A chiamare il 112 è stata la vittima
Un cittadino centroafricano di circa 30 anni, senza fissa dimora, è stato arrestato nella tarda serata di mercoledì per lesioni personali e tentata violenza sessuale ai danni di una donna residente a Trento

Trento – L’intervento dei carabinieri di Civezzano – informa l’Arma – è scattato a seguito della richiesta d’aiuto giunta al 112 da parte della vittima, che ha segnalato d’essere stata aggredita dall’uomo, che la donna conosce. Dalla ricostruzione dei fatti, è emerso che il 30enne, amico della donna, si era recato presso la sua abitazione. Dopo un breve scambio di convenevoli il 30enne avrebbe però iniziato ad avanzare insistenti richieste di natura sessuale, che sono poi sfociate in un tentativo di violenza. Di fronte alla resistenza della vittima, l’aggressore ha risposto colpendola violentemente con dei pugni al volto e causandole una frattura del setto nasale.
Approfittando di un momento di distrazione dell’uomo, la donna è riuscita a sottrarsi alla sua presa e a contattare i soccorsi. Soccorsi che, giunti sul posto, hanno accertato che l’uomo si trovava ancora a casa della donna: dopo una breve ricerca, è stato trovato all’interno di un armadio e tratto in arresto. Il 30enne si trova presso la casa circondariale di Spini di Gardolo, a disposizione dell’autorità giudiziaria.
In breve
Ci sono due indagati per la morte della sciatrice Matilde Lorenzi, morta in ospedale il 28 ottobre 2024 il giorno dopo una caduta in allenamento in val Senales, in Alto Adige. La nitizia, anticipata dal ‘Corriere della Sera’, è stata confermata dalla Procura di Bolzano che, in una nota, sottolinea che ad essere iscritti nel registro degli indagati sono “il responsabile della sicurezza sulle piste da sci e degli impianti di risalita del comprensorio sciistico ‘Alpin Arena Senales’ e l’allenatore e preparatore della pista di allenamento di slalom gigante denominata Grawand G1, sulla quale si stava allenando Matilde Lorenzi”.
Operai senza paga, la protesta a Riva del Garda. Tre mesi di lavoro al cantiere del Palacongressi di Riva del Garda che non sono mai stati pagati. Per questo alcuni operai edili – undici, all’epoca dipendenti di una ditta in subappalto all’impresa Collini che gestisce il cantiere – già a giugno erano saliti in segno di protesta sulle gru posizionate nel cantiere. Quattro mesi dopo nulla è cambiato, per questo due operai sono tornati sulle gru all’ora di pranzo di giovedì 30 ottobre. Sono rimasti in posizione precaria per un paio d’ore poi sono scesi a terra.