Una camminata nei pressi del sito di Ponte Ronco per dire stop ai conferimenti

In zona, vengono conferite le terre del cantiere del bypass. “Tossiche” dicono i comitati; ma per Appa non c’è inquinamento come ribadito nei giorni scorsi anche in Consiglio provinciale. Pochi i residenti presenti alla marcia, molti da fuori valle e dal vicino Veneto, assenti i sindaci (tranne Imèr) e i rappresentanti delle istituzioni locali. Presenti il consigliere provinciale Filippo Degasperi (Onda) e il consigliere regionale veneto, Renzo Masolo (Avs)

La protesta nel Vanoi (foto No By pass Tn e LaVocedelNE)

Canal San Bovo (Trento) – Nel Vanoi, erano almeno 150 i partecipanti che hanno preso parte, domenica 9 novembre 2025, alla marcia di protesta contro la discarica di Ponte Ronco a Canal San Bovo. Pochi i residenti che hanno scelto di esserci, unico sindaco della zona, Daniele Gubert (Imèr) e solo il consigliere comunale Michele Zortea per Canal San Bovo. A promuovere l’evento Angelo Orsingher, storico ex amministratore locale, con il Comitato per la difesa del torrente Vanoi e il sostegno del gruppo No By Pass di Trento, ma anche di molte altre associazioni provenienti dal vicino Veneto. In basso il documento del Comitato organizzatore con le ragioni della protesta.

Secondo i manifestanti, la discarica (a pochi metri dal torrente Vanoi, che scorre verso il Cismon e poi nel Brenta) contiene terre contaminate da idrocarburi tossici: quelle conferite dal cantiere del bypass di Trento (materiale non inquinante per l’Agenzia provinciale per l’Ambiente). “Con le piogge intense e le piene – dicono – il rischio di inquinamento dell’acqua cresce ogni giorno. E non riguarda solo il Trentino: arriva fino alla pianura Veneta, toccando i comuni bellunesi prima e poi lungo il Brenta: da Cismon a Bassano, da Valstagna a Tezze, fino a Padova e Sottomarina”. Dubbi sono stati sollevati anche sulle analisi effettuate sui materiali conferiti. Dopo una camminata nei pressi del sito, la mattinata è terminata davanti alla sede del Comune di Canal San Bovo dove è stata ribadita l’intenzione di mobilitarsi in ogni sede per difendere l’ambiente unico nel cuore verde del Trentino.

Acceso confronto in consiglio provinciale a Trento

Nei giorni scorsi, la discarica è approdata nuovamente anche in Consiglio provinciale a Trento, dove il 5 novembre è stata approvata la mozione presentata dalla consigliera Antonella Brunet (Lista Spinelli) che impegna la Giunta a proseguire i controlli straordinari sulla discarica e sul cantiere dell’ex scalo Filzi, a individuare soluzioni durature per ridurre il traffico pesante e a promuovere un confronto con il Comune di Canal San Bovo, in vista della scadenza nel 2028 della concessione, per valutare attentamente l’opportunità di un eventuale rinnovo o nuova concessione. Bocciata invece in quella sede la mozione a firma Filippo Degasperi (Onda) che sollecitava la chiusura del sito nel Vanoi. “Il materiale che va nel Primiero – sostiene Degasperi – è inquinato perché supera le soglie previste dalla colonna A. Qualche domanda me la porrei per rispetto a chi vive nel Primiero Vanoi e di quel territorio. Dopo il caso della discarica di Imèr, oggi c’è il caso Vanoi. “Questo territorio – ha aggiunto domenica mattina Degasperi – rischia di diventare la pattumiera del Trentino. Serve un risveglio del senso civico”.

Il dibattito sulla discarica in Consiglio provinciale a Trento

Le registrazioni video delle sedute

Guarda il video della marcia

La discarica del Vanoi

La discarica di Ponte di Ronco a Canal San Bovo è attiva dal 2009 per lo smaltimento di rifiuti inerti. La provincia, ha risposto l’assessora Giulia Zanotelli, ha riconosciuto la compatibilità ambientale dell’opera e i rifiuti inerti sono classificati come non pericolosi. “La discarica – ha specificato l’assessora – è dotata di drenaggi e pozzetti di ispezione, di una vasca interrata a tenuta per la depurazione delle acque usate per il contenimento delle polveri sollevate. Nessuno scarico è previsto nel torrente Vanoi perché tutte le lavorazioni avvengono a ciclo chiuso. Appa ha eseguito ben due sopralluoghi solo nell’agosto scorso e dall’analisi dei dati di Appa è confermata la piena accettabilità della discarica. Alla luce di questo e dai contenuti emersi dalle analisi, non vi sono dunque elementi per arrivare alla procedura di revoca dell’autorizzazione”.  L’assessora Zanotelli si è detta disponibile a sedersi ad un tavolo con l’amministrazione comunale per approfondire la situazione e valutare se ci possono mettere in campo misure migliorative.

Le ragioni della protesta contro la discarica