Via libera in Consiglio provinciale alla mozione Brunet, bocciata proposta Degasperi: il dibattito
Il tema della concessione della discarica di Ponte Ronco nel Primiero ha tenuto bando nel pomeriggio di mercoledì, complice la discussione di due documenti di mozione, uno accolto (di Antonella Brunet) e l’altro respinto (di Filippo Degasperi). Fuori dal palazzo della Regione, i comitati contrari al bypass hanno annunciato un esposto. Domenica 9 novembre una marcia di protesta nel Vanoi

Trento – Il Consiglio provinciale di Trento ha approvato la mozione della consigliera Antonella Brunet (Lista Spinelli) in merito alla discarica di Ponte Ronco-Canal San Bovo La mozione della consigliera Brunet, ripercorre la storia e le criticità della discarica di Ponte di Ronco a Canal San Bovo, attiva dal 2009 e destinata allo smaltimento di rifiuti inerti. La comunità locale manifesta crescente disagio per il traffico pesante e l’impatto socioeconomico sull’area. Alla luce di ciò, il dispositivo impegna la Giunta a proseguire i controlli straordinari sulla discarica e sul cantiere dell’ex scalo Filzi, a individuare soluzioni durature per ridurre il traffico pesante e a promuovere un confronto con il Comune di Canal San Bovo, in vista della scadenza nel 2028 della concessione, per valutare attentamente l’opportunità di un eventuale rinnovo o nuova concessione.
L’intervento dell’assessora Zanotelli
Sulla base dei documenti agli atti, ha detto l’assessora Giulia Zanotelli, in data marzo 2012 la ditta depositava presso il servizio valutazione ambientale il progetto esecutivo per la discarica di inerti in oggetto. Il 19 ottobre 2012 la Giunta formulava parere favorevole sulla compatibilità ambientale dell’opera, con autorizzazione in scadenza nell’ottobre 2028. I rifiuti inerti sono classificati come non pericolosi. La discarica è dotata di drenaggi e pozzetti di ispezione, di una vasca interrata a tenuta per la depurazione delle acque usate per il contenimento delle polveri sollevate. Nessuno scarico è previsto nel torrente Vanoi perché tutte le lavorazioni avvengono a ciclo chiuso. Appa ha eseguito ben due sopralluoghi solo nell’agosto scorso e dall’analisi dei dati di Appa è confermata la piena accettabilità della discarica. Alla luce di questo e dai contenuti emersi dalle analisi, non vi sono dunque elementi per arrivare alla procedura di revoca dell’autorizzazione. Il parere espresso dall’assessora Zanotelli riguarda per sua stessa ammissione anche il documento del consigliere Degasperi riferito alla stessa discarica di Ponte Ronco.
Per il consigliere Francesco Valduga (Campobase) la risposta dell’assessora non fuga affatto i dubbi. Tra l’altro mi sembra anche insufficiente rispetto ai quesiti posti dalla consigliera Brunet. Mi riserverò di intervenire ad esprimere le nostre preoccupazioni quando discuteremo il documento sul tema a firma Degasperi, ha dichiarato.
Claudio Cia (Misto) ha sintetizzato: un documento chiede di fare tabula rasa, mentre quello attualmente in discussione propone di potenziare i controlli. La proposta della collega è sensata, vanno rispettati gli accordi presi con la concessione. La politica del no non offre soluzioni, piuttosto aggrava il problema: condivido la proposta di Brunet.
Antonella Brunet ha detto di essere consapevole della parzialità della sua mozione: parliamoci chiaro, tutti vorremmo che la discarica sparisse, ma questo non è possibile. Quello che chiedo è di agire subito, con controlli continui sui materiali conferiti e sulla qualità del servizio, tenendo gli occhi ben aperti se ci fossero eventuali irregolarità allo scadere della concessione.
L’assessora Zanotelli, nella replica, ha confermato la disponibilità a sedersi ad un tavolo con l’amministrazione comunale per approfondire la situazione e valutare se ci possono mettere in campo misure migliorative. Un passaggio che ha confortato molto Brunet.
Valduga ha aggiunto che la mozione è sostenibile pur riservandosi gli approfondimenti nella discussione della mozione di Degasperi.
Questa discarica fu autorizzata nel 2012 quando c’era il centrosinistra al governo, ha rilevato Roberto Paccher (Lega). La discarica è indispensabile, vengono fatti innumerevoli e scrupolosi controlli, ha dichiarato, suggerendo un sopralluogo della Terza Commissione alla discarica così da rendersi conto del caso.
Filippo Degasperi (Onda) ha osservato che se oggi esiste quella infrastruttura è perché è stata autorizzata dalla Pat e dal territorio. Il cattivo non è dunque il privato: l’ente pubblico ha avvallato quella scelta. Questa mozione non la voto perché avvalla la scelta di trasformare il Primiero in una pattumiera.
Io invece la voterò, ha dichiarato Alessio Manica (PD) perché contiene quello che si può fare nell’immediato, anche se permangono numerosi dubbi, ha detto. Vanessa Masè ha sostenuto che dentro e fuori dall’aula spesso si confondono le parole a discapito della chiarezza e della comprensione, alimentando consapevolmente preoccupazioni ed inquietudini. Ad esempio sulla parola rifiuti oppure sul termine inquinanti. Io credo nella nostra Appa e nel lavoro svolto, ha detto, invitando a prestare attenzione a questi temi. La proposta di mozione è stata approvata con 27 voti favorevoli e la non partecipazione al voto di Degasperi.
Respinta proposta Degasperi (Onda) revoca autorizzazione
La mozione del consigliere di Onda, respinta, impegnava la Giunta provinciale a chiedere a RFI E al Consorzio Tridentum l’immediata sospensione del conferimento presso la discarica Ponte di Ronco-Giaroni di terreni e rocce da scavo provenienti dallo scalo Filzi, di comunicare al Sindaco di Canal San Bovo la decisione e supportarlo nell’emissione di un provvedimento di sospensione immediata e di revoca della Autorizzazione.
I terreni dello Scalo Filzi non sono puliti, sono inquinati con idrocarburi e metalli, ha osservato Degasperi e la riprova è che grazie alle insistenze dei comitati sono usciti i dati relativi alle analisi delle acque che confermano valori ampiamente superiori alle norme di legge con la presenza di sostanze tossiche e cancerogene. Deve essere chiaro che è questo che si sta portando in Primiero. La mozione aveva proprio questo intento: raccontare le cose come stanno e dire che i terreni dello scalo Filzi sono inquinati.
L’assessora Zanotelli ha confermato la posizione già espressa in precedenza. Non starò a ripetermi: rispetto al percorso fatto e alle analisi condotte non si ravvedono i motivi per una revoca dell’autorizzazione della discarica. Attenzione a dare alle parole il giusto peso e definizione, altrimenti diamo messaggi scorretti e fuorvianti a chi ci ascolta, ha aggiunto.
Per il consigliere Valduga permangono forti dubbi. Mi sarebbe piaciuta una rassicurazione da parte dell’assessora, ha detto, aggiungendo che nonostante tutti gli approfondimenti per perplessità permangono, come se le cose dovessero essere lasciate all’interpretazione, anziché essere chiarite. Ed è ingiusto che temi così importanti per il territorio siano lasciati all’attenzione solo di chi del territorio si fa politicamente bandiera. Ha proposto a Degasperi un emendamento al suo documento, chiedendogli la rinuncia alla revoca della concessone, proponendo piuttosto ulteriori approfondimenti, controlli terzi e indipendenti.
Paccher ha giudicato fuori luogo la proposta di Valduga: il dispositivo è molto forte e chiede la revoca della concessione, una richiesta sostanziata da una premessa falsa: quei materiali non sono inquinati e lo dicono le analisi. Walter Kaswalder (Patt) ha ricordato che il progetto è stato approvato nel 2012 quando Presidente era Dellai. Kaswalder ha esortato alla ragionevolezza e a valutare il pregio del bypass ferroviario: non si può continuare a dare fastidio a quest’opera, così importante per il territorio e per la città di Trento: questo non fa bene alla nostra comunità.
Nella replica Degasperi ha risposto a Kaswalder osservando che grazie al lavoro dei Comitati una parte del cantiere dello scalo Filzi è sotto sequestro della procura e per fortuna qualcuno ha presentato un esposto. Il materiale che va in Primiero è inquinato perché supera le soglie previste dalla colonna A. Qualche domanda me la porrei per rispetto a chi vive nel Primiero Vanoi e di quel territorio. Quanto alla proposta di Valduga, sono disposto a discuterne, ha concluso.
Paccher ha espresso contrarietà alla mozione: lo scalo Filzi non è sotto sequestro, ha osservato, se non per un piccolissima parte.
Chiesta una breve sospensione per concordare una modifica sostitutiva del dispositivo, che prevede di promuovere analisi anche attraverso soggetti terzi indipendenti, l’approfondimento presso la Commissione competente e l’organizzazione di un sopralluogo.
Zanotelli ha respinto l’emendamento osservando che la premessa dovrebbe essere riformulata e che prevedere valutazioni di soggetti terzi significherebbe implicitamente mettere in discussione il lavoro di Appa.
Sorpreso per la chiusura dell’assessora Alessio Manica secondo il quale la modifica era una scelta di trasparenza e di assunzione di responsabilità da parte del Consiglio. Claudio Cia ha ricordato le parole di Paccher e dell’assessora che negano l’arrivo di materiale inquinato alla discarica. Ha poi confermato la fiducia ad Appa e alla sua autorevolezza, rifiutando la richiesta di rivolgersi ad un ente terzo. Promuovere controlli indipendenti non significa mettere in dubbio i controlli di Appa, ha notato Valduga, ma avere più dati, anche diversi da quelli prodotti da Appa. Gli altri due punti sono nella logica dell’approfondimento e della condivisione e vanno nnella direzione dell’approfondimento in Commissione e sul territorio.
Respingere controlio aggiuntivi anche da parte di soggetti terzi significa che c’è qualcosa da nascondere e da temere, ha osservato Degasperi. Ai voti la mozione è stata respinta con 15 no, 11 sì e un non partecipante al voto.
Protesta dei No By Pass e marcia nel Vanoi
Fuori da Palazzo della Regione, i comitati contrari al bypass hanno annunciato un esposto che chiede, tra le altre cose, di porre fine ai movimenti delle terre inquinate, al loro spostamento e alla ricollocazione in siti definiti inidonei. “Siamo qui per ricordare al Consiglio provinciale quali sono le responsabilità della Provincia per la situazione a Trento nord, ma anche per parlare di questo esposto”, ha spiegato l’avvocato Marco Cianci, specificando che il documento verrà presentato in Procura nei prossimi giorni.
In breve
Le interrogazioni a risposta immediata in Consiglio
Volontariato: il percorso del testo di legge unificato
Brunet: ok a mozione per facilitare l’accesso ai servizi ospedalieri delle persone fragili attraverso il Progettone. La mozione, approvata all’unanimità, impegna la Giunta provinciale a valutare, insieme all’Azienda provinciale per i servizi sanitari, la possibilità di garantire, nei casi di disabilità o grave fragilità, un supporto all’accesso ai servizi ambulatoriali anche attraverso l’impiego dei lavoratori del Progettone. Questo intervento coniuga inclusione sociale e attenzione alla persona. Non si tratta di un aiuto in ambito sanitario, ma di un servizio di agevolazione e accoglienza per i cittadini più fragili: accompagnarli agli ambulatori, orientarli verso le casse o fornire semplici informazioni può fare una grande differenza. La consigliera provinciale di Primiero, è intervenuta inoltre in question time sollecitando la Provincia, ad organizzare eventi e competizioni anche nelle valli in occasione dei Mondiali di ciclismo 2031.