi, soprattutto quando si è ragionato del senso del limite.  Oggi le finalità dei parchi sono anche quelle della formazione e dell’educazione, e poi della gestione accorta del territorio. Di particolare attualità la materia delle reti di riserve e della biodiversità. Oggi il sistema delle aree protette, ha concluso Ferrari, rappresenta una carta importante per l’attrattività del Trentino anche sul piano turistico. Il Parco Naturale Paneveggio Pale di San Martino ha rappresentato e rappresenta oggi, è stato ribadito, un esempio di politiche integrate e di “buone pratiche”.

In questo racconto si è dato spazio anche ai protagonisti con gli interventi in programma di Marco Depaoli, Sergio Bancher, Pierantonio Cordella, Giacobbe Zortea, Ettore Sartori e Luigi Casanova. Nel convegno si è parlato anche di ricerca, conservazione, pianificazione, educazione e  comunicazione ambientale; tutti capitoli del grande racconto della storia dei parchi naturali in Trentino e elementi fondamentali per pensare al futuro.

 

 

Share Button

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *