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Terrorismo e migrazioni: Zaia: “L’Isis ha trovato sbocco a mare”

E’ alto il rischio che il terrorismo infiltri i suoi assassini tra i migranti

NordEst – “Il rischio di infiltrazioni terroristiche tra i migranti del Nordafrica, che già mesi addietro avevo segnalato, sembra essere stato scoperto anche dall’Europa e dal Ministro degli Esteri. Ma si tenta di chiudere la stalla quando i buoi sono già scappati. Almeno in questo caso, si cerchi di passare dalle parole ai fatti e lo si faccia con la massima urgenza. Bisogna bloccare immediatamente le partenze dei barconi dalle coste libiche e sospendere contemporaneamente Triton. Oggi, domani, non tra settimane quando l’Onu o chi per esso avrà deciso qualcosa al termine di defatiganti discussioni, veti, controveti, controproposte”.

Lo dice oggi il Presidente della Regione del Veneto Luca Zaia, intervenendo sulla situazione creatasi in Libia e sui risvolti che essa ha rispetto al fenomeno della migrazione dal nordafrica verso le coste italiane.
“Non da oggi ma da mesi – aggiunge Zaia – vado denunciando il rischio che il terrorismo infiltri i suoi assassini tra i migranti. Oggi c’è chi si risveglia da un lungo sonno e fa la figura dell’eroe perché ha scoperto che avevo ragione. Si è lasciato senza colpo ferire che l’Isis raggiungesse un altro dei suoi obiettivi, lo sbocco al mare, e solo adesso, a situazione compromessa, si dice, per il fare aspetteremo ancora un bel po’, che occorre intervenire. Solo adesso e solo dopo altri 300 morti in fondo al mare”.
“Nel frattempo – incalza il Governatore – più di 200 mila fantasmi disperati, e tra loro con ogni probabilità più di qualche malintenzionato, sono stati sparsi per l’Italia. Nel Veneto ne abbiamo visti passare circa 7 mila, ma oggi nessuno sa dove siano o cosa facciano. Se sono veri disperati non li si è certo aiutati scaricandoli come pacchi sui territori e sui Sindaci. Se invece tra loro c’è qualche terrorista o comunque qualche delinquente comune, oggi è libero di organizzarsi nell’ombra come meglio crede. Un luminoso esempio di pericolosa superficialità nel non gestire un’emergenza planetaria che adesso è divenuta anche pericolo per la nostra sicurezza”.

Proto:
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