Il volto del Presidente Meloni nel restauro e quello di Fulvia Trotter sulla facciata della ‘Cesa Nova’ a Primiero in Trentino

Dopo le polemiche, cancellato il volto dell’angelo simile a Meloni. Vicariato: “Cherubino sarà ripristinato come in origine”. Parroco: “Volto rimosso perché divisivo”. Soprintendenza: “Per qualsiasi intervento di ripristino è necessaria una richiesta di autorizzazione”. In centinaia nella basilica romana per vedere l’affresco che somiglia a Meloni

La chiesa nel centro di Fiera di Primiero (Trento)

di Ervino Filippi Gilli

Primiero (Trento) – Il volto del Presidente Meloni nel restauro in chiesa, quello di Fulvia Trotter sulla facciata della Cesa Nova. Che il dipinto della Vittoria alata sia antecedente alle ultime elezioni politiche è un fatto, che il restauro avvenuto in questi giorni abbia restituito il ritratto della nostra Presidente del Consiglio, mi pare abbastanza fuori di dubbio. Non so, non conoscendo l’edificio, se in origine la Vittoria alata avesse le fattezze attuali: se si, ok va bene si restaura quello che c’è, se invece è un intervento voluto dal restauratore per omaggiare la signora Meloni, mi pare una operazione di cattivo gusto, senza ombra di dubbio.

Una cosa è certa: questa storia ha fatto sì che la frequentazione della chiesa sia schizzata alle stelle e che tanta gente sia accorsa per vedere se poi è vero quanto riportato dalla stampa. Il caso dell’affresco nella chiesa di San Lorenzo in Lucina, in pieno centro a Roma, mi ha fatto venire in mente che anche noi, nel nostro piccolo, abbiamo un caso che ai suoi tempi fece discutere: la facciata della ‘Cesa Nova’ in centro a Fiera di Primiero. Niente Vittorie alate che tengono in mano un’effige dell’Italia, per carità, ma un gruppo di persone ben riconoscibili fissate in varie pose.

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Il caso a Primiero

Veniamo ai fatti che al tempo fecero scalpore. Non tutti sanno che la Chiesa di Fiera (benedetta nel 1668) aveva una facciata dipinta in stile neoclassico. Al termine della Seconda Guerra Mondiale era apparso necessario un restauro della facciata che risultava, a detta dei più (non si sa chi siano stati questi “più”), architettonicamente in contrasto con l’edificio (convinti loro …) : dopo un primo incarico all’Ing. Enrico Trollis (progetto non approvato dalle Belle Arti di Trento), venne incaricato l’arch. Giorgio Wenter-Marini di Venezia; il progetto prevedeva il rivestimento della facciata (che ebbe inizio il 7 giugno 1948) con pietre di granito e porfido come nell’illustrazione apparsa sul volumetto dedicato alla chiesa ed edito nel 1946.

Nell’autunno 1949 venne sostituito l’antico portone il quale trova ora posto nelle sale del Palazzo delle Miniere. Nel 1950 venne terminato il rosone in porfido: venne modificato l’originario disegno nella posa delle pietre che, se nel progetto iniziale seguivano l’andamento di quelle della torre civica (porfido scuro che si intervallava a granito chiaro), ora sono solo di granito. Nell’estate 1952 venne eseguito il nuovo affresco sulla facciata a cura del prof. Argo Castagna di Rovereto.

Ed ecco lo “Scandalo” con la S maiuscola. L’affresco, di 51 mq, riproduce in parte il quadro della Madonna esistente all’interno della chiesa circondato da personaggi di diverse classi sociali in costume primierotto del 700. I personaggi raffigurati sono ben riconoscibili: i due santi hanno rispettivamente le sembianze di Fra’ Simon (quello a sinistra) e di Michele Simion Musica (a destra); i due personaggi in ginocchio sono Ermanno Bonetti e Maria Trotter; la persona con la giacca sulle spalle è Agostino Trotter, la donna con il costume primierotto è la signora Fulvia Trotter mentre l’uomo con l’accetta è Giovanni (Nani) Gadenz; l’altra donna rappresentata dovrebbe essere stata la moglie dell’artista.

Quando venne inaugurato l’affresco provocò più di un commento negativo, ma si sa, come dicevano i latini “verba volant” e aggiungerei l’affresco rimane. Come si vede la volontà di essere tramandati ai posteri non è solo un peccato dei potenti “romani” ma anche noi, nel nostro piccolo, abbiamo un esempio concreto. E allora, visto che è carnevale, faccio una proposta per tacitare gli animi: l’affresco vede due figure contrapposte e dato che la Signora Meloni ha la sua Vittoria Alata, per par condicio non si potrebbe rappresentare anche la Signora Schlein?

E magari Salvini e Renzi come putti? Penso che ne uscirebbe una cosa così orrenda che la chiesa sarebbe sconsacrata al volo! Concludo con una riflessione amara ma me la si conceda, sono ormai una persona anziana: ma i nostri politici (tutti, nessuno escluso) non potrebbero stracciarsi le vesti su argomenti un po’ meno frivoli? I vituperati cambiamenti climatici di cui ci si ricorda solo quando frana un paese, la scuola, la sanità, le guerre in corso, non sono più importanti di un affresco che per quello che ho visto sulla stampa mi pare anche abbastanza orrendo?

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