Si investirà in innovazione e si favorirà l’arrivo di tronchi tagliati in Friuli Venezia Giulia nelle segherie trentine
Molte le segherie in crisi anche nel vicino bellunese: all’asta il legname raddoppia di prezzo e la materia prima scarseggia. Oggi, da un lato infatti la Regione autonoma Friuli Venezia Giulia dispone di vaste aree boschive da valorizzare ma soffre di frammentazione proprietaria, dall’altro il Trentino offre un modello di gestione forestale pianificata e un tessuto imprenditoriale solido

NordEst – Dopo la tempesta Vaia dell’ottobre 2018, che ha abbattuto milioni di metri cubi di legname in Italia (principalmente nel Triveneto), l’Austria e in parte la Slovenia si sono consolidate come i principali leader del mercato, gestendo la gran parte della materia prima legnosa post-disastro. Le segherie austriache, in particolare, hanno assorbito enormi volumi di legname danneggiato, spesso acquistandolo a prezzi ridotti, grazie alla loro elevata capacità industriale e all’efficienza logistica. La tempesta ha causato un crollo dei prezzi del legname, arrivati a ridursi drasticamente (talvolta anche del 50% in alcune aree) nei mesi immediatamente successivi a causa dell’eccesso di offerta. Il recupero del legname è stato quasi completato entro il 2021-2022, con gran parte del materiale lavorato oltre confine.
Saturazione del mercato locale e bostrico. La quantità di legno abbattuto da Vaia era circa 7 volte superiore a quella che il sistema industriale italiano riusciva a gestire in un anno, costringendo alla vendita estera. A causa della mancanza di capacità di stoccaggio locale, il legno è stato venduto all’estero, spesso abbassando i prezzi della materia prima. Successivamente alla tempesta, l’infestazione da bostrico ha continuato a danneggiare i boschi (specialmente in Alto Adige), portando a un flusso continuo di legno infestato verso le segherie austriache.
L’intesa a NordEst
Un Protocollo d’intesa quinquennale tra Provincia autonoma di Trento e Regione autonoma Friuli Venezia Giulia, finalizzato a creare un’alleanza strategica nella gestione e valorizzazione della filiera foresta-legno, con l’obiettivo di rafforzare il tessuto economico locale, migliorare la competitività delle imprese e favorire l’innovazione tecnologica. E’ stato sottoscritto questa mattina a Palazzo Roccabruna dall’assessore provinciale all’artigianato, commercio, turismo, foreste, caccia e pesca Roberto Failoni e dall’assessore alle risorse agroalimentari, forestali e ittiche del Friuli Venezia Giulia Stefano Zannier.
L’accordo nasce dalla necessità condivisa di affrontare insieme sfide comuni come i cambiamenti climatici, la gestione post-eventi atmosferici straordinari, le epidemie parassitarie (bostrico) e la diffusione di una cultura forestale improntata alla sostenibilità, ma soprattutto dall’opportunità economica di integrare e coordinare i due sistemi produttivi unendo l’offerta di legname del Friuli Venezia Giulia con la capacità produttiva e tecnica delle imprese trentine. Da un lato infatti la Regione autonoma Friuli Venezia Giulia dispone di vaste aree boschive da valorizzare ma soffre di frammentazione proprietaria, dall’altro il Trentino offre un modello di gestione forestale pianificata e un tessuto imprenditoriale solido.
“L’intesa mira a favorire una reciprocità commerciale che permetta alle nostre imprese di operare anche sul territorio friulano, ampliando il mercato per le piccole segherie e gli artigiani trentini e garantendo una gestione più efficiente e sostenibile del patrimonio forestale di entrambi i territori- ha spiegato l’assessore Failoni – La firma odierna da il via ad un percorso che apre nuovi mercati e rafforzerà la competitività delle nostre imprese e la tutela del territorio attraverso lo scambio di competenze e tecnologie”.
“Per il Friuli Venezia Giulia questo Protocollo rappresenta un passaggio strategico per trasformare il nostro patrimonio forestale in una vera leva di sviluppo sostenibile, rafforzando la capacità di gestione attiva dei boschi e aumentando il valore aggiunto generato sul territorio. La collaborazione con il Trentino ci consentirà di mettere a sistema competenze consolidate e modelli organizzativi avanzati, creando una filiera più strutturata e resiliente, capace di rispondere alle criticità legate ai cambiamenti climatici e, al tempo stesso, di offrire nuove opportunità alle imprese locali nella lavorazione del legno e nella valorizzazione delle risorse montane” le parole dell’assessore regionale Zannier.
A fare gli onori di casa il presidente della Camera di Commercio di Trento Andrea De Zordo che nel suo saluto iniziale ha sottolineato l’importanza di questo protocollo e della valorizzazione di una filiera del legno che mette insieme ambiti diversi, il mondo dell’artigianato e dell’industria, per ottenere un risultato comune. Presenti per l’Associazione Artigiani, oltre al presidente De Zordo, Daniela Bertamini, Matteo Daprà e Paolo Sandri, insieme al vicepresidente della sezione legno di Confindustria Trento Luigi Sartori.
Le azioni concrete
Operativamente, il Protocollo prevede un articolato programma di azioni condivise per consolidare sinergie tra i due territori, promuovendo buone pratiche gestionali, lo scambio tecnologico, sviluppo di progetti innovativi e iniziative culturali capaci di sensibilizzare le comunità locali sull’importanza del patrimonio forestale. L’intesa intende inoltre rafforzare il ruolo delle imprese artigiane nella lavorazione del legno e delle segherie di prossimità, incentivando l’innovazione tecnologica e la sostenibilità ambientale. Innanzitutto si procederà all’istituzione di un Tavolo Tecnico Bilaterale che avrà il compito di individuare le opportunità di collaborazione, identificare bisogni ed esigenze delle imprese locali, proporre soluzioni operative ma anche monitorare l’avanzamento delle attività previste dal Protocollo e proporre eventuali integrazioni.
Altre azioni riguardano la promozione di progetti imprenditoriali innovativi che coinvolgono imprese boschive, segherie e aziende di lavorazione del legno dei due territori: iniziative che puntano a valorizzare il legname proveniente da eventi calamitosi, incrementare la capacità produttiva delle imprese attraverso investimenti in tecnologie avanzate e modelli organizzativi innovativi e sostenere il conseguimento di certificazioni di qualità e sostenibilità ambientale.
Si intende altresì favorire lo sviluppo di progetti pilota orientati alla creazione di valore aggiunto lungo tutta la filiera, dalla gestione forestale alla produzione artigianale e industriale, fino alla commercializzazione dei prodotti finiti. Ulteriore obiettivo è quello di sensibilizzare le comunità locali sull’importanza economica e culturale della filiera foresta-legno. Attraverso l’organizzazione di iniziative congiunte quali eventi culturali, fiere, esposizioni ed attività educative, si vuole valorizzare il legame tra tradizione artigiana, segherie di prossimità e innovazione tecnologica, coinvolgere attivamente i cittadini ed in particolare i giovani sulle potenzialità del settore, favorire il dialogo tra imprese, istituzioni e territori oltre che incrementare la visibilità dei prodotti sui mercati nazionali ed esteri.
Si punta infine a sviluppare sinergie con altri settori produttivi quali l’energia e il turismo, con l’obiettivo di costruire un sistema economico integrato e sostenibile. Il protocollo d’intesa stabilisce una durata iniziale di cinque anni, rinnovabili. E’ previsto un monitoraggio periodico dell’attuazione e la possibilità di introdurre eventuali modifiche o integrazioni a seguito di valutazione congiunta del Tavolo Tecnico Bilaterale.