Riforma giustizia, verso il referendum in primavera

Dalle toghe estratte a sorte ai nuovi poteri: le novità della riforma in Italia. Ora partirà la preannunciata raccolta delle firme per chiedere il referendum confermativo che dovrebbe svolgersi nella primavera del 2026

NordEst (Adnkronos) – La riforma che introduce la separazione delle carriere della magistratura è stata approvata definitivamente dall’aula del Senato. Il disegno di legge costituzionale ha avuto 112 voti favorevoli, 59 contrari e 9 astensioni.

Il voto è il quarto e ultimo passaggio parlamentare, come previsto dalla Costituzione. Prima del voto, il presidente La Russa ha disposto l’accertamento del numero legale dei presenti in Aula. “Oggi, con l’approvazione in quarta e ultima lettura della riforma costituzionale della giustizia, compiamo un passo importante verso un sistema più efficiente, equilibrato e vicino ai cittadini – ha scritto su X la premier Giorgia Meloni –Un traguardo storico e un impegno concreto mantenuto a favore degli italiani. Governo e Parlamento hanno fatto la loro parte, lavorando con serietà e visione. Ora la parola passerà ai cittadini, che saranno chiamati ad esprimersi attraverso il referendum confermativo. L’Italia prosegue il suo cammino di rinnovamento, per il bene della Nazione e dei suoi cittadini. Perché un’Italia più giusta è anche un’Italia più forte”.

I senatori del Pd, del M5s e di Avs hanno protestato contro l’approvazione della riforma  mostrando cartelli con la scritta “No ai pieni poteri”. Nello schieramento opposto, dai banchi del centrodestra si sono sentiti applausi subito dopo il voto.

Non c’è solo la separazione delle carriere, “stanno riformando anche la Corte dei Conti“. C’è “un disegno di scardinamento della Costituzione” per “tagliare le unghie” alla magistratura e depotenziarla”. “Vogliono pieni poteri e noi li contrasteremo in ogni modo”, ha detto il leader del M5s Giuseppe Conte davanti al Senato. Riferendosi al referendum sulla giustizia Conte ha aggiunto: “Non è uno scontro tra destra e sinistra ma tra chi vuole difendere i pilastri della Costituzione e chi vuole il governo sopra la legge”. Conte parlando del disegno del governo ha citato anche il premierato. 

L’intervento di Matteo Renzi. “Signor ministro, ieri dicendo che in Aula c’è stata la solita litania petulante, non sta solo insultando l’opposizione ma sta insultando il principio della democrazia parlamentare per cui le istituzioni vengono difese da chi sta al governo e non attaccate. Per noi il dibattito parlamentare non è un di più”. L’ha detto il senatore di Italia viva, Matteo Renzi rivolgendosi al ministro della Giustizia, Carlo Nordio che è in aula, al Senato, durante il suo intervento sulla riforma della separazione delle carriere della magistratura. “Noi siamo favorevoli da sempre alla separazione della carriere e la riteniamo giusta e un principio sacrosanto, ma oggi ci asteniamo perché la montagna ha partorito un topolino, è una riformicchia”. L’ha detto il senatore e leader di Italia Viva, Matteo Renzi nella dichiarazione di voto sulla riforma della giustizia, intervenendo in aula al Senato. Per Renzi, “non è vero che la riforma è una svolta come sostiene il centrodestra” né “un golpe”, come argomenta la sinistra. Poi rimarca che la separazione tra le carriere dei magistrati “c’è già”, aggiungendo che dopo l’approvazione definitiva della riforma “non cambierà niente per Garlasco, né per Bibbiano o per il caso Almasri o dopo gli attacchi della presidente del Consiglio sulla decisione della Corte dei conti sul Ponte”. Quindi ha concluso riferendosi alla maggioranza: “Voi volete mettere una bandierina sulla giustizia ed è quello che vi serve”, ma questa “non è una legge sulla separazione delle carriere ma che non vi garantirà la svolta garantista”.

L’Aula si infiamma con intervento di Scarpinato. L’aula del Senato si è infiammata durante l’intervento di Roberto Scarpinato che ha dichiarato il voto contrario di M5s alla separazione delle carriere. “Ci sono italiani anche di destra – ha detto Scarpinato – che non se la bevono che Berlusconi, Dell’Utri, Cosentino, D’Ali’, Formigoni sono stati vittime di persecuzione dei magistrati “. È partita la contestazione dai banchi di Fi, con il presidente La Russa costretto a richiamare alcuni senatori a partire dalla vicepresidente Licia Ronzulli. Si sono levati grida e “buuuu” contro Scarpinato a sua volta sostenuto dagli applausi dei senatori del suo gruppo. Scarpinato ha poi sforato i dieci minuti dell’intervento e dai banchi del centrodestra diversi senatori hanno gridato “basta”, facendo però arrabbiare La Russa che ha rintuzzato: “i tempi dell’intervento li decido io”.

Ronzulli, con la riforma realizzato il sogno Berlusconi. “Abbiamo lottato, resistito e insistito con determinazione per oltre trent’anni, ma finalmente ce l’abbiamo fatta – dice la senatrice di Forza Italia e vice presidente del Senato, Licia Ronzulli -. Oggi separiamo le carriere e uniamo l’Italia nella fiducia verso il sistema giudiziario. Con l’approvazione di questa storica riforma inizia l’era di una vera imparzialità, la bilancia della giustizia torna ad essere equilibrata, si restituisce credibilità alla magistratura e speranza ai cittadini. Siamo orgogliosi di aver realizzato il sogno di Silvio Berlusconi, che ha creduto fino all’ultimo giorno in questa riforma. Il sogno di un’Italia dove inchieste e processi non siano mai più usati come clave per abbattere per via giudiziaria l’avversario. Ora l’ultima parola spetta al referendum, agli italiani, per dire sì alla libertà, alla certezza del diritto, ad una giustizia davvero giusta”. 

Conte: ‘Scardinano la Carta, M5s contrasterà in ogni modo’. Non c’è solo la separazione delle carriere, “stanno riformando anche la Corte dei Conti”. C’è “un disegno di scardinamento della Costituzione” per “tagliare le unghie” alla magistratura e depotenziarla”. “Vogliono pieni poteri e noi li contrasteremo in ogni modo”, ha detto il leader del M5s Giuseppe Conte davanti al Senato. Riferendosi al referendum sulla giustizia Conte ha aggiunto: “Non è uno scontro tra destra e sinistra ma tra chi vuole difendere i pilastri della Costituzione e chi vuole il governo sopra la legge”. Conte parlando del disegno del governo ha citato anche il premierato.

Anm: ‘Con la riforma Corte Conti il governo vuole giudici asserviti’

“La Corte dei Conti viene attaccata per avere svolto la funzione che le attribuisce la legge a tutela delle risorse pubbliche. Se qualcuno aveva ancora qualche dubbio sulla reale motivazione della riforma costituzionale della magistratura e su quella della Corte dei Conti, ci ha pensato la premier ad eliminare ogni dubbio: i giudici vanno bene solo se decidono come vuole il governo, con buona pace della separazione dei poteri. Questa insofferenza rispetto al controllo di legalità è un segnale preoccupante”. Così l segretario generale dell’Anm, Rocco Maruotti.

Marina Berlusconi: “Vittoria di mio padre”

“Ci sono vittorie che arrivano tardi, forse troppo tardi, ma che restano grandi e decisive. Quella di oggi è la vittoria di mio padre, Silvio Berlusconi“. E’ quanto ha detto la presidente di Fininvest, Marina Berlusconi, commentando il via libera definitivo della riforma della Giustizia in Senato. “Sono la sua forza, il suo coraggio, la sua determinazione e, purtroppo, anche la sua sofferenza, ad aver reso possibile una giornata che segna un passo avanti importante per la democrazia e per la verità in questo Paese” conclude.

Le novità introdotte dalla riforma

Ordinamento giurisdizionale e Corte disciplinare. Con 112 voti favorevoli, 59 contrari e nove astensioni l’Assemblea di Palazzo Madama, giovedì 30 ottobre, ha approvato in via definitiva il ddl costituzionale n. 1353-B Norme in materia di ordinamento giurisdizionale e di istituzione della Corte disciplinare sulla cosiddetta separazione delle carriere della magistratura giudicante e requirente. Il ddl era stato incardinato in Aula nella seduta di martedì 28 con la relazione del Balboni. Dossier di documentazione

– UNA MAGISTRATURA, DUE CARRIERE: L’attuale articolo 104 della Costituzione afferma che “La magistratura costituisce un ordine autonomo e indipendente da ogni altro potere”, frase a cui la riforma aggiunge che essa “è composta dai magistrati della carriera giudicante e della carriera requirente”.

– DUE CSM: All’attuale Consiglio superiore della magistratura (Csm) ne subentreranno due: uno “della magistratura giudicante” ed uno “della magistratura requirente”; entrambe “sono presieduti dal Presidente della Repubblica”; “ne fanno parte di diritto” rispettivamente “il primo presidente e il procuratore generale della Corte di cassazione”.

– CSM ESTRATTI A SORTE: i due Consigli non saranno elettivi. Essi saranno composti per un terzo da membri laici e per due terzi da togati; i primi saranno estratti a sorte da un elenco di giuristi predisposto dal Parlamento in seduta comune; i secondi saranno sorteggiati tra tutti i magistrati, giudicanti e requirenti, che avranno i requisiti che stabilirà una legge ordinaria successiva. I componenti dei due Csm “durano in carica quattro anni e non possono partecipare alla procedura di sorteggio successiva”.

– POTERI DEI DUE CSM: I due Csm perdono i poteri disciplinari oggi affidati ad una Sezione speciale dell’attuale Csm. Essi avranno competenze per quanto riguarda “le assunzioni, le assegnazioni, i trasferimenti, le valutazioni di professionalità e i conferimenti di funzioni nei riguardi dei magistrati”.

– ALTA CORTE DISCIPLINARE: La giurisdizione disciplinare nei riguardi di tutti i magistrati “è attribuita all’Alta Corte disciplinare”. Essa sarà composta da 15 membri: 3 nominati dal Presidente della Repubblica; 3 estratti a sorte da un elenco di giuristi che il Parlamento in seduta comune “compila con elezione”; 6 estratti a sorte tra i magistrati giudicanti con 20 anni di attività e con esperienze in Cassazione; 3 sorteggiati tra i magistrati requirenti con vent’anni di attività e esperienza in Cassazione. I togati sono quindi la maggioranza, ma il presidente viene eletto tra i laici. Durano in carica 4 anni, l’incarico non è rinnovabile.

– SENTENZE NON IMPUGNABILI: Le sentenze sono ricorribili solo davanti alla stessa Corte che giudicherà in secondo grado in una composizione diversa rispetto al primo. Le sentenze non sono impugnabili in Cassazione come prevede l’articolo 111 della Costituzione. Una legge ordinaria disciplinerà gli illeciti disciplinari, le sanzioni, la composizione dei collegi, il procedimento e il funzionamento dell’Alta Corte.

– LEGGI ATTUATIVE: L’ultimo articolo della riforma stabilisce che “entro un anno” dall’entrata in vigore (quindi dopo il referendum) devono essere varate le leggi attuative. Nel frattempo continuano ad osservarsi le leggi vigenti.