Grande soddisfazione tra studenti, genitori ed insegnanti per lo spettacolo in scena
La rappresentazione è frutto di un lungo percorso, in cui si sono intrecciati ricerca storica e rielaborazione teatrale. Da questo viaggio tra memoria ed emozioni è nato il copione, un dialogo tra la grande Storia e le vicende individuali di tanti uomini, donne e bambini esiliati dai nostri Paesi, interamente scritto dal Gruppo

Primiero (Trento) – Teatro Oratorio di Pieve gremito nei giorni scorsi, molti applausi e tanta commozione hanno accolto, lo spettacolo teatrale “Tornerone mai?” Storie e quadri di un esodo dimenticato, allestito dal Gruppo
teatrale Córeghe Drìo dell’Istituto Superiore di Primiero. Il progetto, che ha vinto il bando PAT Radici e Futuro delle Migrazioni dell’Unità di Missione Semplice coesione territoriale e valorizzazione del capitale sociale trentino all’estero, ha rievocato l’esodo forzato in Puglia di tante famiglie di Primiero e del Vanoi: un capitolo poco noto della storia locale avvenuto tra la primavera e l’autunno del 1916, a seguito dell’occupazione militare delle vallate durante la I^ Guerra Mondiale.
Attraverso una struttura per quadri scenici ed un intreccio corale di voci, lo spettacolo ha restituito il dramma dello sradicamento e della perdita di molti ‘paesani’, ma ha anche rilevato il ruolo determinante dell’istruzione, della cultura e della solidarietà come strumenti di resilienza, incontro e coesione tra comunità diverse. “La rappresentazione è frutto di un lungo percorso, in cui si sono intrecciati ricerca storica e rielaborazione teatrale. ha commentato la regista, professoressa Daiana Lucian – negli ultimi due anni il nostro Gruppo ha cercato prima di ricostruire gli eventi storici, consultando i diari dell’epoca di Don Enrico Cipriani ed Enrico Koch, riscoperti dagli studi di Gianfranco Bettega e Quinto Antonelli e il volume Dalle Dolomiti alle Murge, di Francesco Altamura. Poi, attraverso la simulazione drammatica, abbiamo provato a rivivere le emozioni dei personaggi incontrati nei documenti: profughi-sfollati costretti ad emigrare in terre sconosciute a causa della guerra. Da questo viaggio tra memoria ed emozioni è nato il nostro copione, un dialogo tra la grande Storia e le vicende individuali di tanti uomini, donne e bambini esiliati dai nostri Paesi, interamente scritto dal Gruppo, mantenendoci fedeli a quanto studiato e raccolto con una punta di voluto riscatto di alcuni personaggi bistrattati dalle vicende”.

“Tornerone mai?” Induce poi a riflettere su quanti di questi terribili eventi del passato si ripetano purtroppo ancora oggi e a immedesimarci nella disperazione di chi è costretto a lasciare il proprio Paese e ciò che ama per sfuggire a guerre e violenza.
Ma lo spettacolo intende anche evidenziare il valore di ogni piccolo gesto solidale nel restituire la luce della speranza e nel costruire legami importanti anche tra persone molto diverse: come seppero fare “austriacci” e i pugliesi, che riuscirono ad abbattere le reciproche diffidenze e ad
avvicinarsi grazie all’aiuto che molte sfollate trentine diedero alle famiglie murgiane, ancora analfabete, nel leggere le lettere dei loro cari impegnati al fronte.
“Il successo di questo evento – ha aggiunto Lucian – si deve innanzitutto all’impegno straordinario dei nostri 15 attori: Carlotta Gubert, Mirko Longo, Angelica Scalet, Alice Ducati, Andrea Loss, Aurora Maschio, Eloise Massetti, Giovanni Zedda, Giulia Resenterra, Gloria Pante, Jennifer Mott, Linda Bond, Maurizio Castellaz, Paolo Gaio, Serena Fent, tutti studenti o ex studenti dell’Istituto superiore di Primiero. Che non si dica che le nuove generazioni non hanno nulla da dire e non hanno volontà: dandogliene l’occasione, possono scoprire i loro talenti e il loro valore. Ognuno di loro è speciale con le proprie peculiarità, ma quando sono uniti da un obiettivo comune ‘spaccano davvero’ e ricreano magia, facendoci ben sperare nel futuro della comunità”.

“Vorrei poi ringraziare per l’indispensabile supporto anche le professoresse Gabriella D’Agostini, Alessandra
Piva ed Erica Schweizer, autrice anche delle illustrazioni, i tecnici luci, suoni e immagini Francesco Mastrobuoni, Carlo Giacomin e Angela Gubert, nonché tutti gli artisti e le associazioni del territorio che ci hanno aiutato a far rivivere queste vicende con un respiro più intenso. Un grazie di cuore va anche agli autori Francesco Altamura, a Gianfranco Bettega e all’Associazione Tra Me e Terra, che ci hanno supportati nel percorso; al Comune di Primiero, ai Tonadighi Strighi e a tutti i privati amici e parenti per averci prestato oggetti e costumi (questo è fare comunità); al Maestro Marco Gubert e al Coro Sass Sass Maór, diretto dal maestro Federico Orler, che hanno meravigliosamente musicato ed eseguito la nostra poesia “Varda in su”. La rappresentazione si è chiusa infatti sulle commoventi note del Coro, che ha rievocato i sentimenti contrastanti e la gioia degli esuli, quando, reduci dal loro estenuante viaggio di ritorno, poterono finalmente rivedere la Chiesetta di S. Silvestro “sola su al confin col ziel” ed esclamare: “Ades podon dir/de èser propio ruadi a casa”.