Il presidente del Consiglio, Bruno Dorigatti: “Istituzioni offese”, il presidente della Giunta, Ugo Rossi: “Reato da perseguire”
Trento – Non si era mai verificata – nella storia dell’autonomia trentina – un’irruzione di manifestanti nell’aula del Consiglio provinciale al lavoro. E’ successo martedì mattina 11 marzo, mentre l’assessore Carlo Daldoss stava rispondendo al quesito posto dal consigliere Walter Viola nel question time.
Urla con slogan come: “Vergogna, vergogna. Casa e reddito, ridateci i soldi”, insulti ai politici destinatari di vitalizi. Una folata di fumo, proveniente da petardi esplosi all’esterno e fumogeni, ha guastato anche l’aria all’interno dell’emiciclo, mentre le poche decine di protagonisti della sortita prendevano di fatto il possesso degli spazi riservati all’istituzione.
Dorigatti: “Offesa gravissima all’istituzione”
Il Presidente del Consiglio provinciale, Bruno Dorigatti, ha dovuto sospendere i lavori ed è cominciata una fase molto tesa negli spazi esterni alla buvette, per cercare di convincere i manifestanti a lasciare Palazzo della Regione. Due le sigle riconoscibili: quella dell’Usb (Unione sindacale di base) e quella dell’Sbm (Sindacato di base multi categoriale), organizzazioni che si stanno strutturando a Trento.
Portavoce dei manifestanti è stato Ezio Casagranda, che si è confrontato anche con il Presidente della Provincia, Ugo Rossi e ha distribuito un foglio con una proposta di radicale revisione degli emolumenti e della previdenza per i consiglieri provinciali. Dal canto suo Dorigatti ha escluso l’opzione di sedersi al tavolo con la protesta: “Non si discute sotto ricatto – ha detto – e quanto è accaduto ha dell’inaudito, si tratta di un’offesa gravissima all’istituzione, alla democrazia, ai cittadini trentini”.
L’episodio è rientrato infine con la dipartita dei manifestanti, che hanno inscenato un corteo per le vie della città, mentre in aula riprendevano i lavori con una fitta serie di interventi dei consiglieri a commento della mattinata.
Decisamente corale la condanna della “piazzata”, che potrebbe integrare un vero e proprio reato (vedere articolo 289 del codice penale), non doveva accadere e dovrà essere perseguita a tutela delle regole del gioco democratico.
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Dorigatti osserva la scena dall’ingresso della bouvette (137.5 KB)
La tensione all’interno del palazzo della Regione (147.3 KB)
Rossi ascolta Casagranda e i manifestanti (134.3 KB)
Manifestanti e consiglieri nellì’atrio d’ingresso (208.3 KB)
Carabinieri all’ingresso del Consiglio (164.5 KB)
Il corteo di protesta nei pressi della stazione (280.7 KB)
La protesta davanti alla Provincia e al palazzo della Regione (236.8 KB)
