Il 46enne di Ziano di Fiemme stava praticando scialpinismo in solitaria. L’intervento del soccorso ai laghetti di Bombasel

Werner Degiampietro faceva parte – oltre che del soccorso piste – anche del soccorso alpino e aveva ogni tipo di abilitazione per la montagna, dalla scalata all’accompagnamento dei non vedenti. L’ultimo saluto della sua comunità a Ziano di Fiemme si è tenuto venerdì 10 aprile, tanti amici per l’addio ad un giovane molto conosciuto e sempre disponibile con tutti

Werner Degiampietro era un grande appassionato di montagna (ph social)

Ziano di Fiemme (Trento) – Werner Degianpietro, poliziotto del soccorso piste, è stato individuato sotto la neve, semisepolto dal manto nevoso. I soccorritori lo hanno estratto a quota 2.370 metri sul versante nord del Castel di Bombasel. E’ rimasto vittima di uno spontaneo distaccamento di neve dovuto probabilmente allo sbalzo termico di questi giorni. Il bollettino valanghe segnalava grado 2. L’allarme era scattato intorno alle 10 da parte dei colleghi del Soccorso piste della Polizia di Stato. Degiampietro li aveva avvisati che sarebbe andato a compiere una scialpinistica in quella zona e non avendolo visto presentarsi sul posto di lavoro, hanno intuito che qualcosa poteva essere accaduto.

La salma di Werner Degianpietro è stata individuata dall’elicottero. I soccorritori sbarcati sul posto non hanno potuto fare altro che constatare il decesso dello scialpinista. Ottenuto il nulla osta delle autorità per la rimozione, la salma è stata elitrasportata a valle. Sul posto oltre gli operatori del Soccorso alpino anche i carabinieri.

Il ricordo

Spesso, racconta chi lo conosceva, andava anche al lavoro, in cima alle piste del Cermis, con le pelli di foca. Andrea Scarian, del soccorso alpino della Val di Fiemme lo ricorda così: “era un operatore sempre in prima linea e pronto a dare una mano, pronto a scattare se succedeva qualcosa agli altri”. Lascia moglie e due figli. L’ultimo saluto della sua comunità si è tenuto a Ziano di Fiemme, venerdì 10 aprile.

In breve

Bolzano, morto all’ospedale di Bolzano Cesare Zilio, l’architetto bassanese di 36 anni che era stato travolto da una valanga la mattina di Pasqua mentre faceva scialpinismo sui pendii di Cima Grava, in Val di Vizze, tra Vipiteno e il confine con l’Austria.  L’uomo, uno sportivo grande appassionato di trekking e di scialpinismo, era stato investito in pieno da un’imponente massa nevosa che lo aveva trascinato a valle per centinaia di metri.