Il Consiglio delle autonomie locali, allargato ai Presidenti di Comunità e ai Sindaci sui cui territori esistono strutture ospedaliere, ha incontrato oggi il Presidente della Provincia Ugo Rossi e l’Assessore provinciale alla Salute e Politiche sociali Luca Zeni in merito alle modifiche organizzative riguardanti la rete ospedaliera trentina.
L’incontro è stato aperto dal Presidente del Cal Paride Gianmoena che ha sottolineato come assieme al Presidente Rossi e all’Assessore Zeni sia stata condivisa la necessità di confrontarsi su un tema decisamente importante in una maniera trasparente e diretta per avere informazioni certe. A fare il quadro della situazione è stato il Presidente della Pat Ugo Rossi che non ha nascosto esistano criticità, ma che ha voluto ricordare come il sistema sanitario trentino sia ai vertici degli indicatori di qualità del servizio. Due i temi in discussione: i punti nascita che derivano da un accordo Stato Regioni che fissa numeri standard e, quindi, la Legge dell’ottobre 2014 che prevede un riposo di 11 ore per il personale sanitario fra un turno e l’altro e che difficoltà stanno creando nell’organizzazione del servizio. Per quanto riguarda i punti nascita e la preoccupazione del territorio Rossi ha ricordato come la Provincia abbia chiesto al Ministero una deroga in virtù di livelli di assistenza e di risultati da sempre, ai primi posti in Europa. Due temi che si intrecciano – ha aggiunto Rossi – e che necessitano di informazioni corrette. Nel dettaglio è entrato l’Assessore Luca Zeni che per quanto riguarda i punti nascita ha comunicato come nelle prossime settimane una Commissione valuterà se gli esiti di qualità in Trentino possano dare corpo a una deroga.
Zeni ha affrontato anche il secondo tema che riguarda i problemi sopravvenuti nelle strutture in seguito alla Legge dell’ottobre 2014 che prevede il riposo di 11 ore del personale sanitario tra un turno e l’altro. Problemi che mettono in difficoltà i reparti, ma che sono stati affrontati con il recente bando di nuove assunzioni. Su questo punto l’Assessore alla sanità Luca Zeni ha richiamato l’attenzione sui disagi che, in seguito alle normative che si rifanno alle direttive europee, si stanno registrando in tutta Italia, ma che in Trentino vengono gestiti garantendo i servizi. Ha ricordato, ancora, il recente stanziamento di 9 milioni per reintegrare i reparti. Ha, inoltre ribadito la volontà di specializzare le strutture del territorio, così come previsto dal disegno sanitario complessivo.
Numerosi gli interventi dell’aula, a conferma di come la sanità sia uno dei valori primari più sentiti. Sono stati ragionamenti, richieste, ma anche preoccupazioni per il futuro degli ospedali. La Sindaca di Stenico Monica Mattevi ha chiesto garanzie per la figura degli anestesisti, essenziali per i servizi dislocati sul territorio. Mattia Gottardi, Sindaco di Tione ha manifestato preoccupazione per un possibile impoverimento delle strutture periferiche. Giorgio Butterini, Presidente della Comunità delle Giudicarie, ha evidenziato i problemi con il bisogno di un confronto per dare dignità ai presidi ospedalieri. La necessità di incontri che chiariscano la situazione e delineino prospettive è stata anche la richiesta di Giovanni Zanon, Presidente della Comunità di Fiemme. Alessandro Betta, Sindaco di Arco, non ha nascosto la preoccupazione per una situazione che pare sfuggita di mano alla politica creando confusione e preoccupazione nei reparti. Per Silvano Welponer, Sindaco di Cavalese, serve ragionare in una strategia sanitaria che preveda il coinvolgimento di giovani e Università. Enrico Lenzi, Sindaco di Samone, ha toccato il tasto di un territorio preoccupato da informazioni scarse e confuse. Francesco Valduga, Sindaco di Rovereto, ha chiuso la serie di interventi richiamando la politica a una riflessione che possa dare una soluzione condivisa. “Serve – ha detto ancora – una riorganizzazione sanitaria più solida e lungimirante che può nascere solo da una sinergia tra tecnici e politici. Ma serve anche la conoscenza dei problemi – ha concluso – che può dare solo il confronto con il territorio”. L’incontro su questo tema è stato chiuso dal Presidente del Cal Paride Gianmoena che ha ribadito come la sanità trentina non sia allo sbando ma sia da migliorare e che gli amministratori non hanno nessuna intenzione di trasmettere questo messaggio. “Comuni e Comunità – ha detto – sono responsabili, ma hanno bisogno di chiarezza. Certo è – ha aggiunto ancora – che le criticità esistono e vanno risolte con tempestività, e noi vogliamo fare la nostra parte”. In questa direzione va la proposta di coinvolgere nelle decisioni i territori attraverso i Consigli della salute, composti da Presidenti di Comunità e Sindaci. Solo in questa maniera possono emergere le questioni, anche diverse, degli ospedali di zona: questioni che devono essere risolte. Richiesta che è stata accolta dal Presidente Rossi.