Edouard Ballaman lascia: il Presidente del Consiglio regionale del Friuli Venezia Giulia, leghista da due giorni autosospeso, si e’ dimesso, travolto dalla pubblicazione di un dossier sull’uso dell’auto blu e dell’autista della Regione per viaggi per fini eventualmente non collegati alle sue funzioni istituzionali. Si va da quelli a Caorle (Venezia), dove Ballaman possiede una casa per le vacanze, a quelli in localita’ dove si svolgevano iniziative o incontri politici della Lega Nord, fino ai trasferimenti agli aeroporti del Nord Italia (per accompagnare i suoceri, secondo il dossier, o nei giorni del viaggio di nozze).
Ci sono poi tragitti per ‘impegni professionali’, quelli verso la casa della fidanzata e attuale moglie a Camponogara (Venezia) e altri trasferimenti (in tutto una settantina) sui quali, dopo la pubblicazione del dossier da parte del Messaggero Veneto lo scorso primo settembre, stanno indagando la Procura della Corte dei Conti (per verificare l’eventuale danno erariale) e la Procura della Repubblica di Trieste.
I primi risultati dovrebbero arrivare entro la fine del mese, ma il pressing dei partiti politici per le dimissioni si e’ fatto via via piu’ forte negli ultimi giorni, tanto da indurre Ballaman, ex Questore leghista della Camera, a fare quel passo indietro che, con toni diversi, avevano chiesto subito sia l’alleato Pdl, sia il Pd. Ma le richieste piu’ forti sono arrivate proprio da ampi settori della Lega, in forte imbarazzo per un suo rappresentante istituzionale coinvolto in una vicenda cosi’ delicata, proprio su quelle auto blu che la Lega dice di voler eliminare del tutto. La svolta nella vicenda e’ arrivata ieri sera, quando Ballaman ha incontrato il segretario regionale della Lega, Pietro Fontanini.
Al termine dell’incontro si e’ riservato due giorni per comunicare una decisione che ha preso ‘al solo fine di garantire – ha spiegato mercoledì – la mia personale dignita’ e il prestigio del ruolo istituzionale da me ricoperto’. ‘E’ una decisione che gli fa onore’, ha commentato Fontanini, che ha sottolineato come Ballaman ‘avrebbe legittimamente potuto continuare con una situazione forse pericolosa per l’istituzione Regione e per il partito della Lega Nord’. Anche nella scelta di Ballaman di aderire al Gruppo Misto in Consiglio regionale, Fontanini ha visto un modo ‘per tutelare il partito, dal quale – ha precisato – Ballaman rimarra’ sospeso in attesa del giudizio della magistratura’.
Lapidario, invece, il commento del segretario regionale del Pd, l’europarlamentare Debora Serracchiani: ‘dimissioni doverose’, non dettate ‘dall’etica delle istituzioni’ ma da leggere come ‘un’altra puntata dello scontro Pdl-Lega’. Per Serracchiani, ‘siamo di fronte alla replica goffa e in tono minore dello spettacolo che il Centrodestra sta offrendo a Roma: diviso, litigioso e soprattutto indifferente a quel che accade fuori dal Palazzo’.
Le polemiche e la successione – ‘La cosa che dovrebbe far riflettere e’ che Ballaman va fuori dalla Lega, ma non lascia il seggio e resta in Consiglio regionale’: lo ha detto mercoledì in serata il capogruppo dell’Italia dei Valori nel Consiglio regionale del Friuli Venezia Giulia, Alessandro Corazza. ‘La decisione di Ballaman – ha aggiunto Corazza, commentando le dimissioni di Ballaman – poteva arrivare anche prima, era abbastanza normale, non serviva attendere cosi’ tanto tempo. Uno che e’ il garante del Consiglio regionale – ha concluso – avrebbe potuto gia’ da solo togliere dall’imbarazzo tutti i suoi colleghi e l’istituzione’.
Sara’ sicuramente un leghista il successore di Edouard Ballaman alla Presidenza del Consiglio Regionale del Friuli Venezia Giulia. Lo hanno affermato gli stessi vertici regionali del Carroccio ‘il cui Gruppo regionale – ha detto il capogruppo, Danilo Narduzzi – nei prossimi giorni parlera’ con il segretario regionale, Pietro Fontanini, dal quale attende indicazioni’. Il candidato piu’ autorevole al momento e’ Maurizio Franz, 50 anni, consigliere regionale alla terza legislatura.