Stranieri in Trentino Alto Adige in netto aumento come in tutta Italia

Immigrazione in Trentino: la popolazione straniera sfiora le 50mila unità. In Alto Adige sono quasi 58mila gli stranieri. Ecco la situazione nel dettaglio anche nelle altre regioni

NordEst – Al 31 dicembre 2024, la popolazione straniera residente in provincia di Trento risulta composta da 48.359 persone, in aumento di 1.382 individui sull’anno precedente (+2,9%), con un’incidenza sulla popolazione totale dell’8,8%. Il 28,7% degli stranieri risiede a Trento, costituendo l’11,7% della popolazione complessiva del capoluogo. Lo conferma il Dossier statistico immigrazione 2025 del Centro studi e ricerche Idos, presentato presso la facoltà di Giurisprudenza, a Trento. I minorenni costituiscono il 19,3% della popolazione straniera (9.313 persone, numero in aumento di cento unità rispetto all’anno precedente), ed incidono per il 10,7% sulla popolazione totale della stessa fascia d’età.

Le persone in età lavorativa rappresentano il 76,8% (circa 1.200 unità in più rispetto al 2023), a fronte del 61,8% degli italiani. Quelle di età pari o superiore ai 65 anni sono invece il 7% (+3,4% rispetto a dieci anni prima): in questa fascia d’età si conferma la prevalenza delle donne. Secondo dati consolidati a fine dicembre 2023, su 46.977 residenti stranieri la maggior parte è di cittadinanza europea (58,7%), proveniente in particolare dai Paesi dell’Unione Europea (29,9%) e dell’Europa centro-orientale (28,3%). Seguono i cittadini africani (18,1%), asiatici (16,6%) e americani (6,6%). In testa alla graduatoria dei Paesi si conferma la Romania (22,2%), seguita da Albania (10,8%), Pakistan e Marocco (7,6%) e Ucraina (6,1%).

Scarica il report nazionale

Nel corso del 2024 hanno acquisito la cittadinanza italiana 2.088 cittadini stranieri (maschi nel 50,7% dei casi): un dato simile a quello dell’anno precedente (2.071 acquisizioni). Nello stesso anno, sono nati 487 cittadini stranieri (erano stati 458 l’anno precedente), che costituiscono il 13% delle nascite. Si conferma la flessione del numero medio di figli per donna (2,08, contro il 2,29 del 2013). Il numero degli stranieri non comunitari in possesso di un documento regolare di soggiorno, con scadenza o di lungo periodo, nel 2024 sale a 35.366, quasi 4.500 unità in più rispetto al 2023. A determinare la crescita sono i contratti a termine (+39,3%), mentre i lungosoggiornanti si confermano in calo (-4,9%).

La situazione in Alto Adige

Secondo l’Istat, a fine 2024, erano quasi 58mila; oltre la metà di loro ha meno di 45 anni. Albania, Germania, Pakistan, Romania e Marocco i paesi più rappresentati: il processo di integrazione sul territorio però non è semplice. Gli stranieri residenti in Alto Adige aumentano di anno in anno: tra il 2023 e il 2024 se ne sono registrati duemila in più. La maggior parte arriva da Albania, Germania, Pakistan, Romania e Marocco, i cinque paesi le cui comunità sono più rappresentate.  Sono un motore essenziale per diversi settori economici, come il lavoro domestico e di cura, in regione rappresentano ormai il 10 per cento degli occupati; in provincia di Bolzano guidano più di 5500 imprese, soprattutto nel campo della ristorazione. 

Inserirsi sul territorio però non è semplicissimo, per diverse ragioni. Dal costo della vita elevato, alle difficoltà del fronteggiare un contesto bilingue, che ha alle spalle una storia complessa. Chi arriva, spiega nel servizio la coordinatrice del servizio provinciale coordinamento integrazione, Barbara Bogoni, deve scegliere a quale gruppo linguistico legarsi, in che lingua far frequentare la scuola ai figli. Tanti bambini iniziano da quella tedesca (le percentuali alle scuole dell’infanzia sono molto più alte), poi si spostano verso quella italiana. Imparare due lingue è una sfida anche per i genitori: dal 2023 è  un requisito essenziale per ottenere aiuti provinciali, con obbligo di frequenza di corsi. Un onere in più ma anche un’occasione di incontro.

Serve tempo, ma sempre più persone trovano la propria strada. A causa della burocrazia, però, c’è chi non riesce a entrare nei circuiti ufficiali e resta qui da irregolare, finendo a volte per sopravvivenza anche in giri illegali. Fenomeno che alimenta le paure della popolazione locale e la diffidenza anche verso chi lavora regolarmente. A livello nazionale, la popolazione straniera ha garantito un contributo fiscale netto stimato per il 2023 in 4,6 miliardi di euro (frutto della differenza tra quanto l’Italia ha speso per l’immigrazione e quanto l’erario ha incassato dagli immigrati)

Boom imprese di cittadini stranieri

cA fine giugno 2025 si contano 678mila imprese guidate da cittadini stranieri, con un incremento dell’1,7% rispetto allo stesso periodo del 2024. Nel primo semestre del 2025, le iscrizioni di nuove imprese hanno sfiorato quota 37mila (in lieve calo di 267 unità rispetto al 2024), mentre le cessazioni sono state 20.754 (-804). Il saldo positivo supera dunque le 16mila imprese, confermando la vitalità del comparto.

I dati emergono dal report semestrale elaborato nell’ambito del progetto Futurae – Programma imprese migranti, promosso da Ministero del Lavoro e Unioncamere e finanziato dal Fondo nazionale per le politiche migratorie. A trainare la crescita sono soprattutto costruzioni (+3,2%) e agricoltura (+3,7%), che rappresentano rispettivamente il 25% e il 3% del totale. Il commercio, pur restando il settore più rappresentato con 275mila imprese, mostra solo un lieve recupero (+0,1%). In aumento anche l’industria manifatturiera (+1,1%), dove operano oltre 50mila imprese straniere.