Stavano scendendo da Punta Beltovo

Bilancio definitivo di due scialpinisti deceduti e uno quasi incolume dopo il doppio distacco sopra Solda, nella zona del rifugio Madriccio. Le ricerche sono state sospese e non risultano altri dispersi. Le tre persone coinvolte sono tutte finlandesi e hanno tra i 50 e 60 anni

Bolzano – La slavina si è infatti staccata su un pendio di Punta Beltovo, facilmente raggiungibile con gli impianti di risalita. Gli scialpinisti preferiscono, infatti, altri versanti della montagna, meno battuti. La valanga è stata notata solo quando i soccorritori sono stati allarmati per una seconda slavina scesa poco dopo nei pressi del rifugio Madriccio, in una zona nella quale in passato si erano già verificati dei distacchi. Dall’elicottero hanno notato la valanga su Punta Beltovo e sorvolando la zona hanno notato una persona che stava scavando nella neve.

Giunti sul posto il sopravvissuto ha informato i soccorritori della presenza di due amici sotto la neve. Con l’arva (l’apparecchio di ricerca in valanga) sono stati velocemente localizzati, ma quando sono stati recuperati – uno sotto 60 centimetri di neve e l’altro sotto uno strato di un metro e mezzo – erano ormai morti. La seconda valanga non ha fatto vittime e così è cessato l’allarme. Sul posto hanno operato i tre elicotteri Pelikan, con gli uomini del soccorso alpino Avs, Cnsas e Gdf.

La tragedia in novembre

Purtroppo è lunga la lista degli incidenti sul gruppo dell’Ortles. Lo scorso primo novembre cinque alpinisti tedeschi morirono su Cima Vertana, una vetta di 3.545 metri che sovrasta Solda. La slavina si era staccata poco prima delle 16, mentre due cordate stavano salendo verso la vetta. La valanga con un fronte di circa 30 metri e una lunghezza di 200 metri non aveva lasciato scampo ai cinque tedeschi, che sono stati trascinati via con le masse nevose.

L’allarme era stato lanciato da due altri alpinisti che erano stati solo sfiorati dalla slavina. Tre vittime erano state trovate in giornata, mentre due solo la mattina dopo. La causa della valanga lo scorso autunno fu – come è stato poi appurato – una cosiddetta neve a lastroni, ovvero uno strato di neve fresca che scivola su quello vecchio, spesso ghiacciato. Proprio in queste ore, un esperto valanghe del servizio meteo della Provincia di Bolzano, ai microfoni di Rai Südtirol, aveva messo in guardia da questo fenomeno dopo le nevicate degli ultimi giorni. Anche ora la neve fresca si è appoggiata su quella, ormai ghiacciata, caduta tempo fa.

In breve

Val Pusteria, ripristinata la circolazione ferroviaria­. In seguito ad alcune ore di controlli per garantire la sicurezza della tratta, sono tornati a circolare i treni sulla ferrovia della Pusteria. Ancora chiusa la SP 149, in seguito alla caduta massi.