Il tema del no al riarmo è stato toccato da più interventi
Un migliaio di lavoratrici e lavoratori, pensionate e pensionati hanno sfilato a Trento. Sciopero generale, Landini: “Non ci fermano, avanti fino a quando avremo vinto”. La Cgil: adesione allo sciopero nazionale al 68%, mezzo milione di persone in piazza. A Firenze in 100mila con Landini

NordEst (Adnkronos)- Una manovra, come ha ricordato la segretaria generale della Cgil Agb, Cristina Masera, a nome delle confederazioni di Trento e Bolzano “che non fa bene a chi lavora e non fa bene al nostro Paese. Una scelta, quella del Governo, che non vede futuro per giovani né costruisce risposte contro una precarietà che li attanaglia. Anche nella nostra regione diminuiscono posti lavoro stabili e crescono quelli precari. Il caro vita mette in difficoltà le famiglie, in un territorio che ha registrato aumenti dell’inflazione tra i più alti d’Italia.
In questo scenario drammtico per molta parte dei cittadini il Governo Meloni non vuole prendere i soldi dove ci sono. Abbiamo proposto una tassazione di solidarietà a chi reddito superiore ai 2 milioni di euro. Quelle persone restano comunque ricche, ma in questo modo si potrebbero avere risorse in più per la sanità pubblica e l’istruzione. Anche sulla politica industriale il Governo dimostra di non avere visione. Siamo qui per cambiare una finanziaria che oggi non fa nulla per i cittadini e aumenta le spese militari”.
Il tema del no al riarmo è stato toccato da più interventi. Il corteo, a ridosso del Commissariato del Governo, si è fermato e ha dedicato un minuto di silenzio a tutte le vittime delle guerre, ribadendo la contrarietà ad una manovra che taglia la spesa sociale per avere risorse da destinare alla spesa militare. Nella parte finale della manifestazione si sono alternati diversi interventi di lavoratrici e lavoratori, come quello di Luana, giovane addetta al call center di Dolomiti Energia. Le conclusioni sono state affidate ad Andrea Borghesi, per la Cgil nazionale. Borghesi ha puntato il dito contro l’assenza di una politica industriale per il Paese, sul peggioramento della qualità del lavoro “Ci raccontano che cresce l’occupazione, ma è occupazione precaria e con bassi salari”, di un caro vita che sta mettendo in ginocchio fasce sempre più ampie della popolazione ricordando come il taglio dell’Irpef porterà nelle tasche di lavoratrici e lavoratori risorse del tutto inadeguate per fronteggiare gli aumenti dei prezzi. Il tutto mentre con il meccanismo del fiscal drug a pensionati e lavoratori dipendenti sono stati sottratti 25 miliardi di euro. Risorse che devono essere restituite”.
Cgil Venezia, serve un futuro al territorio
Oltre 4.000 lavoratrici e lavoratori, cittadine e cittadini, hanno sfilato in corteo per le strade di Mestre (Venezia), arrivando in piazza Mercato a Marghera, dove è terminata la manifestazione in occasione dello sciopero Cgil. Presenti tutte le categorie sindacali, giovani e studenti. “Una scelta che non è casuale e che non è soltanto simbolica. Nell’abbandono della parte produttiva della nostra economia c’è una delle ragioni dell’impoverimento del territorio” dice Daniele Giordano, segretario generale Cgil Venezia.
“L’assenza di politiche industriali, di un’idea di sviluppo dell’area metropolitana e della promozione di un turismo incontrollato, portano ogni giorno i giovani ad andarsene dal nostro territorio per cercare fortuna altrove. Per questo abbiamo proposto di candidare Marghera a polo europeo dell’intelligenza artificiale, per valorizzare le conoscenze, le competenze e le infrastrutture che il nostro territorio già possiede” sottolinea Giordano. “Negli ultimi anni – conclude Giordano – per effetto dell’inflazione e del fiscal drag, il Governo ha recuperato miliardi di euro dalle tasse di lavoratori e pensionati, spostando quelle risorse in condoni e industria bellica. Miliardi di euro che vanno impiegati nel rinnovo dei contratti, nella lotta alla diminuzione del potere di acquisto, nella rivalutazione delle pensioni, nei servizi di cui le cittadine e i cittadini hanno bisogno”.
Sciopero Cgil, in piazza a Udine 1.700 manifestanti
Hanno scioperato per un’agenda sociale diversa che risponda ai problemi delle persone: i salari, i contratti, la sicurezza sul lavoro, le pensioni, la salute, l’istruzione. Per questo è stato organizzato un corteo al quale hanno preso parte 1.700 persone, secondo i dati della questura di Udine, radunati in piazza Venerio sotto la guida della Cgil per chiedere un potenziamento dei servizi e quindi “un cambio di rotta alla politica nazionale”. Michele Piga, segretario generale Fvg della Cgil, dal palco ha parlato di “una finanziaria che non dà risposte alla salute a una società che sta invecchiando”, di un “Governo che procede in una direzione sbagliata verso austerità e riarmo.
A pagare dazio è chi ogni giorno suda per il salario. Il popolo ha dato un’adeguata risposta anche qui da Udine come dalle piazze nelle altre città d’Italia”. I manifestanti lamentano una politica che guarda “solo attraverso economie di guerra 25 miliardi in tre anni attraverso austerity”. Piga ha sottolineato che “hanno aumentato tasse a lavoratrici e pensionati. La presidente del consiglio Meloni non vuole la patrimoniale per i ricchi ma non la applica agli evasori fiscali. Aumenta le tasse, taglia lo stato sociale, la sanità è scuola. Abbiamo bisogno di più medici e infermieri e non soldati. Vogliono portarci a 70 anni per la pensione ma la crisi demografica va contrastata con risposte strutture non con la richiesta dalle donne di stare a casa e fare figli”. La manifestazione si è poi interrotta per un grave malore accusato da un partecipante.
In breve
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