Sull’ostruzionismo: Non ci sono questioni ideologiche o politiche su cui bloccare manovra

Il presidente Fugatti presenta la manovra economico-finanziaria 2026-28. ​​La Provincia autonoma di Trento mette in campo 6,2 miliardi di euro per la manovra 2026–2028, “il valore più elevato mai messo in gioco in sede di bilancio di previsione”. Con queste parole il Presidente Maurizio Fugatti ha aperto la presentazione in Consiglio provinciale, ricordando come il bilancio non sia “un mero adempimento contabile

Trento – “È un bilancio che ha un record in termini di valore. Riteniamo che questo record sia anche frutto delle politiche della scorsa legislatura, dove abbiamo voluto puntare fortemente sul potere di acquisto delle famiglie e sugli investimenti pubblici”. Lo ha detto, parlando con i giornalisti, il presidente della Provincia di Trento Maurizio Fugatti a margine della presentazione della manovra di bilancio. Sui 15.000 emendamenti che pesano sulla manovra, Fugatti ha detto che “certamente c’è da discutere, però non ci sono questioni ideologiche o politiche su cui poter bloccare un bilancio provinciale”.

Il presidente della Provincia di Trento ha ricordato che vengono introdotti “per la prima volta, probabilmente anche a livello nazionale, gli asili nido gratuiti fino a uno 0,40 di Icef e il costo dimezzato fino a 0,70 di Icef”. Accanto a questo, ha aggiunto, si prova ad estendere il mese di luglio, già applicato alle scuole dell’infanzia, “in via sperimentale nel ’26-’27, per gli alunni delle elementari e delle medie, cercando di agevolare una parte delle associazioni e delle realtà del terzo settore già presenti”.

La discussione in aula

Ha preso il via con la relazione del presidente Maurizio Fugatti, la discussione in Consiglio provinciale sulla manovra economico-finanziaria 2026-28 della Provincia autonoma di Trento, composta dai disegni di legge di bilancio, stabilità e collegata. La manovra, da 6,2 miliardi di euro complessivi, di cui 5,6 miliardi di euro al netto del debito autorizzato e non contratto, prevede interventi mirati di sostegno alle famiglie e alla natalità, investimenti di consolidamento del tessuto economico e a favore della competitività del territorio. Sono inoltre inserite misure specifiche volte a migliorare il benessere dei cittadini, con investimenti nel welfare, nelle politiche per la casa e azioni volte a salvaguardare il potere d’acquisto delle famiglie. Stanziate anche le risorse per l’avvio dei lavori per il nuovo Polo ospedaliero e universitario di Trento.

la relazione del Presidente Maurizio Fugatti

L’obiettivo evidenziato nella relazione dal presidente Fugatti è “puntare, attraverso un ventaglio di interventi molteplici e coordinati, ad incrementare la qualità della vita in Trentino”. “Vogliamo – ha aggiunto – rendere questa terra sempre più accogliente e sempre più attrattiva, tanto per chi ha scelto di viverci e costruirvi il proprio futuro, quanto per chi vi lavora o vi fa impresa”.

Oltre 15mila emendamenti dalle minoranze

La manovra in sintesi

L’evoluzione dell’autonomia quale fattore fondamentale di sviluppo

Al centro del suo intervento, Fugatti ha insistito sul ruolo dell’Autonomia speciale come condizione per “scegliere i nostri modelli” e governare un contesto globale segnato da shock geopolitici, volatilità dei mercati energetici, transizione tecnologica e cambiamenti demografici. Il presidente ha richiamato il lavoro svolto sulle norme di attuazione, definendolo essenziale per mantenere la capacità di decisione locale, ricordando in modo particolare il lavoro fatto sul tema dell’energia: “siamo stati noi, come Provincia, i primi a promuovere l’impostazione “più anni di concessione a fronte di maggiori investimenti”, una linea che oggi lo Stato sta adottando nel settore della distribuzione. È positivo che questa visione venga ora fatta propria a livello nazionale, ma è importante ricordare che, nel mezzo della crisi energetica del 2022 l’intuizione originaria che venne pure “sanzionata” con una impugnativa statale, fu della Provincia autonoma di Trento”.

Cooperazione transfrontaliera e reti di alleanze

Nell’intervento, Fugatti ha parlato di Euregio come un “laboratorio politico privilegiato” in grado di produrre ricadute concrete su mobilità, ricerca e protezione civile. Nel suo intervento, il Presidente Fugatti ha ribadito che l’Autonomia non significa isolamento, ma capacità di costruire alleanze solide oltre i confini provinciali. Fugatti ha richiamato anche la proiezione europea dell’Euregio: il recente anniversario dei 30 anni della rappresentanza a Bruxelles, ha detto, ha permesso di portare all’attenzione dell’UE temi come la gestione dei grandi carnivori e l’energia idroelettrica, confermando “la solidarietà e la vicinanza tra i nostri territori”. Accanto all’Euregio, il Presidente ha ricordato l’impegno del Trentino in Arge Alp, dove la presidenza trentina ha puntato su giovani, montagna e prevenzione dei rischi naturali, promuovendo approcci condivisi tra i territori alpini. Il Trentino – ha concluso – continuerà a rafforzare queste reti, valorizzando il proprio ruolo di cerniera tra Mediterraneo ed Europa centrale.

Scenario globale e grandi trasformazioni

Il Presidente Fugatti ha collocato la manovra in un contesto internazionale definito da instabilità e cambiamenti profondi. Da un lato agiscono gli shock improvvisi, come i conflitti in Ucraina e Medio Oriente, che generano volatilità nei mercati energetici e costringono i Paesi europei a rivedere le proprie strategie economiche. “A ciò si aggiunge un altro fattore di instabilità: l’introduzione di politiche protezionistiche e dazi da parte di attori globali chiave, come gli Stati Uniti. Questo rappresenta una situazione che cambia rapidamente le regole del gioco del commercio internazionale”. Dall’altro, ha detto, pesano i mutamenti strutturali, a partire dal cambiamento climatico, che incide su agricoltura, turismo e sicurezza del territorio. Fugatti ha richiamato anche la nuova rivoluzione industriale guidata dall’Intelligenza Artificiale, destinata a ridefinire processi produttivi e competitività, e il tema dell’invecchiamento demografico, che renderà sempre più urgente attrarre forza lavoro qualificata e giovani famiglie. In questo scenario, afferma, il Trentino deve dotarsi di politiche lungimiranti per restare competitivo e preservare il proprio modello sociale.

Il posizionamento del trentino

“In questo scenario complesso” – ha proseguito Fugatti – “il Trentino non parte da zero. Presentiamo già indicatori estremamente positivi in termini di attrattività, frutto dell’approccio sinergico adottato dall’amministrazione provinciale negli anni, che combina sostegni economici alle famiglie, politiche di conciliazione vita-lavoro, una eccellente qualità dei servizi e un sostegno mirato agli investimenti”. Il quadro economico tracciato dal Presidente parla di una base solida: il PIL pro capite ha raggiunto i 48.200 euro, il 28% in più della media italiana. Il Trentino ha detto, è tra i territori più produttivi del Nord Italia grazie a un modello economico resiliente, capace di coniugare radicamento locale e apertura internazionale, con attenzione a qualità, sostenibilità e coesione sociale. “Questa apertura è confermata dalla forte capacità attrattiva verso i capitali esteri”: tra il 2019 e il 2022 le imprese con partecipazione straniera sono aumentate del 70%, un dato nettamente superiore a Veneto (33%) e Friuli-Venezia Giulia (34%). Un risultato importante, che però richiede – osserva Fugatti – un impegno costante per mantenere la competitività ed evitare la fuga degli investimenti. Ha parlato del Trentino come “terra di innovazione”: la spesa in ricerca e sviluppo nel 2023 sfiora i 404 milioni (1,6% del PIL provinciale). “I nostri giovani sono preparati: la percentuale di persone tra i 25 e i 34 anni con un titolo universitario è passata dal 12,8% del 2003 al 33,1% del 2024. Inoltre, gli studenti trentini mantengono un vantaggio significativo nelle prove Invalsi: il 71,5% degli studenti all’ultimo anno delle superiori possiede una competenza numerica adeguata, contro un preoccupante 52,5% della media nazionale”.

Per quanto riguarda l’occupazione, i dati elencati dal presidente della Provincia, dicono che nel 2024 supera le 250 mila unità e la disoccupazione, nel secondo trimestre 2025, tocca il 2,4%, il minimo storico. Anche i dati demografici segnano un’anomalia positiva rispetto al paese: la popolazione è cresciuta dell’1,3% nell’ultimo decennio e, secondo le proiezioni, il numero delle nascite potrebbe risalire fino a quota 5.000 entro il 2040.

La strategia della manovra

Su questa base si innestano le tre priorità politiche della manovra: sostegno alle famiglie, politiche abitative e sviluppo industriale. Fugatti ha definito “uniche in Italia” le due nuove misure per la conciliazione vita-lavoro. La prima riguarda i servizi per la prima infanzia: i nidi saranno sostanzialmente gratuiti per le famiglie con ICEF fino a 0.4, mentre per quelle con indicatore fino a 0.7 il costo sarà ridotto di circa la metà. La seconda riguarda l’estate dei ragazzi: le scuole primarie e medie potranno contare su attività estive diffuse su tutto il territorio, proposte di qualità organizzate in collaborazione con il terzo settore e gli enti locali. Un intervento nuovo, che si aggiunge alla conferma dell’apertura delle scuole dell’infanzia per tutto il mese di luglio, servizio che ormai coinvolge oltre l’80% delle famiglie.

“Un piano casa senza precedenti per ampiezza e articolazione”, ha detto Fugatti, mette in campo 5 milioni per rimettere sul mercato tra i 250 e i 300 alloggi attualmente sfitti, altri 5 milioni per i progetti di abitare collaborativo delle cooperative edilizie e un milione a sostegno delle imprese che ristrutturano alloggi per i propri dipendenti. Sul fronte del patrimonio pubblico, Itea riceverà 15 milioni per recuperare circa 300 appartamenti, mentre altri 10 milioni vengono destinati alla rivitalizzazione delle aree a rischio spopolamento, che potrebbero portare alla ristrutturazione di 650–700 alloggi. I progetti strategici Rival e Riurb, realizzati attraverso Cassa del Trentino ed Euregio Plus, contribuiranno con ulteriori 300 alloggi in aree turistiche e svantaggiate e con 400 appartamenti a canone moderato nelle città, oltre a 80 alloggi per anziani autosufficienti e 300 posti letto per studenti.

La terza direttrice della manovra riguarda lo sviluppo industriale e l’innovazione. Nel 2026 l’Università di Trento riceverà 143 milioni, mentre oltre 82 milioni andranno alle Fondazioni Mach, Kessler e HIT. “La sfida ora è convertire questa eccellenza scientifica in eccellenza produttiva”. Nuovi aiuti per le imprese sono autorizzati per 20 milioni in conto capitale e 63 milioni in limiti d’impegno, a cui si sommano i 174 milioni già disponibili su Apiae. Trentino Sviluppo potrà contare su ulteriori 15 milioni, mentre Agenzia del Lavoro disporrà di 40 milioni più i 52 milioni del Progettone. Fugatti ha richiamato anche il progetto “Ready to work”, che porterà in Trentino i primi 65 lavoratori selezionati in Argentina con il contributo delle comunità trentine nel mondo.

Accanto a questi tre pilastri, la manovra conferma interventi significativi per agricoltura, turismo e tutela del territorio. All’agricoltura vanno 45,5 milioni, con un’attenzione particolare all’irrigazione – 17,5 milioni, cui si aggiungono i 110 milioni del PNRR destinati agli acquedotti – e alla zootecnia, che riceverà 5 milioni. Al turismo si affiancano gli investimenti per la promozione territoriale, pari a 73 milioni destinati a Trentino Marketing. “Sul fronte finanziario, confermiamo i 18 milioni per l’abbattimento interessi sui mutui delle imprese. Ma soprattutto, guardiamo al nuovo Fondo strategico attivato tramite Euregio Plus a inizio 2026. La Provincia parteciperà inizialmente con 30 milioni (tramite Cassa del Trentino), con l’obiettivo di arrivare a una dotazione di 200 milioni grazie all’apporto di investitori istituzionali come Laborfonds. Questo fondo sosterrà progetti industriali significativi con prestiti ed equity, creando un circolo virtuoso tra risparmio locale ed economia reale”.

A22: una sfida di autonomia e innovazione

Fugatti ha dedicato un passaggio rilevante anche alla concessione dell’A22, definita una “sfida di autonomia e innovazione”. Ha ricordato la presentazione della domanda di partecipazione da parte della società Autostrada del Brennero e la definizione della controversa partita sugli extraprofitti, ridotti da una stima iniziale statale di 580 milioni a 232 milioni. “Non possiamo che esprimere soddisfazione per l’ultima decisione del Ministero di proseguire con l’iter amministrativo e restiamo fiduciosi delle ragioni giuridiche che hanno determinato l’avvio di questo percorso. Non nascondiamo le difficoltà che l’istituto giuridico della prelazione incontra in ambito europeo e sulle quali occorrerà lavorare, ma è altrettanto vero che tale figura è da sempre presente nel nostro ordinamento”. “Non è più il tempo delle polemiche – ha affermato chiudendo questo passaggio – ma dell’unità di intenti verso un risultato che appartiene all’intera comunità”.

​Infrastrutture e sicurezza per il trentino del futuro

Nel capitolo dedicato a infrastrutture e sicurezza, il Presidente Fugatti ha ricordato che il Trentino ha già in campo oltre 2,5 miliardi di euro di opere, inclusi gli 820 milioni destinati al nuovo Polo ospedaliero e universitario, definito un intervento “epocale” per la sanità provinciale. Con la nuova manovra vengono aggiunti circa 180 milioni per l’edilizia scolastica superiore e altri 40 milioni per le scuole comunali, a conferma della centralità degli investimenti su ospedali e formazione. Sul fronte della mobilità, il Trentino prosegue nel potenziamento del Corridoio ferroviario del Brennero. Avanzano la circonvallazione ferroviaria di Trento e, dal 2026, partiranno le procedure per la progettazione esecutiva della circonvallazione di Rovereto. Nel 2026 verrà completata l’elettrificazione della Valsugana, estesa anche al tratto Borgo–Primolano grazie a ulteriori 20 milioni, ed entreranno in funzione i nuovi elettrotreni. In programmazione anche il collegamento ferroviario con il Garda, strettamente legato alla circonvallazione roveretana. Sul versante stradale, il 2026, ha annunciato, verranno avviati o sviluppati interventi su nodi strategici come Ponte Arche, Alta Val di Fassa, Pergine–Levico, Campotrentino e Bassa Valsugana, dove è previsto l’appalto dell’opera. Proseguiranno i cantieri già avviati a Pinzolo, Loppio–Busa e nella zona del futuro ospedale di Trento, mentre a Spini di Gardolo i lavori inizieranno nei prossimi mesi. È inoltre in programma l’appalto per la nuova funivia Trento–Bondone, infrastruttura “attesa da decenni”. Nel discorso, anche il tema Valdastico: “Nelle prossime settimane si concluderà l’accordo con il Ministero delle Infrastrutture e la Regione Veneto per la previsione del collegamento a Trento sud. Scelta questa dettata dal dibattito in Consiglio provinciale dei mesi scorsi che ha sostanzialmente impedito di proseguire nell’idea originaria, e preferita dalla giunta provinciale, dell’uscita a Rovereto sud”. Ampio spazio è dedicato anche alla sicurezza del territorio: nel 2026 vengono stanziati circa 170 milioni di euro per bacini montani, prevenzione del rischio idrogeologico, gestione delle foreste, manutenzione stradale, aree protette e antincendi. A questi si aggiungono gli investimenti conclusivi dei 110 milioni del PNRR per la rete idrica e ulteriori interventi su acquedotti, fognature e depurazione, tra cui il depuratore di Caldes e l’attivazione di Trento Tre. Il capitolo si chiude con un richiamo al tema della sicurezza urbana e della gestione dei flussi migratori, con la realizzazione del CPR di Trento, prevista per il 2026, finalizzata a “restituire risorse operative alle forze dell’ordine” e “garantire un sistema più efficiente e coordinato”.

Salute e welfare

Uno dei capitoli più rilevanti è quello della sanità: il bilancio 2026 mette a disposizione 1 miliardo e 636 milioni per il funzionamento del sistema sanitario provinciale, con particolare attenzione ai rinnovi contrattuali del personale e all’avvio della nuova Azienda Sanitaria Universitaria Integrata, “una vera svolta storica”. “La sanità trentina”, ha ricordato, “si sta trasformando. Nei prossimi anni vedremo il rafforzamento della territorialità grazie alle Case e agli Ospedali di Comunità finanziati dal PNRR. Ma la vera svolta storica sarà, da gennaio 2026, l’operatività della nuova Azienda Sanitaria Universitaria Integrata del Trentino. Un modello unico in Italia, diffuso su tutti gli ospedali, che integrerà assistenza, didattica e ricerca. Sarà il volano per lo sviluppo della Facoltà di Medicina, per formare i nostri futuri medici e migliorare la qualità delle cure”. Il sociale riceve più di 292 milioni, mentre per pensioni e invalidità civili sono stanziati 117 milioni.

Istruzione, cultura e sport verso le olimpiadi

Nel campo dell’istruzione l’investimento raggiunge gli 865 milioni, mentre cultura e sport si attestano rispettivamente a 55 e 31 milioni. Le Olimpiadi e Paralimpiadi invernali del 2026 porteranno in Trentino complessivamente 325 milioni tra investimenti in impianti sportivi e opere di viabilità. Ha ricordato po le sfide future: i Mondiali di ciclismo del 2031 e le Olimpiadi Giovanili del 2028.

Nel concludere il suo intervento, il presidente Fugatti ha richiamato con forza la centralità dei cittadini nelle scelte della Provincia: “Questa manovra ha come punto di riferimento i bisogni e le aspettative della cittadinanza, in altre parole il nostro punto di riferimento vuole essere il popolo trentino”. Un richiamo che, precisa, “non è generico né retorico”, perché il Trentino è “piccolo ma molto diversificato” e richiede alla politica la capacità di “comprendere, vivere e condividere con il popolo stesso i suoi bisogni”, spesso lontani dalla prospettiva di chi osserva “affacciato alla finestra dalle parti di Piazza Dante”. Per Fugatti, rappresentare questi bisogni è “una sfida quotidiana” e parte integrante della missione dell’Autonomia, che deve essere “una sfida costante e in continua evoluzione”, capace di rispondere alle urgenze del presente ma anche di “costituire le basi per il Trentino del futuro”. Da qui l’appello finale al Consiglio a valutare la manovra “con lo spirito costruttivo che deve prevalere sugli interessi di parte, specie in questi tempi così complessi”.

In breve

Bilancio da record a Bolzano. Manovra quasi 9 miliardi, con oltre 600 milioni di euro in più rispetto a un anno fa. Ma il documento della giunta Kompatscher non convince le minoranze. Brigitte Foppa dei Verdi nota che il ceto medio fatica ad arrivare a fine mese. Critiche condivise da Paul Köllensperger del Team K. Il caso delle acciaierie Valbruna dà l’occasione a Sandro Repetto per incalzare la giunta sulla politica industriale. L’esponente del Pd esprime inoltre preoccupazioni per una sanità che stenta a risolvere problemi come liste d’attesa e reparti di pronto soccorso intasati. Critica sul tema anche Südtiroler Freiheit: dal capogruppo Sven Knoll arriva però un altolà su eventuali deroghe al bilinguismo di medici e infermieri per ovviare alla carenza di personale.